INFORM - N. 186 - 7 ottobre 2011


CAMERA DEI DEPUTATI

Prosegue alla Commissione Esteri il dibattito sulla proposta di riforma dei Comites e del Cgie

Annunciato dal presidente Stefani l’avvio, nella prossima settimana, delle audizioni di approfondimento con i rappresentanti del mondo dell’emigrazione italiana

Gli interventi dei deputati Garavini (Pd), Farina (Pd), Merlo (Maie – Udc) e Angeli (Pdl)

Mantica: “Vi è la piena contrarietà dell’esecutivo alla soppressione della circoscrizione Estero”

 

ROMA – Continua alla Commissione Esteri della Camera l’esame del provvedimento di riforma, già approvato dal Senato, degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero. (vedi Inform n.175 http://www.mclink.it/com/inform/art/11n17502.htm). La seduta è stata aperta dal presidente della Commissione Stefano Stefani che ha annunciato l’accoglimento della richiesta, avanzata nella seduta del 21 settembre, di allungare i tempi per la conclusione dell’esame preliminare del provvedimento, al fine di consentire a tutti i deputati interessati di intervenire. Stefani ha inoltre annunciato che la prossima settimana, in concomitanza con la seconda assemblea del Cgie del 2011, verrà avviato il ciclo di approfondimenti conoscitivi sulla riforma in esame già deciso dalla Commissione.

Ha poi preso la parola la deputata del Pd Laura Garavini, eletta nella ripartizione Europa, che, dopo aver precisato di non ritenere questo provvedimento un’urgenza soprattutto per quanto concerne i Comites, ha evidenziato la necessità di provvedere con rapidità alla “messa in sicurezza” del voto degli italiani all’estero, alla luce delle irregolarità registrate anche in occasione delle ultime consultazioni referendarie. Un tema, quest’ultimo, che verrà approfondito dall’assemblea della Camera nel corso della discussione, già in parte avviata, delle mozioni relative alla riforma del voto degli italiani all’estero. La deputata del Pd ha sottolineato come a tutt’oggi, alla luce delle informazioni di stampa sulla possibile soppressione della Circoscrizione Estero prevista dalla bozza di riforma costituzionale  del ministro Calderoli, vi sia incongruità nel procedere con una riforma in senso restrittivo dei Comites e del Cgie. Per quanto riguarda il merito della disposizione la Garvini ha evidenziato come la prevista soppressione di un certo numero di Comites rischi di privare di ogni forma di rappresentanza, soprattutto le comunità italiane che risiedono in continenti di grandi dimensioni. Per la deputata dell’opposizione l’adozione del sistema maggioritario per il rinnovo dei Comites potrebbe  inoltre privare rilevanti realtà associative all’estero della loro capacità rappresentativa delle comunità, avvantaggiando soggetti che, pur non rappresentando il territorio in egual misura, siano capaci di condizionare il voto. Dopo aver  ricordato il buon lavoro svolto dai giornali e dai patronati all’estero nel rappresentare le istanze delle nostre comunità nel mondo, la Garavini si è rammaricata per le scelte contenute nella riforma che stabiliscono sia la mancata previsione dei “piani Paese”, strumenti che sono stati molto utili per l’evoluzione dei Comites nel confronto con il mondo diplomatico-consolare, sia la riduzione del numero di firme a supporto della presentazione delle liste. La deputata del Pd ha inoltre criticato il quadro eccessivamente frammentato, prospettato dalla proposta di riforma, che rischia di snaturare gli organi di rappresentanza dei connazionali all’estero riducendoli a meri organi di coordinamento. La Garavini, ha poi evidenziato l’esigenza di dare priorità al rinnovo dei Comites e di approfondire i meccanismi volti a garantire una maggiore presenza femminile negli organismi di rappresentanza, e si è detta soddisfatta per la prospettata audizione del segretario generale del Cgie Elio Carozza a cui dovrebbero far seguito incontri con esponenti dell’associazionismo e delle consulte regionali per l’emigrazione.

Anche il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica ha auspicato, alla luce delle irregolarità verificatesi, un rapido iter, presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato, della riforma del voto degli italiani all’estero. Secondo Mantica il Governo valuta come non secondaria, al fine di ridurre gli alti costi attuali, la questione dell’affidamento in sede locale della stampa e della spedizione delle schede elettorali. “Quanto al processo di riforma – ha spiegato Mantica – voglio sottolineare il ruolo primario svolto dal Parlamento e la piena disponibilità del Governo a cooperare”. Il sottosegretario ha anche  evidenziato sia la piena contrarietà dell’esecutivo alla soppressione della circoscrizione Estero, sia la prevedibile riduzione dei parlamentari eletti all'estero nel caso venga ridotto il numero dei parlamentari eletti in Italia. Su questo punto è giunta la precisazione del presidente Stefani che ha spiegato come nella “bozza Calderoli”  sia prospettata la soppressione dei senatori eletti all’estero in ragione della trasformazione cui il Senato andrebbe incontro, e un’eventuale riduzione dei deputati della circoscrizione Estero in modo proporzionale ai 245 eletti che rimarrebbero nella nuova Camera dei deputati.

Dal canto suo Gianni Farina (Pd), eletto nella ripartizione Europa, non si è detto d’accordo con la proposta  di affidare la stampa e la distribuzione delle schede elettorali all’estero. Una strada molto delicata da cui potrebbero derivare molte irregolarità e carichi di lavoro eccessivi per le diverse agenzie consolari. Quanto al rapporto proporzionale tra numero di eletti all’estero e la consistenza delle comunità di aventi diritto di voto, per Farina tale relazione appare nel nostro Paese decisamente inferiore a paragone di quanto avviene, ad esempio, in Francia. Un aspetto che, per il deputato del Pd, andrebbe approfondito. Farina ha poi spiegato come l’attuale proposta di riforma dei Comites e del Cgie evidenzi nel suo complesso una lacunosa cultura democratica e scarsa conoscenza della realtà italiana all’estero. Egli ritiene anche che l’impostazione partitica e maggioritaria della riforma non sia in armonia con la cultura delle nostre comunità nel mondo. Il deputato del Pd ha inoltre espresso forti perplessità sulla possibilità di far coincidere Comites e circoscrizioni consolari, specie alla luce della loro riorganizzazione. A tal fine segnala come esempio il caso di Ginevra dove, in virtù dei rapporti numerici, prevarranno inevitabilmente i candidati radicati a Losanna, il cui consolato è stato recentemente soppresso. Farina ha poi ricordato come la rappresentanza delle collettività italiane all’estero si sia sviluppata in un clima di partecipazione democratica che partiva dalla base e trovava poi riscontro nell’attività di parlamentari, come l’onorevole Tremaglia, che mostravano grandi sensibilità verso tali temi. Un legame, quest’ultimo, che per Farina, occorre mantenere al fine di apportare alcuni miglioramenti alla struttura dei Comites, senza operare stravolgimenti in ragione dell’impianto già ottimo e del fatto che già si tiene conto della presenza di eletti all’estero.

Più necessaria, per il deputato del Pd, una riforma del Cgie, che andrebbe però operata attraverso un distinto provvedimento e salvando le Commissioni continentali, che hanno rappresentato un elemento di grande novità. Secondo Farina appare comunque importante la presenza di un organo consultivo che sintetizzi le istanze dei Comites. Il deputato del Pd ha infine ricordato le difficoltà di natura finanziaria cui stanno facendo fronte i Comites. Una situazione  che richiederebbe l’intervento del Governo.

E’ poi intervenuto il deputato Ricardo Antonio Merlo (Maie - UdC) che ha evidenziato come il ritardo nell’elezione dei Comites ponga un serio problema di legittimità e di capacità rappresentativa degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero. Merlo si è poi espresso a favore dell’introduzione del sistema maggioritario, soprattutto alla luce dell’esperienza maturata con la numerosissima comunità italiana di Buenos Aires, dove, per il deputato del Maie, l’eccessiva proliferazione delle liste ha reso difficile l’assunzione di decisioni rapide. Merlo si è poi detto d’accordo con l’opportunità di ampliare il numero di firme necessarie per la presentazione delle liste ed ha ricordato di aver presentato, insieme al leader dell’Udc Casini, una proposta di legge volta ad assicurare maggiore trasparenza al voto per la circoscrizione Estero, attraverso l’istituzione di Comitati di controllo, aperti anche ai rappresentanti di lista, che avrebbero il compito di visionare tutte le operazioni relative all’esercizio del voto all’estero. Merlo si è poi lamentato per la percezione negativa che una parte della maggioranza ha degli italiani nel mondo. Una visione che vede nei nostri connazionali solo una voce di costo inefficiente.  “Tale realtà - ha aggiunto Merlo - rappresenta invece un’opportunità alla quale si dovrebbe attingere soprattutto in una fase come questa, in cui occorre rilanciare la presenza imprenditoriale italiana nel mondo e promuovere il cosiddetto sistema Paese”.

Dopo l’intervento del presidente Stefani, che ha ricordato come il gruppo della Lega Nord Padania sia l’unico ad essersi dotato di proprie rappresentanze in tutti i continenti, il deputato del Pdl Giuseppe Angeli, eletto nella ripartizione America Meridionale, ha osservato come il  maggior problema relativo alle schede elettorali sia quello di garantire la loro consegna ai reali destinatari. Su questo punto il sottosegretario Mantica ha precisato che i costi particolarmente elevati per la spedizione delle schede elettorali in Argentina sono dovuti dalla necessità di affidare il servizio postale a soggetti privati.(Inform)

 


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