SENATO DELLA REPUBBLICA
Mentre la Prima
Commissione pone all’odg il ddl costituzionale del Governo che limita alla sola
Camera dei deputati la rappresentanza delle comunità italiane nel mondo
ROMA - Nella riunione di ieri dell’Ufficio di Presidenza del Senato, integrato dai rappresentati dei gruppi parlamentari, si è convenuto di iscrivere all'ordine del giorno, a partire dalle sedute della prossima settimana, l'esame in sede referente del disegno di legge costituzionale n. 2941, d'iniziativa del Governo e a firma Berlusconi e Bossi, contenente “disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo”.
L’annuncio
è stato dato nel corso della riunione della Commissione Affari Costituzionali,
sempre nella giornata di ieri, mentre alla Commissione Affari Esteri, riunita
per completare l’esame del testo unificato dei disegni di legge costituzionale che
propongono solo la riduzione del numero dei parlamentari (v. Inform n. 184 del
5 ottobre, http://www.mclink.it/com/inform/art/11n18402.htm
), il relatore Oreste Tofani (Pdl) ha fatto osservare che il ddl costituzionale
n.
In questo
più ampio contesto di ridefinizione di compiti e poteri, gli articoli 1 e 3 prevedono
una riduzione del numero dei deputati a 250, cinque dei quali eletti nella circoscrizione
Estero. Il mantenimento presso
Il relatore
si è pertanto riservato di tornare nuovamente sull'argomento alla luce dell'andamento
dell'esame presso
Ricordiamo
che nel testo unificato - di cui
Nel successivo
dibattito il senatore Massimo Livi Bacci (Pd) ha detto di condividere la scelta,
nell'ipotesi di una revisione costituzionale che differenzi assetto e compito
dei due rami del Parlamento, di mantenere una rappresentanza delle comunità italiane
all'estero solo presso
Al contrario,
il senatore Claudio Micheloni (Pd), quanto al disegno di legge costituzionale
n.
Il parere approvato dalla Commissione sul
testo unificato dei ddl n. 1178, 1633 e 2891
premesso che
nel testo unificato il numero dei deputati viene ridotto
a 450, otto dei quali eletti nella circoscrizione estero. Il numero dei senatori
elettivi è ridotto a 250, quattro dei quali eletti nella circoscrizione estero;
nell'ipotesi dell'approvazione della riforma, con l'elezione
di quattro, anziché sei senatori, senza modificare la legge attuativa, ciascuna
ripartizione vedrebbe l'elezione di un solo rappresentante. Ciò determinerebbe
un effetto paradossale: sottorappresentare proprio la comunità italiana più consistente,
quella in Europa, e sovrarappresentare comunità molto più piccole, quali quelle
dell'America del nNord e in Africa e Oceania,
rilevato che un analogo effetto si produrrebbe anche
con riferimento alla composizione della Camera dei deputati
esprime un parere non ostativo
nel presupposto che il legislatore provveda, contestualmente
alla revisione costituzionale, anche alla riforma della legge n. 459 del 2001,
recante norme per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti
all’estero, rivedendo ovvero eliminando le ripartizioni territoriali che compongono