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Al Kimball Art Museum di Fort Worth (Texas), la
mostra “Caravaggio and his Followers in Rome”
Dal 16 ottobre un importante allestimento
dedicato a Michelangelo Merisi e segnalato da Comites
e Consolato italiano a Houston
DALLAS - Il Kimball
Art Museum di Fort Worth, in Texas, ospiterà a partire
dal 16 ottobre la mostra intitolata “Caravaggio and his
Followers in Rome”, iniziativa
segnalata dal Comites e dal Consolato generale d’Italia
a Houston. Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio
(1571-1610), è stato definito come un genio controverso e nel corso dell’ultimo
cinquantennio si è nuovamente affermato tra gli artisti più celebrati di tutti
i tempi. La “Caravaggiomania”, secondo la definizione
coniata dal periodico “Art in America” in un articolo del 2010, ha suscitato
un’estesa produzione di film, libri e prodotti commerciali che portano il nome
e le immagini di questo artista.
La mostra “Caravaggio and his Follwers in Rome” viene allestita nell’ambito del progetto “Italy@150”,
una serie di iniziative con cui Ambasciata d’Italia e Consolati italiani negli
Stati Uniti celebrano i 150 anni di Unità nazionale, sotto l’alto patronato
del Presidente della Repubblica. Tra esse, sono già state presentate importanti
mostre dedicate al Palladio, al Canaletto ed alla Venere Capitolina a Washington
D.C., oltre a numerosi concerti, seminari e proiezioni cinematografiche. “L’importante
mostra di Fort Worth - afferma il console generale d’Italia a Houston, Fabrizio
Nava - nell’onorare uno dei più importanti artisti
italiani, aggiunge prestigio ad un calendario culturale particolarmente significativo”.
“Prima che i dipinti di Caravaggio
ispirassero registi cinematografici e adornassero bottiglie di vino e barattoli
di conserve - commenta Eric M. Lee, direttore del Kimball
Art Museum, - essi sono stati imitati e studiati dai
suoi contemporanei. La Caravaggiomania
è in realtà nata nel XVII secolo, quando i committenti e gli artisti rimasero
catturati dalla drammaticità e dal realismo dei suoi quadri. Questa mostra –
prosegue il direttore del Museo - costituisce una rara opportunità per vedere
alcune delle più grandi opere di Caravaggio assieme a quelli di influenti artisti
dell’epoca barocca che imitarono il suo stile”.
L’allestimento, la cui circolazione
è limitata alla National Gallery of
Canada e al Kimball Art Museum
di Fort Worth, esplora la profonda influenza dell’artista su alcuni dei grandi
maestri del Barocco europeo. Include dieci dei capolavori più noti di Caravaggio,
che sono presentati assieme a più di 40 opere ispirate da esse, tra cui tele
di Orazio Gentileschi, Bartolomeo Manfredi, Jusepe de Ribeira, Georges de la
Tour, Valentin de Boulogne, Simon Vouet,
Gerrit Van Honthorst, Hendrick ter Brugghen
e Peter Paul Rubens, artisti la cui immaginazione è stata marcata in modo indelebile
dal senso di drammaticità, monumentalità e umanità del Caravaggio.
Si tratta della seconda esposizione
più grande di opere del Caravaggio mai presentate negli Stati Uniti. Solamente
la mostra del 1985 al Metropolitan Museum of Art aveva esposto un numero
maggiore di opere del Caravaggio. Da allora sono state scoperte numerose importanti
opere, tra cui i “Giocatori di carte” del Kimbell
Art Museum, riemersa da una collezione privata europea
nel 1987.
Nessun singolo artista dopo Michelangelo
o Raffaello ha influenzato così tanti suoi contemporanei né cambiato irrevocabilmente
lo sviluppo dell’arte europea. Caravaggio creò un nuovo tipo di arte: drammatica,
emotiva, radicata nei dettagli della vita quotidiana e profondamente
umana. Egli usava modelli reali, spesso prostitute o mendicanti che posavano
nel suo studio per le potenti scene religiose che sembravano svolgersi per le
strade di Roma. Rompendo le barriere tra l’arte e la vita reale, egli ribaltò
le convenzioni artistiche del suo tempo. Caravaggio smorzava i dettagli dell’ambientazione
di una scena, concentrandosi sull’espressione della figura umana, e creò uno
stile di realismo crudo che colpì profondamente molti dei suoi committenti.
Educato nella tradizione realistica e nella cultura religiosa della Controriforma
della sua Lombardia, il giovane Caravaggio si stabilì a Roma nel 1592. Dopo
alcuni anni di stenti e povertà egli attirò l’attenzione di alcuni dei principali
committenti della città, ottenendo delle prestigiose commissioni che presto
lo portarono alla notorietà. Artisti e committenti erano ugualmente attratti
dal suo talento straordinario. Caravaggio rimase a Roma fino al 1606, quando
fu costretto a fuggire dopo avere ucciso un rivale, in quella che fu forse la
dimostrazione più estrema del suo carattere irascibile e violento. Spostandosi
tra Napoli, Malta e la Sicilia, continuò a dipingere tele profondamente emotive
fino alla sua tragica morte prematura nel 1610, a 38 anni di età. Il 400esimo
anniversario della sua morte nel 2010 ha suscitato una rinnovata attenzione
nei suoi confronti, con numerose esposizioni soprattutto in Italia che hanno
riconfermato l’importanza della sua eredità e il potere straordinario della
sua arte.
Le opere esposte provengono da musei come il Louvre, i Musei Vaticani, il Museo del Prado, la National Gallery di Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery of Art di Washington ed altre importanti collezioni in Europa e Nord America. Per informazioni: www.kimbellart.org. (Inform)