INFORM - N. 187 - 10 ottobre 2011


RASSEGNA STAMPA

Da “La Stampa.it” 

Nave italiana sequestrata dai pirati somali

A bordo 23 persone tra cui sette nostri connazionali. Assalto di 5 persone armate a 620 miglia dalla Somalia. Negli ultimi 6 mesi 266 attacchi nell'Oceano Indiano

 

GENOVA - Una nave italiana è stata sequestrata dai pirati somali. Oggi, alle 06.45 ora italiana, alle coordinate geografiche 12° 34.67N 061° 48.86E, a circa 620 miglia ad est dalle coste della Somalia, la Montecristo del gruppo D’Alesio di Livorno ha lanciato l’allarme di security per un attacco di pirateria.

Dall’ultima comunicazione ricevuta dal comandante, risulta che la nave è stata attaccata da un barca con cinque persone armate a bordo. Il comandante ha subito messo in atto la procedura di sicurezza prevista per evitare l’attacco. A bordo ci sono ventitré persone di nazionalità italiana, ucraina e indiana. Gli italiani sono 7.

La nave italiana  è la prima portarinfuse, ovvero nave da carico per trasporto materiali non liquidi, della speciale classe Supramax della Dalmare Spa. La consegna all’armatore toscano Antonio D’Alesio da parte dei cantieri coreani Hyundai Mipo è avvenuta il 10 giugno di quest’anno. Battezzata con il nome dell’isola dell’arcipelago Toscano, Montecristo, è impiegata sulle grandi rotte internazionali per la movimentazione di carichi di minerali, carbone e grano. È dotata di cinque stive e di 4 gru per la movimentazione del carico, e può operare in qualunque porto internazionale.

L’Unità di crisi del ministero degli Esteri, «per quanto di sua competenza», sta seguendo la vicenda della nave italiana «Montecristo» sequestrata oggi dai pirati al largo delle coste della Somalia con «la massima attenzione». Lo riferiscono fonti della Farnesina, rilevando che «l’Unità di crisi ha attivato tutti i necessari contatti con l’armatore e tutti gli attori istituzionali coinvolti».

La task force marittima 508 della Nato, guidata dal contrammiraglio Gualtiero Mattesi, imbarcato a bordo del cacciatorperdiniere Andrea Doria, impegnato nell’operazione Nato "Ocean Shield", ha disposto l’invio di una unità navale per accertare quanto accaduto alla nave italiana Montecristo.

L’amministratore delegato di East Pesca d’Africa Ltd, Josè Gonzalez, il cui peschereccio Sakoba è stato sequestrato lo scorso anno, ha detto in una intervista al quotidiano keniano The Citizens che operare nei mari dell’Africa orientale è diventato un rischio enorme per i pescatori e i marinai che lavorano a bordo delle navi mercantili. Il presidente dell’Associazione Pescatori del Mare del Kenya (Kasa) che riunisce gli operatori di barche da pesca sportiva, Simon Hemphil, ha rivelato che i guadagni nel settore sono diminuiti a causa della crescente insicurezza.(La Stampa.it, 120 ottobre 2011)

 


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