INFORM - N. 186 - 7 ottobre 2011


MEDIA ITALIANI ALL’ESTERO

Dal “Messaggero di sant’Antonio”, ottobre 2011

Germania. Un convegno per celebrare la storia della «voce» di tanti italiani

Auguri Radio Colonia!

La trasmissione in lingua italiana del Westdeutscher Rundfunk compie mezzo secolo di vita. Negli anni è stata un ponte per l’integrazione sociale e la promozione delle radici culturali italiane

 

COLONIA - «E’ l’ora di Radio Colonia!». Così si esprimeva, negli anni Settanta-Ottanta del secolo scorso, chi desiderava sintonizzarsi, alle ore 19 di ogni sera, sulle frequenze della stazione radiofonica che mandava in onda la trasmissione in lingua italiana del Westdeutscher Rundfunk. E non era infrequente ascoltare, a supporto di fatti e avvenimenti, l’espressione: «l’ha detto Radio Colonia». A testimonianza dell’importanza di questo consueto appuntamento quotidiano.

La sera del 1° dicembre 1961 fu davvero particolare per gli italiani emigrati in Germania. Fino ad allora, infatti, riuscivano a captare solo le gracchianti trasmissioni radiofoniche della RAI e quelle, tecnicamente più pulite, di Radio Praga che aveva un programma in lingua italiana prodotto dalla radio cecoslovacca, molto popolare, allora, tra gli emigrati in Svizzera e in Germania, e non solo per le rubriche dedicate alle problematiche migratorie. La sera di quel 1° dicembre, infatti, andò in onda la trasmissione Buonasera, collega: un programma della durata di quindici minuti, trasmesso dal Westdeutscher Rundfunk di Colonia che aprì la stagione delle trasmissioni radio-televisive in lingua originale per i diversi gruppi etnici e culturali giunti in Germania con i flussi migratori favoriti dagli accordi bilaterali tra alcuni stati europei. Il fenomeno si sviluppò in piena Guerra Fredda, e grazie a una complessa politica tedesca della comunicazione, durò fino a giungere alla realizzazione di programmi radiofonici quotidiani di quarantacinque minuti, completi di rubriche, notiziari politici e sportivi, l’angolo dei bambini e della musica leggera, delle interviste e dei consigli degli esperti (scuola, mondo del lavoro, patronati e consolati), con l’intervento settimanale di un sacerdote cattolico. A Monaco di Baviera si produrranno programmi in spagnolo e in greco, e un’altra trasmissione in italiano. Il Westdeutscher Rundfunk realizzerà programmi in lingua italiana, turca e serbo-croata. L’avventura di «Radio Colonia, trasmissione per gli Italiani in Germania» continua ancora oggi, a stretto contatto con una diversa realtà migratoria e con un vasto e appassionato pubblico tra gli autoctoni. Inoltre è all’origine di Funkhaus Europa: una realtà radiofonica composta da 12 lingue; un apprezzato progetto multiculturale che rispecchia l’odierna composizione multietnica dell’Europa.

Radio Colonia è diventata, in mezzo secolo, la voce e la storia di una comunità. Ha seguito, passo dopo passo, lo sviluppo della community italiana non solo nel Nord Reno Vestfalia, ma in tutto il territorio tedesco, generazione dopo generazione, sino alla nuova e complessa presenza italiana in quest’area. Cinquant’anni indimenticabili, nel vero senso della parola, rivissuti all’Istituto Italiano di Cultura della città renana di fronte a un folto pubblico. Molti i giovani e i tedeschi. Tra gli ospiti, applauditissima, Maria Post, una delle prime voci – oltre che redattrice, segretaria e traduttrice – di questa avventura radiofonica. Con lei Gabriella Bendinelli e Gualtiero Zambonini. La tavola rotonda, coordinata da Renzo Brizzi, è riuscita non solo a offrire uno sguardo sul passato, ma anche ad aprire una discussione sul presente e sul futuro dei mass media in emigrazione e nei Paesi in cui è forte la presenza italiana.

A Renzo Brizzi si sono avvicendati Laura Capuzzo, giornalista e docente di Scienze della Comunicazione all’Università di Trieste; Loredana Cornero, giornalista della RAI e segretaria generale della Comunità Radiotelevisiva Italofona; Sergio Nava, giornalista radiofonico e autore del libro La fuga dei talenti; Roberto Sala, coautore di Radio Colonia. L’evento è stato introdotto da Zülfiye Kaykin, giovane segretaria di Stato tedesca per l’Integrazione. Nata in Turchia 42 anni fa, la signora Kaykin è la dimostrazione di come, oltre ai media e all’economia, la realtà politica tedesca si stia aprendo al contributo di chi ha un retroterra migratorio. Ricordando gli anni segnati dall’arrivo quotidiano di migliaia di migranti di nazionalità diverse, la signora Kaykin ha rilevato che «Radio Colonia ha accompagnato per anni la comunità italiana, e rilevante è stato il suo apporto per l’integrazione e per il mantenimento delle radici».

La lettura di alcune lettere di emigranti italiani alla redazione e all’esperto di temi sociali, Giacomo Maturi, che per un ventennio circa ha seguito questa rubrica di Radio Colonia, ha dato l’avvio ai lavori. Ci si è accorti, ben presto, di trovarsi di fronte a un fenomeno radiofonico  che, come ha suggerito Roberto Sala: «creò grande empatia tra i redattori dei primi decenni e la comunità emigrata», testimoniando la sua funzione sociale e culturale. La trasmissione risultò il punto d’incontro tra il Paese di provenienza e il Paese in cui si viveva come Gastarbeiter, e non solo un indirizzo cui rivolgersi in caso di bisogno; fino a divenire, come riferisce Tommaso Pedicini, attuale caporedattore, un programma che «oltre ai Gastarbeiter, si rivolgerà agli italiani della seconda e della terza generazione. A quegli autoctoni che amano la lingua del Bel Paese, là dove ‘l sì suona, e alla nuova ondata di giovani migranti che ci seguono alla ricerca di un orientamento. Per non parlare di chi scarica, in ogni continente, i nostri programmi da internet per ascoltarli in auto o quando fa jogging».

Parlare di Radio Colonia significa accorgersi di un’Italia che guarda alla realtà dell’emigrazione, un’Italia «orgogliosa e di successo» ha sottolineato Laura Capuzzo. «Mentre internet abbatte la spazio-temporalità, grazie alla posta elettronica, a Skype e ai social network, il mondo dell’informazione continua a guardarsi l’ombelico», ha insistito Sergio Nava mettendo a fuoco il ruolo della giovane, valida e numerosa presenza italiana nel mondo che «raccoglie i non raccomandati, e chi rifiuta di incensare il potente di turno». Ancora una volta siamo in presenza di un Paese che, anche nei media, non percepisce la realtà migratoria, ignorando l’esistenza dei media italiani all’estero, privandosi così, in prospettiva futura, di valide esperienze e canali d’informazione e di confronto.

Loredana Cornero è intervenuta con un elogio della radio: «un mezzo che sta rifiorendo; il più richiesto, duttile e moderno». Non arrivano più lettere, ma mail e sms. Un ponte sull’etere che supera gli spazi, elimina i fusi orari, congiunge culture diverse, e ci permette di conoscere storie e avvenimenti che spesso sarebbero rimasti nell’ombra.

Il compleanno di Radio Colonia ci consente di considerare i programmi radiofonici in lingua italiana nel mondo, non solo come testimoni di un Paese, ma anche come «media di italianità, integrazione e conoscenza delle culture». (Luigi Rossi-“Il Messaggero di sant’Antonio” edizione italiana per l’estero/Inform)

 


Vai a: