INFORM - N. 187 - 10 ottobre 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Abruzzesi nel mondo: il Cram si riunisce a Pescara dal 17 al 19 ottobre

Mauro Febbo: Fondamentale che l’ufficio emigrazione continui a essere punto di riferimento per i corregionali nel mondo e collante delle vecchie e nuove generazioni che operano attraverso l'associazionismo

 

PESCARA – Il Consiglio regionale degli Abruzzesi nel Mondo si riunirà dal 17 al 19 ottobre a Pescara, presso la sede del Consiglio Regionale d'Abruzzo (piazza Unione).

I delegati dalle Associazioni abruzzesi nel mondo iscritte all'Albo Regionale si ritroveranno domenica 16 ottobre a Pescara. Alle 19.00 è prevista la riunione dell'esecutivo. Lunedì 17 alle ore 9.00 l'inizio dei lavori.

Scrive Mauro Febbo, presidente del Cram: “Esiste un altro Abruzzo che è sparso nei cinque continenti, gente forte e tenacia, con un carattere operoso che ha costruito un altro Abruzzo in terra straniera, grazie ad uno stile di vita inconfondibile e quell'ospitalità che ci contraddistingue. Quel "calore" dell'appartenenza e del senso di comunità tipico e irripetibile di tutti gli italiani ed in particolar modo di noi abruzzesi. Quell'abruzzesità che si può riscontrare anche negli Abruzzesi di seconda e terza discendenza, figli di emigrati che mantengono vivo quel forte legame, seppur fra mille difficoltà, con la loro terra d'origine.

Sono proprio quei Giovani abruzzesi – prosegue Fabbo - che mi piace definire come cittadini del mondo, figli di una terra antica e forte. E sono proprio quelle radici profonde, che non gelano mai, a darci stimolo e voglia di voler incentivare, per quanto possibile, i momenti d'incontro che rappresentano un modo di tutela e di conservazione della nostra grande comunità abruzzese nel mondo. Nella società della globalizzazione e della comunicazione è proprio Internet a rappresentare il luogo migliore per incontrarsi azzerando le distanze. Quando ricordiamo i nostri corregionali nel mondo però non dobbiamo mai perdere di vista le origini e tutti figli dell'Abruzzo, che non potè sostenerli e che dovettero cercare lontano dalle terre natie le risorse per sopravvivere, portando ovunque esempi di serietà, abnegazione, sacrificio e dignità.

Quella prima generazione nel novecento che tanto bene fece al nome dell'Italia e dell'Abruzzo nel mondo, con il proprio essere e il proprio lavoro. Gente d'Abruzzo, che nel corso della storia, è stata piegata dagli eventi e si è sempre rialzata con orgoglio, forte come le montagne che coronano la nostra terra, gentile e calma come il mare che lambisce le nostre coste.

E' fondamentale che l'ufficio emigrazione continui ad essere un  punto di riferimento per i nostri concittadini nel mondo e continui la sua attività di aggregazione e di collante delle vecchie e nuove generazioni che operano attraverso l'associazionismo.

Oggi ci rapportiamo con la quarta, a volte la quinta generazione di emigranti, con i pronipoti di quegli eroici argonauti dell'inizio del novecento, insomma un popolo, quello Abruzzese, di guerrieri senza tempo. Una generazione che sullo stimolo dei padri mantiene una tradizione linguistica, culturale e di legami indissolubili con la terra madre.

L'Italia si trova oggi a vivere in una seria crisi economica, l'Abruzzo, per quanto si stia facendo, vive il riflesso della difficile congiuntura internazionale, ma l'Amministrazione regionale intende essere comunque vicina al mondo dell'emigrazione, per quanto possibile, continuando a sostenere tutte le forme di aggregazione, le manifestazioni, le attività culturali e diffondere i valori dell'essere abruzzesi anche, e soprattutto, tra i più giovani.

Il nostro compito è mantenere ed incoraggiare la conservazione delle tradizioni e dei rapporti tra questi giovani e la Regione che è culla delle loro origini. Per questo ci daranno un grande aiuto le nuove tecnologie, i social forum, le forme di aggregazione tradizionali e innovative che ci offriranno l'opportunità di essere a stretto contatto con gli abruzzesi nel mondo e ci permetteranno – conclude il presidente Cram - di stabilire con loro un legame forte come quello che abbiamo avuto con i loro avi, sperando, di poter continuare ad ospitare i nostri giovani in Abruzzo alla riscoperta delle loro radici”. (Inform)

 


Vai a: