CAMERA DEI
DEPUTATI
Prosegue alla Commissione Esteri il dibattito sulla proposta
di riforma dei Comites e del Cgie
Annunciato dal presidente Stefani l’avvio, nella prossima
settimana, delle audizioni di approfondimento con i rappresentanti del mondo
dell’emigrazione italiana
Gli interventi dei deputati Garavini
(Pd), Farina (Pd), Merlo (Maie – Udc) e Angeli (Pdl)
Mantica: “Vi è la piena contrarietà dell’esecutivo alla
soppressione della circoscrizione Estero”
ROMA – Continua alla Commissione Esteri
della Camera l’esame del provvedimento di riforma, già approvato dal Senato,
degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero. (vedi Inform n.175 http://www.mclink.it/com/inform/art/11n17502.htm).
La seduta è stata aperta dal presidente della Commissione Stefano Stefani che
ha annunciato l’accoglimento della richiesta, avanzata nella seduta del 21 settembre,
di allungare i tempi per la conclusione dell’esame preliminare del provvedimento,
al fine di consentire a tutti i deputati interessati di intervenire. Stefani
ha inoltre annunciato che la prossima settimana, in concomitanza con la seconda
assemblea del Cgie del 2011, verrà avviato il ciclo
di approfondimenti conoscitivi sulla riforma in esame già deciso dalla Commissione.
Ha poi preso la parola la deputata
del Pd Laura Garavini, eletta nella ripartizione Europa,
che, dopo aver precisato di non ritenere questo provvedimento un’urgenza soprattutto
per quanto concerne i Comites, ha evidenziato la necessità
di provvedere con rapidità alla “messa in sicurezza” del voto degli italiani
all’estero, alla luce delle irregolarità registrate anche in occasione delle
ultime consultazioni referendarie. Un tema, quest’ultimo, che verrà approfondito
dall’assemblea della Camera nel corso della discussione, già in parte avviata,
delle mozioni relative alla riforma del voto degli italiani all’estero. La deputata
del Pd ha sottolineato come a tutt’oggi, alla luce delle informazioni di stampa
sulla possibile soppressione della Circoscrizione Estero prevista dalla bozza
di riforma costituzionale del ministro Calderoli, vi sia incongruità nel
procedere con una riforma in senso restrittivo dei Comites
e del Cgie. Per quanto riguarda il merito della disposizione la
Garvini ha evidenziato come la prevista soppressione di un
certo numero di Comites rischi di privare di ogni
forma di rappresentanza, soprattutto le comunità italiane che risiedono in continenti
di grandi dimensioni. Per la deputata dell’opposizione l’adozione del sistema
maggioritario per il rinnovo dei Comites potrebbe
inoltre privare rilevanti realtà associative all’estero della loro capacità
rappresentativa delle comunità, avvantaggiando soggetti che, pur non rappresentando
il territorio in egual misura, siano capaci di condizionare il voto. Dopo aver
ricordato il buon lavoro svolto dai giornali e dai patronati all’estero
nel rappresentare le istanze delle nostre comunità nel mondo, la Garavini
si è rammaricata per le scelte contenute nella riforma che stabiliscono sia
la mancata previsione dei “piani Paese”, strumenti che sono stati molto utili
per l’evoluzione dei Comites nel confronto con il mondo diplomatico-consolare,
sia la riduzione del numero di firme a supporto della presentazione delle liste.
La deputata del Pd ha inoltre criticato il quadro eccessivamente frammentato,
prospettato dalla proposta di riforma, che rischia di snaturare gli organi di
rappresentanza dei connazionali all’estero riducendoli a meri organi di coordinamento.
La Garavini, ha poi evidenziato l’esigenza di dare
priorità al rinnovo dei Comites e di approfondire
i meccanismi volti a garantire una maggiore presenza femminile negli organismi
di rappresentanza, e si è detta soddisfatta per la prospettata audizione del
segretario generale del Cgie Elio Carozza
a cui dovrebbero far seguito incontri con esponenti dell’associazionismo e delle
consulte regionali per l’emigrazione.
Anche il sottosegretario agli Esteri
Alfredo Mantica ha auspicato, alla luce delle irregolarità verificatesi, un
rapido iter, presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato, della riforma
del voto degli italiani all’estero. Secondo Mantica il Governo valuta come non
secondaria, al fine di ridurre gli alti costi attuali, la questione dell’affidamento
in sede locale della stampa e della spedizione delle schede elettorali. “Quanto
al processo di riforma – ha spiegato Mantica – voglio sottolineare il ruolo
primario svolto dal Parlamento e la piena disponibilità del Governo a cooperare”.
Il sottosegretario ha anche evidenziato sia la piena contrarietà dell’esecutivo
alla soppressione della circoscrizione Estero, sia la prevedibile riduzione
dei parlamentari eletti all'estero nel caso venga ridotto il numero dei parlamentari
eletti in Italia. Su questo punto è giunta la precisazione del presidente Stefani
che ha spiegato come nella “bozza Calderoli” sia prospettata la soppressione
dei senatori eletti all’estero in ragione della trasformazione cui il Senato
andrebbe incontro, e un’eventuale riduzione dei deputati della circoscrizione
Estero in modo proporzionale ai 245 eletti che rimarrebbero nella nuova Camera
dei deputati.
Dal canto suo Gianni Farina (Pd), eletto
nella ripartizione Europa, non si è detto d’accordo con la proposta di
affidare la stampa e la distribuzione delle schede elettorali all’estero. Una
strada molto delicata da cui potrebbero derivare molte irregolarità e carichi
di lavoro eccessivi per le diverse agenzie consolari. Quanto al rapporto proporzionale
tra numero di eletti all’estero e la consistenza delle comunità di aventi diritto
di voto, per Farina tale relazione appare nel nostro Paese decisamente inferiore
a paragone di quanto avviene, ad esempio, in Francia. Un aspetto che, per il
deputato del Pd, andrebbe approfondito. Farina ha poi spiegato come l’attuale
proposta di riforma dei Comites e del Cgie evidenzi nel
suo complesso una lacunosa cultura democratica e scarsa conoscenza della realtà
italiana all’estero. Egli ritiene anche che l’impostazione partitica e maggioritaria
della riforma non sia in armonia con la cultura delle nostre comunità nel mondo.
Il deputato del Pd ha inoltre espresso forti perplessità sulla possibilità di
far coincidere Comites e circoscrizioni consolari,
specie alla luce della loro riorganizzazione. A tal fine segnala come esempio
il caso di Ginevra dove, in virtù dei rapporti numerici, prevarranno inevitabilmente
i candidati radicati a Losanna, il cui consolato è stato recentemente soppresso.
Farina ha poi ricordato come la rappresentanza delle collettività italiane all’estero
si sia sviluppata in un clima di partecipazione democratica che partiva dalla
base e trovava poi riscontro nell’attività di parlamentari, come l’onorevole
Tremaglia, che mostravano grandi sensibilità verso tali temi. Un legame, quest’ultimo,
che per Farina, occorre mantenere al fine di apportare alcuni miglioramenti
alla struttura dei Comites, senza operare stravolgimenti
in ragione dell’impianto già ottimo e del fatto che già si tiene conto della
presenza di eletti all’estero.
Più necessaria, per il deputato del
Pd, una riforma del Cgie, che andrebbe però operata
attraverso un distinto provvedimento e salvando le Commissioni continentali,
che hanno rappresentato un elemento di grande novità. Secondo Farina appare
comunque importante la presenza di un organo consultivo che sintetizzi le istanze
dei Comites. Il deputato del Pd ha infine ricordato
le difficoltà di natura finanziaria cui stanno facendo fronte i Comites. Una situazione che richiederebbe l’intervento
del Governo.
E’ poi intervenuto il deputato Ricardo
Antonio Merlo (Maie - UdC) che ha evidenziato come
il ritardo nell’elezione dei Comites ponga un serio
problema di legittimità e di capacità rappresentativa degli organi di rappresentanza
degli italiani all’estero. Merlo si è poi espresso a favore dell’introduzione
del sistema maggioritario, soprattutto alla luce dell’esperienza maturata con
la numerosissima comunità italiana di Buenos Aires, dove, per il deputato del
Maie, l’eccessiva proliferazione delle liste ha reso difficile l’assunzione
di decisioni rapide. Merlo si è poi detto d’accordo con l’opportunità di ampliare
il numero di firme necessarie per la presentazione delle liste ed ha ricordato
di aver presentato, insieme al leader dell’Udc Casini, una proposta di legge
volta ad assicurare maggiore trasparenza al voto per la circoscrizione Estero,
attraverso l’istituzione di Comitati di controllo, aperti anche ai rappresentanti
di lista, che avrebbero il compito di visionare tutte le operazioni relative
all’esercizio del voto all’estero. Merlo si è poi lamentato per la percezione
negativa che una parte della maggioranza ha degli italiani nel mondo. Una visione
che vede nei nostri connazionali solo una voce di costo inefficiente.
“Tale realtà - ha aggiunto Merlo - rappresenta invece un’opportunità alla quale
si dovrebbe attingere soprattutto in una fase come questa, in cui occorre rilanciare
la presenza imprenditoriale italiana nel mondo e promuovere il cosiddetto sistema
Paese”.
Dopo l’intervento del presidente Stefani, che ha ricordato come il gruppo della Lega Nord Padania sia l’unico ad essersi dotato di proprie rappresentanze in tutti i continenti, il deputato del Pdl Giuseppe Angeli, eletto nella ripartizione America Meridionale, ha osservato come il maggior problema relativo alle schede elettorali sia quello di garantire la loro consegna ai reali destinatari. Su questo punto il sottosegretario Mantica ha precisato che i costi particolarmente elevati per la spedizione delle schede elettorali in Argentina sono dovuti dalla necessità di affidare il servizio postale a soggetti privati.(Inform)