INFORM - N. 186 - 7 ottobre 2011


EVENTI

Al Kimball Art Museum di Fort Worth (Texas), la mostra “Caravaggio and his Followers in Rome”

Dal 16 ottobre un importante allestimento dedicato a Michelangelo Merisi e segnalato da Comites e Consolato italiano a Houston

 

DALLAS - Il Kimball Art Museum di Fort Worth, in Texas, ospiterà a partire dal 16 ottobre la mostra intitolata “Caravaggio and his Followers in Rome”, iniziativa segnalata dal Comites e dal Consolato generale d’Italia a Houston. Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio (1571-1610), è stato definito come un genio controverso e nel corso dell’ultimo cinquantennio si è nuovamente affermato tra gli artisti più celebrati di tutti i tempi. La “Caravaggiomania”, secondo la definizione coniata dal periodico “Art in America” in un articolo del 2010, ha suscitato un’estesa produzione di film, libri e prodotti commerciali che portano il nome e le immagini di questo artista.

La mostra “Caravaggio and his Follwers in Rome” viene allestita nell’ambito del progetto “Italy@150”, una serie di iniziative con cui Ambasciata d’Italia e Consolati italiani negli Stati Uniti celebrano i 150 anni di Unità nazionale, sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica. Tra esse, sono già state presentate importanti mostre dedicate al Palladio, al Canaletto ed alla Venere Capitolina a Washington D.C., oltre a numerosi concerti, seminari e proiezioni cinematografiche. “L’importante mostra di Fort Worth - afferma il console generale d’Italia a Houston, Fabrizio Nava - nell’onorare uno dei più importanti artisti italiani, aggiunge prestigio ad un calendario culturale particolarmente significativo”.

“Prima che i dipinti di Caravaggio ispirassero registi cinematografici e adornassero bottiglie di vino e barattoli di conserve - commenta Eric M. Lee, direttore del Kimball Art Museum, - essi sono stati imitati e studiati dai suoi contemporanei. La Caravaggiomania è in realtà nata nel XVII secolo, quando i committenti e gli artisti rimasero catturati dalla drammaticità e dal realismo dei suoi quadri. Questa mostra – prosegue il direttore del Museo - costituisce una rara opportunità per vedere alcune delle più grandi opere di Caravaggio assieme a quelli di influenti artisti dell’epoca barocca che imitarono il suo stile”.

L’allestimento, la cui circolazione è limitata alla National Gallery of Canada e al Kimball Art Museum di Fort Worth, esplora la profonda influenza dell’artista su alcuni dei grandi maestri del Barocco europeo. Include dieci dei capolavori più noti di Caravaggio, che sono presentati assieme a più di 40 opere ispirate da esse, tra cui tele di Orazio Gentileschi, Bartolomeo Manfredi, Jusepe de Ribeira, Georges de la Tour, Valentin de Boulogne, Simon Vouet, Gerrit Van Honthorst, Hendrick ter Brugghen e Peter Paul Rubens, artisti la cui immaginazione è stata marcata in modo indelebile dal senso di drammaticità, monumentalità e umanità del Caravaggio.

Si tratta della seconda esposizione più grande di opere del Caravaggio mai presentate negli Stati Uniti. Solamente la mostra del 1985 al Metropolitan Museum of Art aveva esposto un numero maggiore di opere del Caravaggio. Da allora sono state scoperte numerose importanti opere, tra cui i “Giocatori di carte” del Kimbell Art Museum, riemersa da una collezione privata europea nel 1987.

Nessun singolo artista dopo Michelangelo o Raffaello ha influenzato così tanti suoi contemporanei né cambiato irrevocabilmente lo sviluppo dell’arte europea. Caravaggio creò un nuovo tipo di arte: drammatica, emotiva, radicata nei dettagli  della vita quotidiana e profondamente umana. Egli usava modelli reali, spesso prostitute o mendicanti che posavano nel suo studio per le potenti scene religiose che sembravano svolgersi per le strade di Roma. Rompendo le barriere tra l’arte e la vita reale, egli ribaltò le convenzioni artistiche del suo tempo. Caravaggio smorzava i dettagli dell’ambientazione di una scena, concentrandosi sull’espressione della figura umana, e creò uno stile di realismo crudo che colpì profondamente molti dei suoi committenti. Educato nella tradizione realistica e nella cultura religiosa della Controriforma della sua Lombardia, il giovane Caravaggio si stabilì a Roma nel 1592. Dopo alcuni anni di stenti e povertà egli attirò l’attenzione di alcuni dei principali committenti della città, ottenendo delle prestigiose commissioni che presto lo portarono alla notorietà. Artisti e committenti erano ugualmente attratti dal suo talento straordinario. Caravaggio rimase a Roma fino al 1606, quando fu costretto a fuggire dopo avere ucciso un rivale, in quella che fu forse la dimostrazione più estrema del suo carattere irascibile e violento. Spostandosi tra Napoli, Malta e la Sicilia, continuò a dipingere tele profondamente emotive fino alla sua tragica morte prematura nel 1610, a 38 anni di età. Il 400esimo anniversario della sua morte nel 2010 ha suscitato una rinnovata attenzione nei suoi confronti, con numerose esposizioni soprattutto in Italia che hanno riconfermato l’importanza della sua eredità e il potere straordinario della sua arte.

Le opere esposte provengono da musei come il Louvre, i Musei Vaticani, il Museo del Prado, la National Gallery di Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery of Art di Washington ed altre importanti collezioni in Europa e Nord America. Per informazioni: www.kimbellart.org. (Inform) 

 


Vai a: