RASSEGNA STAMPA
Intervista de
“Il Piccolo” di Trieste al ministro degli Esteri
Frattini:
“Essenziale il ruolo dell'Italia per la Serbia nella Ue”
BELGRADO
- Per la Serbia è arrivato il gran giorno. Oggi la Commissione europea darà luce
verde alla candidatura serba all'ingresso nell'Ue. Ad accogliere la notizia ci
sarà anche il ministro Franco Frattini, in visita ufficiale a Belgrado.
Oggi
la Serbia otterrà parere favorevole sulla sua candidatura all'adesione all'Ue.
E’ un successo meritato da parte di Belgrado?
Assolutamente
sì. Come riconosciuto dalla Commissione, la Serbia ha compiuto progressi rilevanti
sul piano delle riforme interne necessarie per rispettare i criteri di adesione
e con l'arresto e l'estradizione di Mladic e Hadzic ha pienamente adempiuto alle
richieste - poste dall'Ue e dalla comunità internazionale -, di collaborazione
con il Tribunale Penale per l'ex J
Che
ruolo ha giocato l'Italia nel sostenere l'integrazione europea della Serbia?
L'Italia
è sempre stata in prima linea nel sostenere le aspirazioni europee del popolo
serbo, coerentemente con la nostra posizione a favore del processo d'integrazione
europea dei Balcani Occidentali. La Serbia riveste carattere prioritario nell'area
e l'Italia si è battuta a favore dell'avanzamento nel cammino europeo di Belgrado.
Sul versante politico, nel novembre 2009 il Presidente Berlusconi e il Primo Ministro
serbo firmarono a Roma una Di
Quella
serba sarà una candidatura "a handicap", senza data d'inizio dei negoziati
con Bruxelles. Come legge questa decisione?
Da parte
italiana abbiamo sempre auspicato che la Commissione indicasse anche una data
certa per l'avvio dei negoziati, sì da consentire al Paese di avanzare celermente
verso la piena adesione. Se la Commissione decide invece di condizionare l'apertura
delle trattative a progressi sul versante del rapporto tra Serbia e Kosovo, ciò
è conseguenza dei diversi approcci degli Stati membri nei confronti della delicata
questione. Il punto cruciale per Belgrado è ora assicurare la concreta attuazione
delle raccomandazioni della Commissione, in modo da spianare la strada all'apertura
dei negoziati. L'Italia continuerà a sostenere gli sforzi serbi e parallelamente
a insistere in sede Ue perché la data d'inizio dei negoziati sia fissata quanto
prima.
Alcuni
Paesi Ue, in particolare la Germania, premono da mesi su Belgrado perché cooperi
in maniera più efficace con il Kosovo. Si parla anche di riconoscimento di Pristina
come condizione finale per la Serbia per entrare in Europa. Se così fosse, l'Italia
sosterrebbe la posizione tedesca?
Incoraggiamo
con decisione il processo di dialogo in corso tra Belgrado e Pristina con
Non
pensa che usare il Kosovo come "bastone" verso Belgrado rischi di alienare
le simpatie dei serbi nei confronti dell'Europa?
È evidente
che il Kosovo rappresenta ancora un tema molto sensibile per l'opinione pubblica
serba, ma il Paese ha già dimostrato la capacità di superare i problemi legati
al passato in uno spirito costruttivo e pragmatico. Sono pertanto convinto che
anche in questa occasione il popolo serbo saprà mettere da parte le differenze
e le spinte nazionaliste per far prevalere il futuro europeo. Il Governo e l'elettorato
serbo hanno già scelto l'Europa.
In
Serbia il numero degli euroscettici è salito quasi al 50% dopo la crisi estiva
nel nord del Kosovo. Come leggere questi numeri?
Ritengo
che tali percentuali siano da interpretare sull'onda dell'emotività suscitata
dagli incidenti nel Nord del Kosovo e non debbano essere considerate come un ripensamento
della scelta europea. Nel corso delle mie numerose visite in Serbia ho avuto la
possibilità di toccare con mano la voglia di Europa del popolo serbo.
Quando
pensa che realisticamente la Serbia potrà entrare a tutti gli effetti nell'Unione
europea?
Al momento
appare difficile fare previsioni realistiche. La tempistica del processo d'integrazione
europea dipende dall'impegno profuso da ciascun Paese nell'attuazione delle riforme
richieste per l'adeguamento all'ordinamento comunitario. La Serbia è già in una
fase avanzata, se saprà mantenere la determinazione e lo slancio dimostrato finora,
proseguirà celermente verso la piena adesione. (Stefano Giantin- Il Piccolo del
12 ottobre 2011)
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