RASSEGNA STAMPA
Su
“Avvenire” di oggi un articolo del ministro degli Esteri
Frattini:
“Violenze che gettano un’ombra sulla transizione democratica”
ROMA -
I profondi mutamenti avvenuti sulla scena mondiale negli ultimi decenni, dalla
fine della guerra fredda alla globalizzazione, hanno rilanciato il dibattito
sulla protezione e promozione dei diritti umani universali. La "primavera
araba" ha dimostrato che le legittime aspirazioni dei popoli superano i
confini dell’Occidente: anche se, come abbiamo visto in questi giorni, in Egitto
esistono ancora pericolose sacche di intolleranza, soprattutto religiosa, che
contraddicono quei principi di democrazia e uguaglianza dei diritti per l’affermazione
dei quali la maggior parte delle popolazioni arabe hanno ripudiato le dittature.
La diversità delle culture, delle civiltà, non contraddice, ma completa l’affermazione,
dei diritti umani e dei valori universali. Nella pratica sappiamo bene che non
tutti i problemi sono risolti sulla strada dell’accettazione dell’universalismo
dei diritti. Uno degli ostacoli principali è la concezione rigida del principio
di sovranità che ancora prevale in alcune parti del mondo non occidentale, la
concezione westfaliana che resiste, sfidandola, alla realtà del mondo interdipendente.
Questa
visione della sovranità ha impedito purtroppo la ferma condanna da parte del
Consiglio di Sicurezza delle repressioni violente in Siria: una brutta e triste
pagina della storia di questi giorni, nella quale a farne le spese è il popolo
siriano che sta lottando con coraggio per l’affermazione dei propri diritti.
Ma ci sono, dal lato opposto, segnali importanti come quello del conferimento
del Premio Nobel per la Pace a due autorevoli donne africane – il presidente
della Liberia, Ellen Johnsonn Sirleaf, e la sua connazionale Leymah Gbowee –
e all’attivista yemenita pro-democrazia Tawakkul Karman.
Per l’Italia
la promozione dei diritti umani è una componente essenziale della politica estera.
La nostra continuità nella protezione e promozione dei diritti umani ci ha consentito
di svolgere un ruolo primario nei vari consessi multilaterali. Tra questi il
Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, del quale da quest’anno e
fino a 2014 saremo membri di turno. Siamo impegnati su vari fronti, tra i principali
vorrei citare quello della protezione della libertà religiosa, che assume per
noi carattere prioritario. Siamo costernati dalle violenze che hanno colpito
la comunità copta in Egitto e allarmati per l’esodo di cristiani copti dal Paese,
che rischia di gettare un’ombra sulla transizione democratica di uno Stato a
noi amico e punto di riferimento centrale per la stabilità in Medio Oriente.
Abbiamo
perciò chiesto all’Unione Europea di intervenire presso le autorità egiziane
per garantire la sicurezza dei copti, sottolineando che, al di là della difesa
dei loro legittimi diritti, i cristiani costituiscono un valore aggiunto alle
prospettive di sviluppo del Paese. Nonostante quest’anno cada il trentesimo
anniversario della "Di
Abbiamo
perciò in ambito Ue sostenuto l’istituzione di un meccanismo per monitorare
lo stato della libertà religiosa e intervenire prontamente in caso di violazioni.
A livello di Nazioni Unite, l’Italia è stata tra i promotori della risoluzione
di condanna di ogni forma di intolleranza e discriminazione religiosa, adottata
nel dicembre scorso dall’Assemblea Generale. Riteniamo sia importante non circoscrivere
la promozione dei diritti umani alla libertà religiosa o alla grande battaglia
contro la pena di morte, nella quale continuiamo a impegnarci senza sosta e
senza risparmio di energie. Con analoga determinazione l’Italia ha portato avanti
alle Nazioni Unite numerose campagne per la tutela dei diritti umani del fanciullo
e della donna. Ricordo anche il ruolo giocato dal nostro Paese nel contrasto
alle mutilazioni genitali femminili. Nella nostra strategia complessiva, l’educazione
dei diritti umani gioca un ruolo fondamentale, poiché rafforza nell’individuo
la consapevolezza dei propri diritti e contribuisce a promuovere una cultura
di rispetto per la dignità umana.
Per avere
successo le battaglie in favore dei diritti umani devono coinvolgere tutti.
Non solo organismi multilaterali, governo e Ong, ma anche l’opinione pubblica,
che ha il diritto di conoscere questi temi per contribuire alla loro promozione.
Per questo motivo l’Italia ha partecipato, insieme ad altri sette Paesi, ad
elaborare il testo di una Di
Gli incontri
saranno dedicati all’approfondimento delle principali tematiche legate ai diritti
umani, e vedranno la partecipazione non solo di organismi istituzionali o addetti
ai lavori, ma anche di esponenti della società civile e studenti di vari atenei
romani.
Siamo
convinti che "educare ai diritti umani" rappresenti un passo fondamentale
per tutelare tali diritti, nella loro pienezza e in ogni contesto. Dobbiamo
soprattutto puntare sui giovani: scommettere su di loro significa creare una
coscienza nuova nelle generazioni del futuro e in questo modo dare maggiore
speranza a chi ancora subisce – in Italia e nel mondo – gravi violazione dei
propri diritti umani. (Franco Frattini*-“Avvenire” dell’11 ottobre 2011)
* Ministro degli
Affari Esteri
Inform