MEDIA ITALIANI ALL’ESTERO
Dal “Messaggero di sant’Antonio”, ottobre 2011
Germania. Un convegno per celebrare la storia della «voce»
di tanti italiani
Auguri Radio Colonia!
La trasmissione in lingua italiana del Westdeutscher Rundfunk compie mezzo
secolo di vita. Negli anni è stata un ponte per l’integrazione sociale e la
promozione delle radici culturali italiane
COLONIA - «E’ l’ora di Radio
Colonia!». Così si esprimeva, negli anni Settanta-Ottanta
del secolo scorso, chi desiderava sintonizzarsi, alle ore 19 di ogni sera, sulle
frequenze della stazione radiofonica che mandava in onda la trasmissione in
lingua italiana del Westdeutscher Rundfunk. E non era infrequente ascoltare, a supporto di fatti
e avvenimenti, l’espressione: «l’ha detto Radio Colonia». A testimonianza dell’importanza
di questo consueto appuntamento quotidiano.
La sera del 1° dicembre 1961 fu davvero
particolare per gli italiani emigrati in Germania. Fino ad allora, infatti,
riuscivano a captare solo le gracchianti trasmissioni radiofoniche della RAI
e quelle, tecnicamente più pulite, di Radio Praga che aveva un programma in
lingua italiana prodotto dalla radio cecoslovacca, molto popolare, allora, tra
gli emigrati in Svizzera e in Germania, e non solo per le rubriche dedicate
alle problematiche migratorie. La sera di quel 1° dicembre, infatti, andò in
onda la trasmissione Buonasera, collega: un programma della durata di
quindici minuti, trasmesso dal Westdeutscher Rundfunk
di Colonia che aprì la stagione delle trasmissioni radio-televisive in lingua
originale per i diversi gruppi etnici e culturali giunti in Germania con i flussi
migratori favoriti dagli accordi bilaterali tra alcuni stati europei. Il fenomeno
si sviluppò in piena Guerra Fredda, e grazie a una complessa politica tedesca
della comunicazione, durò fino a giungere alla realizzazione di programmi radiofonici
quotidiani di quarantacinque minuti, completi di rubriche, notiziari politici
e sportivi, l’angolo dei bambini e della musica leggera, delle interviste e
dei consigli degli esperti (scuola, mondo del lavoro, patronati e consolati),
con l’intervento settimanale di un sacerdote cattolico. A Monaco di Baviera
si produrranno programmi in spagnolo e in greco, e un’altra trasmissione in
italiano. Il Westdeutscher Rundfunk
realizzerà programmi in lingua italiana, turca e serbo-croata. L’avventura di
«Radio Colonia, trasmissione per gli Italiani in Germania» continua ancora oggi,
a stretto contatto con una diversa realtà migratoria e con un vasto e appassionato
pubblico tra gli autoctoni. Inoltre è all’origine di Funkhaus Europa: una realtà radiofonica composta da 12 lingue;
un apprezzato progetto multiculturale che rispecchia l’odierna composizione
multietnica dell’Europa.
Radio Colonia è diventata, in mezzo
secolo, la voce e la storia di una comunità. Ha seguito, passo dopo passo, lo
sviluppo della community italiana non solo nel Nord Reno Vestfalia, ma
in tutto il territorio tedesco, generazione dopo generazione, sino alla nuova
e complessa presenza italiana in quest’area. Cinquant’anni indimenticabili,
nel vero senso della parola, rivissuti all’Istituto Italiano di Cultura della
città renana di fronte a un folto pubblico. Molti i giovani e i tedeschi. Tra
gli ospiti, applauditissima, Maria Post, una delle prime voci – oltre che redattrice,
segretaria e traduttrice – di questa avventura radiofonica. Con lei Gabriella
Bendinelli e Gualtiero Zambonini.
La tavola rotonda, coordinata da Renzo Brizzi, è riuscita non solo a offrire
uno sguardo sul passato, ma anche ad aprire una discussione sul presente e sul
futuro dei mass media in emigrazione e nei Paesi in cui è forte la presenza
italiana.
A Renzo Brizzi si sono avvicendati
Laura Capuzzo, giornalista e docente di Scienze della
Comunicazione all’Università di Trieste; Loredana Cornero,
giornalista della RAI e segretaria generale della Comunità Radiotelevisiva Italofona;
Sergio Nava, giornalista radiofonico e autore del
libro La fuga dei talenti; Roberto Sala, coautore di Radio Colonia.
L’evento è stato introdotto da Zülfiye Kaykin, giovane segretaria di Stato tedesca per l’Integrazione.
Nata in Turchia 42 anni fa, la signora Kaykin è la
dimostrazione di come, oltre ai media e all’economia, la realtà politica tedesca
si stia aprendo al contributo di chi ha un retroterra migratorio. Ricordando
gli anni segnati dall’arrivo quotidiano di migliaia di migranti di nazionalità
diverse, la signora Kaykin ha rilevato che «Radio
Colonia ha accompagnato per anni la comunità italiana, e rilevante è stato il
suo apporto per l’integrazione e per il mantenimento delle radici».
La lettura di alcune lettere di emigranti
italiani alla redazione e all’esperto di temi sociali, Giacomo Maturi, che per
un ventennio circa ha seguito questa rubrica di Radio Colonia, ha dato l’avvio
ai lavori. Ci si è accorti, ben presto, di trovarsi di fronte a un fenomeno
radiofonico che, come ha suggerito Roberto Sala: «creò grande empatia
tra i redattori dei primi decenni e la comunità emigrata», testimoniando la
sua funzione sociale e culturale. La trasmissione risultò il punto d’incontro
tra il Paese di provenienza e il Paese in cui si viveva come Gastarbeiter, e non solo un indirizzo cui rivolgersi
in caso di bisogno; fino a divenire, come riferisce Tommaso Pedicini,
attuale caporedattore, un programma che «oltre ai Gastarbeiter,
si rivolgerà agli italiani della seconda e della terza generazione. A quegli
autoctoni che amano la lingua del Bel Paese, là dove ‘l sì suona, e alla
nuova ondata di giovani migranti che ci seguono alla ricerca di un orientamento.
Per non parlare di chi scarica, in ogni continente, i nostri programmi da internet
per ascoltarli in auto o quando fa jogging».
Parlare di Radio Colonia significa
accorgersi di un’Italia che guarda alla realtà dell’emigrazione, un’Italia «orgogliosa
e di successo» ha sottolineato Laura Capuzzo. «Mentre
internet abbatte la spazio-temporalità, grazie alla posta elettronica, a Skype
e ai social network, il mondo dell’informazione continua a guardarsi l’ombelico»,
ha insistito Sergio Nava mettendo a fuoco il ruolo della giovane, valida e numerosa
presenza italiana nel mondo che «raccoglie i non raccomandati, e chi rifiuta
di incensare il potente di turno». Ancora una volta siamo in presenza di un
Paese che, anche nei media, non percepisce la realtà migratoria, ignorando l’esistenza
dei media italiani all’estero, privandosi così, in prospettiva futura, di valide
esperienze e canali d’informazione e di confronto.
Loredana Cornero
è intervenuta con un elogio della radio: «un mezzo che sta rifiorendo; il più
richiesto, duttile e moderno». Non arrivano più lettere, ma mail e sms. Un ponte
sull’etere che supera gli spazi, elimina i fusi orari, congiunge culture diverse,
e ci permette di conoscere storie e avvenimenti che spesso sarebbero rimasti
nell’ombra.
Il compleanno di Radio Colonia ci consente
di considerare i programmi radiofonici in lingua italiana nel mondo, non solo
come testimoni di un Paese, ma anche come «media di italianità, integrazione
e conoscenza delle culture». (Luigi Rossi-“Il Messaggero di sant’Antonio” edizione
italiana per l’estero/Inform)