ITALIANI ALL’ESTERO
Incontro a Roma nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità
d’Italia
“L’Italia fuori dell’Italia. Storie di emigrazioni e
di ricongiungimenti”
Premiati studenti delle scuole italiane per ricerche
sull’emigrazione. Sottosegretario Giro: “Le storie di emigrazione raccontate
dalle scuole dimostrano forte legame delle nuove generazioni con il nostro
passato”
ROMA – “L’Italia fuori dell’Italia. Storie di emigrazioni e di ricongiungimenti”: è il titolo dell’incontro che si è tenuto oggi a Roma, nella Sala Pietro Da Cortona dei Musei Capitolini. L’iniziativa, che si inserisce nel quadro delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, è il punto di arrivo di un anno di attività svolte da studenti delle scuole che hanno sviluppato ricerche originali sul tema dell’emigrazione. Premiati studenti della Scuola media “Grazia Deledda” di Santa Maria Coghinas, dell’Istituto commerciale “Don Milani” di Martirano (Catanzaro), del Liceo scientifico ‘Farnesina” e dell’Istituto paritario “Kennedy” di Roma.
Il sottosegretario
ai Beni e Attività Culturali Francesco Giro, a margine della cerimonia di
premiazione sottolineato che “le piccole storie di emigrazione, raccontate
con semplicità dagli studenti che premiamo oggi, dimostrano il forte legame
culturale che congiunge le nuove generazioni al nostro passato”. “Le grandi
ondate migratorie che interessarono il nostro Paese tra la fine dell’Ottocento
e gli inizi del Novecento disegnarono un’Italia d’oltreoceano che mantenne
intensi legami ancorati con la madre patria” ha aggiunto Giro ricordando che
“nel 2008 con il sottosegretario agli Affari Esteri, Alfredo Mantica, abbiamo
inaugurato a Roma il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana con sede al
Vittoriano che ha come compito quello di documentare la varietà delle realtà
migratorie regionali e locali che hanno caratterizzato quello che da più parti
è stato definito come ‘il più grande esodo di un popolo nella storia moderna’.
Preservare – ha rimarcato Giro - questa memoria storica individuale e collettiva
e riscoprire orgogliosamente ciò che siamo oggi e che vogliamo continuare
ad essere deve essere un imperativo soprattutto in questo anno delle celebrazioni
per i centocinquanta anni dell’Unità d’Italia. Un monito – ha concluso il
sottosegretario - all’identità e alla coesione nazionale, come giustamente
ci ricorda il nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano”. (