ESTERI
Il ministro domani sarà a Belgrado
Frattini: la Serbia merita lo status di paese candidato
Ue
ROMA - Processo di avvicinamento della Serbia all’Ue,
questione Kosovo e rapporti bilaterali con l’Italia. Questi gli argomenti
sul tavolo della visita del ministro degli Esteri Franco Frattini a Belgrado
domani 12 ottobre, nel corso del quale sono previsti incontri con il primo
ministro Tadic, il ministro degli Esteri Jeremic
ed il vice premier Jelic.
Frattini in un'intervista al quotidiano belgradese “Vecernje Novosti” si è detto convinto
che la Commissione europea, nel rapporto che presenterà domani, proporrà per
la Serbia sia la concessione dello status di paese candidato sia una data
per l'avvio del negoziato di adesione alla Ue.
“In termini di prospettiva europea, tutti i segnali giunti
da Belgrado negli ultimi mesi sono stati più che positivi. Questa è la ragione
per cui l'Italia è certa che la Commissione europea nel suo rapporto riconoscerà
i progressi della Serbia e proporrà al Consiglio europeo di approvare sia
lo status di paese candidato sia la data d'inizio del negoziato di adesione
alla Ue”, ha detto Frattini nell’intervista al quotidiano belgradese.
Per Frattini, la Ue dopo la cattura di Ratko Mladic deve accelerare il
processo di integrazione europea della Serbia che, da parte sua, deve continuare
lungo la giusta via “per convincere quei paesi Ue che hanno ancora riserve
o dubbi”. Il capo della diplomazia italiana ha detto di attendersi molto dai
colloqui a Belgrado. “Noi speriamo di concludere accordi importanti e concreti,
a ulteriore conferma della forte amicizia che lega i nostri due paesi. Innanzitutto
vogliamo confermare il carattere strategico dei nostri rapporti, sul piano
sia politico sia economico”, ha affermato Frattini, che si è riferito all'importanza
degli investimenti italiani in Serbia e all'alto livello di interscambio commerciale.
“Lo scorso anno l'interscambio ha raggiunto la quota
di circa due miliardi di euro. Da gennaio a luglio di quest'anno il volume
dell'interscambio è cresciuto del 23% e ci aspettiamo che raggiunga i tre
miliardi di euro entro la fine del