INFORM - N. 189 - 12 ottobre 2011

 


SENATO DELLA REPUBBLICA

Mentre la Prima Commissione pone all’odg il ddl costituzionale del Governo che limita alla sola Camera dei deputati la rappresentanza delle comunità italiane nel mondo

La Terza Commissione conclude l’esame del testo unificato sulla riduzione del numero dei parlamentari

 

ROMA - Nella riunione di ieri dell’Ufficio di Presidenza del Senato, integrato dai rappresentati dei gruppi parlamentari, si è convenuto di iscrivere all'ordine del giorno, a partire dalle sedute della prossima settimana, l'esame in sede referente del disegno di legge costituzionale n. 2941, d'iniziativa del Governo e a firma Berlusconi e Bossi, contenente “disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo”.

L’annuncio è stato dato nel corso della riunione della Commissione Affari Costituzionali, sempre nella giornata di ieri, mentre alla Commissione Affari Esteri, riunita per completare l’esame del testo unificato dei disegni di legge costituzionale che propongono solo la riduzione del numero dei parlamentari (v. Inform n. 184 del 5 ottobre, http://www.mclink.it/com/inform/art/11n18402.htm ), il relatore Oreste Tofani (Pdl) ha fatto osservare che il ddl costituzionale n. 2941 ha una portata più vasta intervenendo sull'assetto stesso e sui compiti delle due Camere.

In questo più ampio contesto di ridefinizione di compiti e poteri, gli articoli 1 e 3 prevedono una riduzione del numero dei deputati a 250, cinque dei quali eletti nella circoscrizione Estero. Il mantenimento presso la sola Camera dei deputati della rappresentanza delle comunità italiane nel mondo si ricollega al nuovo assetto del Senato federale, che nell'ipotesi di riforma sarà composto anch'esso da 250 senatori e sarà rappresentativo delle autonomie territoriali, senza alcuna rappresentanza degli italiani all'estero.

Il relatore si è pertanto riservato di tornare nuovamente sull'argomento alla luce dell'andamento dell'esame presso la Commissione Affari Costituzionali del disegno di legge n. 2941.

Ricordiamo che nel testo unificato - di cui la Commissione Esteri ha completato l’esame esprimendo un parere non ostativo - il numero dei deputati viene ridotto a 450, otto dei quali eletti nella circoscrizione Estero, e il numero dei senatori elettivi è ridotto a 250, quattro dei quali eletti nella circoscrizione Estero.

Nel successivo dibattito il senatore Massimo Livi Bacci (Pd) ha detto di condividere la scelta, nell'ipotesi di una revisione costituzionale che differenzi assetto e compito dei due rami del Parlamento, di mantenere una rappresentanza delle comunità italiane all'estero solo presso la Camera dei deputati.

Al contrario, il senatore Claudio Micheloni (Pd), quanto al disegno di legge costituzionale n. 2941, ha detto di non condividere la scelta di mantenere una rappresentanza della circoscrizione Estero solamente presso la Camera dei deputati: sarebbe preferibile mantenere una presenza nel Senato, espressione delle regioni. Il rischio, secondo Micheloni, è che si modifichi in senso peggiorativo un sistema di rappresentanza politica delle comunità italiane all'estero che ha costituito un esempio per le riforme costituzionali di altri Paesi europei quali la Francia. (Inform)

Il parere approvato dalla Commissione sul testo unificato dei ddl n. 1178, 1633 e 2891

 La Commissione Affari Esteri-Emigrazione del Senato della Repubblica, esaminato il testo unificato proposto dai relatori pubblicato in allegato al resoconto della seduta della Commissione Affari Costituzionali del 20 settembre scorso

premesso che

nel testo unificato il numero dei deputati viene ridotto a 450, otto dei quali eletti nella circoscrizione estero. Il numero dei senatori elettivi è ridotto a 250, quattro dei quali eletti nella circoscrizione estero;

nell'ipotesi dell'approvazione della riforma, con l'elezione di quattro, anziché sei senatori, senza modificare la legge attuativa, ciascuna ripartizione vedrebbe l'elezione di un solo rappresentante. Ciò determinerebbe un effetto paradossale: sottorappresentare proprio la comunità italiana più consistente, quella in Europa, e sovrarappresentare comunità molto più piccole, quali quelle dell'America del nNord e in Africa e Oceania,

rilevato che un analogo effetto si produrrebbe anche con riferimento alla composizione della Camera dei deputati

esprime un parere non ostativo

nel presupposto che il legislatore provveda, contestualmente alla revisione costituzionale, anche alla riforma della legge n. 459 del 2001, recante norme per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero, rivedendo ovvero eliminando le ripartizioni territoriali che compongono la circoscrizione Estero.  (Inform)

 


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