INFORM - N. 189 - 12 ottobre 2011


ESTERI

Il  ministro Frattini a Belgrado: La Serbia merita lo status di  candidato Ue

 

BELGRADO – “Abbiamo sempre difeso la tesi secondo cui l’Unione Europea deve dare risposte concrete a sostegno della prospettiva europea dei Balcani occidentali mantenendo gli impegni presi nei confronti di questa regione. A questo scopo abbiamo presentato nel 2008 un Piano in otto punti volto a rafforzare il percorso europeo della regione, che ha avuto il merito di riportare i Balcani al centro dell’attenzione europea. In questo quadro si inserisce anche l’avvio del processo di ratifica dell’Accordo di Stabilizzazione e Associazione, che permetterà una più stretta collaborazione euro-serba”.  Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini che oggi ha tenuto una lectio magistralis presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Belgrado dal titolo “Il processo di integrazione europea della Serbia: un percorso da compiere insieme”. A Frattini è stato conferito il Dottorato di ricerca honoris causa . La visita di Frattini in Serbia ha coinciso con quella che il ministro ha definito “una tappa storica per questo Paese” la pubblicazione del Parere della Commissione europea sulla domanda serba di adesione all’Unione europea.

La Commissione infatti, nel suo annuale resoconto sui progressi ottenuti dai Paesi candidati all'ingresso nell'Unione, ha rilevato che ‘la candidatura della Serbia è stata presa in considerazione’.

“Ci attendiamo, a dicembre, un ulteriore riconoscimento – ha detto Frattini - dei progressi serbi da parte degli Stati membri con l’attribuzione dello status di candidato. E con l’indicazione al più presto di una data per l’avvio dei negoziati”. Il ministro ha invitato le forze politiche serbe “a non permettere a quelle differenze, che ogni Paese inevitabilmente registra, di danneggiare l’interesse nazionale”. “Questo – ha detto Frattini - è il momento di restare uniti, di evitare controproducenti contrapposizioni, concentrandosi sull’attuazione delle raccomandazioni della Commissione. Vogliamo festeggiare insieme l’anno nuovo con lo status di candidato. La Serbia e il suo popolo se lo meritano”. (Inform)

 


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