INFORM - N. 189 - 12 ottobre 2011

 


EDITORIA

Una nota della Federazione Nazionale della Stampa Italiana

La riforma del settore dell’editoria non si può fare senza stanziamenti adeguati

 

ROMA -  Il sottosegretario Bonaiuti ha rappresentato alla Camera realisticamente il quadro di criticità e di interventi necessari perché il settore dell’editoria torni ad essere motore di sviluppo e ha anche indicato alcuni indirizzi d’intervento significativi in favore di occupazione professionale e separazione fiscale  tra i valori commerciali dei contenuti editoriali e quelli dei gadget. Ma ciò che manca sinora è l’impegno reale del Governo per una riforma che non si può fare senza soldi e che corrisponda a un disegno strategico e di sistema.

E’ quanto ricorda in una nota la Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

I tempi brevi entro i quali il  sottosegretario vuole concludere il processo tecnico-consultivo con le parti sociali, per un aggiornamento della legge quanto più possibile condiviso, corrispondono all’esigenza di un’emergenza reale che  rischia, altrimenti, di portare alla chiusura un centinaio di imprese editoriali in cooperativa, no profit e di idee e di mettere in pericolo la specialità della stampa italiana all’estero, con la perdita complessiva di quattromila posti di lavoro.

Ecco perché agli indirizzi giusti non possono non corrispondere poste di bilancio giuste e adeguate. Al Governo è chiesta un’assunzione collegiale di responsabilità e coraggio. Va abbandonata la scelta dei tagli lineari di spesa per prendere, invece, la strada della selezione degli interventi sulla base di obiettivi strategici.

La FNSI propone al Governo di applicare un’aliquota di imposta sulla pubblicità televisiva, per recuperare i fondi necessari, ed afferma che il rigore nell’assegnazione di contributi deve diventare ancora più stringente. Consistenza reale dell’attività editoriale, organizzazione imprenditoriale e soprattutto occupazione professionale devono essere i parametri da privilegiare per qualsiasi forma di sostegno pubblico in stretta relazione alla corretta applicazione della disciplina del lavoro per il settore e al rispetto degli obblighi sociali; sia per i dipendenti sia per i lavoratori autonomi, spesso precari. La nuova legge, quindi, deve contenere un chiaro obiettivo di lotta al precariato giornalistico e ai fenomeni di elusione fiscale e di evasione contributiva. (Inform)

 


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