ITALIANI ALL’ESTERO
Una
giornata con la comunità italiana di Filadelfia
Proclamation
Ceremony con il sindaco Nutter e un pomeriggio con il prof. Nestico
NEW YORK
- Era un formicaio Pennsylvania Station, il 7 ottobre scorso. Un venerdì mattina
di trantran, nella Grande Mela,
come sempre. Viaggiatori in arrivo dall'hinterland, solerti e premurosi di guadagnare
le uscite. Altri, come noi, in ordinata attesa dell'indicazione, sul grande
tabellone orario, del binario di partenza del treno. Mario Fratti ed io siamo in attesa anche
noi del treno con destinazione Harrisburg,
capitale della Pennsylvania,
anche se scendiamo prima, a Filadelfia
(Philadelphia). Finalmente il tabellone a schede scrive truck 12. Si forma una
fila ordinata per l'accesso, similmente ad un gate d'aeroporto. Il treno dell'Amtrak
proveniente da Boston riempie
quasi tutti i suoi posti. Brilla l'acciaio delle carrozze, strisciate di rosso
e blu. Pulizia e decoro all'interno. Si parte in orario, sono le 9 e mezza.
Il treno in sotterraneo va man mano guadagnando la luce, all'aperto. L'ineguagliabile
profilo di Manhattan s'allontana,
i binari corrono lungo una teoria di specchi d'acqua. Poi il treno s'infila
tra gli alberi che, in questa stagione, ostentano uno straordinario ventaglio
di colori dal verde al giallo, dall'ocra al porpora, dal rosso al ruggine. Tutte
le cromie dell'autunno,sebbene in questi giorni resistano scampoli di tepore
d'una estate indisponibile a cedere il passo. E' bella la natura in questa parte
d'America che affaccia all'East Coast, a cavallo tra
Filadelfia è la quinta città più popolosa degli
States, la più importante dello stato
della Pennsylvania. Conta oltre
un milione e mezzo di abitanti e la sua area metropolitana supera abbondantemente
i 5 milioni di residenti. E' una delle più antiche città degli States. Nel 1681
re Carlo II d'Inghilterra concesse
al quacchero William Penn una vasta area adiacente al Delaware River, sulla quale un anno dopo, con un buon piano urbanistico,
egli fondò Filadelfia - il cui
nome dal greco significa "città dell'amore fraterno" - con l'intenzione
di sperimentarvi i principi di libertà, secondo un giusto equilibrio tra tolleranza
religiosa e politica liberale. Peraltro, Penn si dimostrò subito assai aperto
anche con le popolazioni indigene dei nativi, acquistando il terreno piuttosto
che occuparlo d'imperio, secondo le violente abitudini dei colonizzatori. Per
due secoli Filadelfia fu la città
più grande degli Stati Uniti,
teatro degli eventi storici più significativi della Rivoluzione americana e dell'Unione, essendovi stata proclamata il 4 luglio 1776 la di
L'area,
dunque, è stata un forte polo d'immigrazione sopra tutto dall'Europa, nell'ordine da irlandesi, italiani,
tedeschi e polacchi. Successivamente anche ispanici ed asiatici. Numerosa e
significativa è quindi la comunità italiana, organizzata in molte associazioni
regionali. Si stimano in 150 mila gli italiani delle varie generazioni dell'emigrazione
residenti nell'area di Filadelfia, che vanno quasi a raddoppiarsi nell'intero territorio
della Pennsylvania, con altre
presenze di rilievo nell'area di Pittsburgh.
Cospicua è la comunità abruzzese, organizzata in tre Associazioni, presiedute
da Nicholas Rapagnani, Claudio Cifoni e Josephine (Jody) Della Barba - e in una Federazione, diretta
da Vincenzo Centofanti, che è
anche un componente del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (CGIE). Non a caso la città di Filadelfia ha un rapporto di gemellaggio
con l'Abruzzo, per il rilievo
che nella città ha assunto la comunità abruzzese, stimata e ben integrata. E'
con Jody Della Barba che qualche
giorno fa ho stabilito il contatto, per visitare e conoscere la nostra comunità
di Filadelfia. E' stata felice
d'invitarmi in una giornata particolare, ma sopra tutto onorata di ricevere
una delle personalità più insigni della cultura italiana in America, il drammaturgo
aquilano Mario Fratti, conosciuto
da tutti per il grande successo che ha accompagnato una delle sue opere teatrali,
il famoso musical Nine che, per
oltre vent'anni, ha spopolato nei teatri di Broadway e in quelli di mezzo mondo.
Giornata
particolare, si diceva, per la comunità italiana. Il 7 ottobre, infatti, a mezzogiorno
in Municipio si tiene la "Proclamation Ceremony" che apre le manifestazioni del Columbus Day a Filadelfia. Arriviamo con mezz'ora d'anticipo davanti alla City Hall, un possente palazzo in pietra
dalle imponenti architetture, sormontato da una robusta torre. Ovunque, nei
quattro lati, vessilli a stelle e strisce. La giornata è luminosa e assolata.
La città è bella, a dimensione umana, i grattacieli del downtown si sposano
bene con le curate architetture dei palazzi d'epoca. Il centro storico della
città è incantevole, trapunto di larghi viali alberati e giardini ordinati,
con molti teatri, tra i quali orgogliosamente spicca il primo d'America, nato
nel 1809. Famosa la tradizione musicale, che trova la massima espressione nell'Orchestra
Filarmonica che il nostro Riccardo
Muti ha diretto per dodici anni, fino al 1992. Saliamo al quarto piano,
un addetto ci accompagna nell'aula del Consiglio comunale, un'ampia sala con
un alto soffitto a cassettone dipinto, dal quale pendono vistosi lampadari.
Siamo i primi ad entrare. Dopo alcuni minuti ci viene incontro Jody a salutarci con calore. Man mano ci presenta gli esponenti della
comunità abruzzese: Claudio Cifoni,
Anna Mattei, Bernadette Di Pasquale. Poi gli altri
esponenti della comunità italiana. Fa quindi la nostra presentazione ad Anna Cibotti Verna, in tre secoli di
storia municipale la prima donna Presidente
del Consiglio comunale di Filadelfia, origini abruzzesi, democratica. Ha un moto di commozione
quando conosce la nostra provenienza dall'Aquila.
Ha inizio
la cerimonia di proclamazione del Columbus Day, con l'introduzione di John Di Giorgio, gli inni nazionali americano e italiano, l'invocazione
di Padre James Rodia. Quindi
gli indirizzi di saluto di Pete Ciarrocchi,
del Comitato organizzatore delle manifestazioni, della Presidente del City Council,
Anna Verna, che cita la nostra
presenza in sala, quindi del Sindaco, Michael Nutter, democratico, di colore,
molto amato e perciò destinato ad una quasi certa rielezione, nel prossimo novembre,
che dopo il suo saluto proclama aperto il Columbus Day 2011. Seguono le annotazioni
del Console Generale d'Italia, Luigi Scotto, e la brillante allocuzione conclusiva di Annette Rizzo, origini italiane, giudice
presso
Nel pomeriggio
abbiamo un incontro concordato grazie alla disponibilità ed all'estrema cortesia
d'un italiano davvero speciale. Conosciuto de relato attraverso Mina Cappussi, direttore del magazine
"Un mondo d'italiani",
che ne aveva parlato in un suo articolo a proposito d'un recente convegno sulla
"fuga dei cervelli", tenutosi in Molise, avevo curiosità di conoscere direttamente Pasquale Nestico, una delle personalità
di spicco della comunità italiana negli Stati Uniti, membro del CGIE presso il Ministero degli Esteri,
cardiologo di fama internazionale, fondatore e presidente di Filitalia, associazione culturale di
Filadelfia con sedi in cinque Paesi.
Nonostante gli impegni accademici, professionali ed istituzionali - per l'imminente
partenza per l'Italia per i lavori del CGIE in programma a Roma
dal 10 al 14 ottobre - il prof.
Nestico ci ha messo a disposizione l'intero pomeriggio per incontrarci.
Andiamo da lui alle quattro in punto, in una bella palazzina di tre piani sulla
Oregon Avenue. E' una struttura medica all'avanguardia, creata dal prof. Nestico che la dirige con uno staff di valenti collaboratori,
dove operano a turno un'ottantina di specialisti. Ci accoglie nel suo studio,
con calorosa cordialità. Il clima diventa subito familiare, senza formalità.
Richiama con orgoglio le sue umili origini, in un paesino della Calabria.
Molto interessato all'attività letteraria di Mario
Fratti, gli chiede del suo arrivo in America e della sua prestigiosa
attività di scrittore. Il tratto e la bonomia di Nestico sono proprie della
cultura contadina, che ha somiglianza in ogni latitudine e non fa differenza
tra Calabria e Abruzzo, se non nell'inflessione. Voglio
saperne di più di questo personaggio, un altro esempio significativo di quell'altra
Italia che onora all'estero il nostro Paese. Il prestigio conquistato connota
un'ennesima storia di rilievo, un italiano self made man in terra straniera.
Dopo essersi informato su come ora vanno le cose all'Aquila, città che per la
sua bellezza ha visitato più volte, parliamo a lungo della sua avventura. Gli
chiedo di tutto, annoto con puntiglio ogni dettaglio, mentre scopro che le mie
domande non l'infastidiscono. D'altronde il prof.
Nestico si dimostra molto informato della mia attività di documentazione
sull'emigrazione italiana. Ha navigato sul web. La sua è davvero una storia
straordinaria che vale la pena di raccontare, per intero.
Pasquale Nestico nasce il 6 maggio
Ancora
studi in due corsi di business, quindi l'iscrizione alla Facoltà di Medicina nella Temple University di Filadelfia, nel
1976, conquistando uno dei 180 posti disponibili su 5000 concorrenti, dopo aver
praticato un lungo volontariato ospedaliero. Quello è anche l'anno del matrimonio
con Anna Miriello, da cui nasceranno
Aurelio, Concetta e Saverio. La seconda laurea, in Medicina, arriva nel 1980, con il massimo
dei voti, da albo d'oro dell'ateneo. Si iscrive quindi alla Hahnemann University, dove in tre anni
si specializza in Medicina Interna,
vincendo i due premi a disposizione, il primo quale migliore residente, il secondo
quale miglior ricercatore per lavori di ricerca in Cardiologia durante il corso
di specializzazione. Dall'83 all'85 Nestico consegue presso la stessa università la specializzazione
in Cardiologia, mentre le sue
tesi e i risultati delle sue ricerche vengono pubblicati sulle più importanti
riviste mediche. Insomma, questi sono gli anni che rivelano Pasquale Nestico come personalità d'alto
profilo nel mondo scientifico americano, del quale sono noti il rigore e la
severità delle valutazioni. Non ancora quarantenne, per la mole e la qualità
delle sue ricerche, il dr. Nestico può
fregiarsi del titolo di Professore Clinico
in medicina interna e cardiologia. Nel 1990 è Professore Associato, nel 1996 arriva
la promozione alla massima carica di docenza, traguardo per il quale occorrono
decenni ma che Pasquale Nestico raggiunge
grazie agli esiti delle sue ricerche, delle pubblicazioni scientifiche, alla
partecipazione a congressi, all'eccellenza dei rapporti in campo professionale
e con i pazienti, alla qualità dell'insegnamento praticato al St. Agnes Medical Center e all'Hahnemann University, dove per tre anni consecutivi e' stato eletto "miglior professore dell'anno" su
500 docenti. Pasquale Nestico vanta
un centinaio di pubblicazioni e trattati di medicina interna, cardiologia e
sistema cardiovascolare.
Ma l'impegno
del prof. Nestico non si esaurisce
nella sua pur brillante professione medica e accademica. Notevole è l'attività
sociale e culturale nell'ambito della comunità italo-americana, nella solidarietà
e nel volontariato. Numerose le iniziative, lungo sarebbe citarle in dettaglio.
Si annota per brevità solo la fondazione, nel 1987, dell'associazione non-profit
Filitalia, per la promozione
e lo sviluppo della cultura italiana, diventata internazionale nel 2007. Oggi
Filitalia International conta
11 Chapters (Capitoli) negli
Usa, due in Canada (Toronto e Montreal), uno in Germania (Kaiserslautern), uno in Svizzera (Lugano) e
Eletto
nel 1997 nel Comites del distretto
di Filadelfia, che ha giurisdizione
su sette stati, Pasquale Nestico ne
diviene il Presidente, partecipando nel dicembre del
Il culto
della famiglia e il rispetto verso gli anziani segnalano il profilo morale di
Pasquale Nestico. Sono impegni
assidui la visita alla mamma Concetta, 92 anni, e al papà Aurelio, 97 anni,
con il quale coltiva un intenso dialogo. Dal lungo colloquio con il prof. Nestico - ha voluto insistentemente
che lo chiamassi semplicemente Pasquale - ho sunteggiato la biografia non per
farne motivo di vanto, per quanto mediato. Anzi, ad esser sincero, ho dovuto
molto insistere per autorizzarne l'inserimento in un articolo di stampa, solo
come narrazione d'una storia di successo, tra le tante degli italiani nel mondo,
emblematica dell'impegno, della determinazione e del talento che all'Italia
portano prestigio e stima in ogni continente. Il prof. Nestico, dopo la nostra conversazione,
ci accompagna nella sede di Filitalia International, nel cuore della vecchia Filadelfia, in Passyunk Avenue, quartiere
ricco di bei locali e ristoranti tipici. La sede si sviluppa su quattro piani,
quasi