INFORM - N. 188 - 11 ottobre 2011


ESTERI

Il ‘caso’ dei cristiani copti in Egitto

Diritti umani e libertà religiosa priorità della politica estera dell’Italia

 

ROMA - Quest’anno ricorre il trentesimo anniversario della "Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’eliminazione di tutte le forme di intolleranza e di discriminazione basate sulla religione o sul credo", ma le minoranze religiose e soprattutto quelle cristiane continuano, in diverse parti del mondo a subire gravi episodi d’intolleranza. Le violenze contro la minoranza dei cristiani copti in Egitto sono, in ordine di tempo, l’ultima di una serie contro la libertà religiosa che, nell’ambito della difesa dei diritti umani, rappresenta una priorità nella politica estera dell’Italia. Una conferma, in tal senso, è venuta dal ministro Franco Frattini che ha condannato la violenza che ha colpito la comunità copta dicendosi allarmato per il suo esodo dall’Egitto “che rischia di gettare un’ombra sulla transizione democratica di uno Stato a noi amico e punto di riferimento centrale per la stabilità in Medio Oriente”.

Nella politica estera dell’Italia c’è una continuità nella protezione e nella promozione dei diritti umani e dunque della libertà religiosa, che ha consentito al nostro Paese di svolgere un “ruolo primario” nei vari consessi internazionali. Tra questi il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, del quale da quest’anno e fino a 2014 l’Italia è membro di turno. A livello di Nazioni Unite, l’Italia è stata tra i promotori della risoluzione di condanna di ogni forma di intolleranza e discriminazione religiosa, adottata nel dicembre scorso dall’Assemblea Generale.

Iniziative diplomatiche e dello stesso ministro Frattini, sono state fatte anche a livello europeo. Negli ultimi due anni, in più occasioni, è stata richiamata l’attenzione dell’Unione europea ad agire in maniera determinata ai numerosi episodi di violenze contro le minoranze cristiane nel mondo. Grazie a questi sforzi l'Unione europea ha approvato un Piano d'Azione per favorire un'azione concordata dei Paesi membri nel monitoraggio del trattamento delle minoranze religiose nel mondo.

La decisione è il frutto di un’intensa attività del capo della diplomazia italiana che e’ cominciata lo scorso gennaio di quest’anno con i colloqui con alcuni colleghi europei, nel corso dei quali ha sollevato l’esigenza di mettere a punto concrete ed efficaci iniziative a livello europeo e internazionale per accrescere la protezione delle minoranze religiose, con particolare riguardo a quella cristiana, a fronte dei sempre più gravi attacchi di cui esse sono vittime. L’attività è proseguita nell’ambito dei consigli dei ministri degli Esteri che si sono svolti prima della decisione, a livello europeo,di adottare un vero e proprio Piano d’Azione per il quale, ora, il Ministro Frattini chiede “una concreta attuazione”. (Inform)

 


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