INFORM - N. 190 - 13 ottobre 2011

 


QUIRINALE

Il presidente della Repubblica oggi a Genova per il VII Symposium Cotec Europa

Napolitano: "Nel mondo globale il rinnovamento scientifico, tecnologico e industriale è la migliore risposta alla crisi"

Ai dipendenti della Fincantieri: : "Nei limiti delle mie possibilità mi spenderò per favorire la ricerca di una soluzione"

 

GENOVA - "Oggi, nel mondo globale, la sfida si chiama innovazione, ricerca, competitività. E' una sfida che riguarda tutti: il rinnovamento scientifico, tecnologico e industriale è la miglior risposta alla crisi - alla crisi economico-finanziaria come alla crisi di fiducia che investe in modo particolare in questo momento l'eurozona". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo a Genova al VII Simposio Cotec Europa alla presenza del re di Spagna, Juan Carlos I, e del presidente della Repubblica portoghese, Aníbal Cavaco Silva.

Il capo dello Stato ha ricordato che "alla fine dello scorso decennio sia la Commissione europea che l'OCSE hanno condotto una valutazione dello stato dei processi di creazione, diffusione e utilizzo della conoscenza nelle rispettive aree geografiche di riferimento. L'iniziativa della Commissione Europea per una 'Innovation Union', come componente essenziale della strategia 'Europa 2020', ha richiamato i Paesi UE a una crescente integrazione per il raggiungimento di ambiziosi obiettivi comuni (incluso un rapporto spesa per ricerca e sviluppo, sul Prodotto interno lordo, Pil, che si avvicini al 3 per cento, come Usa e Giappone). L'Italia ha sempre sostenuto l'obbiettivo di uno spazio europeo della ricerca; il prossimo quadro finanziario dell'Unione Europea per il 2014 e 2020 si muove da questo punto di vista nella giusta direzione ed è importante ricordare anche il grande programma Smart City della Commissione Europea che metterà a disposizione delle città dell'Unione ingenti risorse nei prossimi anni".

"La ricerca e l'innovazione - ha aggiunto il presidente Napolitano - 'costano': in energie umane, in formazione, in tempo e volontà di sperimentare. Ma è un investimento pagante per la competitività dei nostri Paesi e un motore per una ripresa rapida, sostenibile e duratura. Tanto più necessario nell'attuale crisi globale, che rende più acuto il problema della bassa crescita in Europa. Non basta dirlo; bisogna esserne convinti e agire di conseguenza: la strada è quella del cambiamento strutturale del nostro sistema economico, tornando a presidiare settori ad alta tecnologia e ad elevato valore aggiunto, con imprese di dimensione adeguata e ricche di conoscenza e talenti". Quindi, per il capo dello Stato, "sono necessarie nuove politiche per l'innovazione, che valorizzino i fattori chiave della produttività (investimenti in ricerca, software, formazione di capitale umano, pubblicità design, organizzazione aziendale), la complementarietà delle strategie innovative delle imprese, la inter e multi-disciplinarietà della ricerca e lo sviluppo di reti di collaborazione per la gestione di progetti di ricerca e innovazione".

Per quanto riguarda l'Italia, Napolitano ha sottolineato che "conosciamo le difficoltà con cui quotidianamente si confrontano i nostri ricercatori e i nostri docenti, e sappiamo che la scala delle risorse loro destinate è largamente inferiore a quanto auspicabile. Il nostro sistema nazionale di ricerca e innovazione mostra punti di forza e di debolezza. In particolare, l'intensità della spesa per Ricerca e Sviluppo in termini di Pil, pur restando strutturalmente al di sotto della media Ue (1,3% per l'Italia rispetto al 2% europeo), è cresciuta del 2,3% annuo tra il 2000 e il 2009, con incrementi della spesa per ricerca e sviluppo industriale anche superiori, in alcuni anni, al 10%. D'altra parte, la spesa per ricerca e sviluppo delle imprese appare ancora inadeguata rispetto ai partner europei, con un rapporto sul Pil dello 0,64% rispetto ad una media Ue dell'1,23%". E, in questa situazione di difficoltà: "è oltremodo importante - ha aggiunto il Presidente - impegnarci per esprimere una visione strategica ampia e di medio periodo, con la quale ridisegnare le modalità di relazione tra ricerca, formazione e sistema delle imprese".

Il capo dello Stato ha concluso il suo intervento "convinto che l'impegno delle COTEC nazionali e una loro più stretta collaborazione possano dare un importante contributo alla ripresa delle nostre economie motivando i nostri imprenditori più dinamici e creativi - e mi rallegro della presenza qui di molti di loro - all'incremento di adeguati livelli di investimento in ricerca e innovazione ; allo stesso tempo è necessaria una nuova centralità delle politiche per la ricerca e l'innovazione nelle scelte di governo e una più incisiva presenza del nostro Paese nella definizione delle politiche europee".

Napolitano, prima di intervenire al Simposio Cotec, ha incontrato in Prefettura i rappresentanti sindacali che gli hanno esposto il caso dello stabilimento Fincantieri di Genova. Al termine della riunione, il Capo dello Stato si è fermato per un saluto ai dipendenti dello stabilimento, che lo attendevano di fronte alla Prefettura, ai quali ha detto: "Nei limiti delle mie possibilità mi spenderò per favorire la ricerca di una soluzione". (Inform)

 


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