ITALIANI ALL’ESTERO
Il connazionale in Usa è stato condannato all’ergastolo
per omicidio e dal 2000 è in carcere a Miami
Frattini: Seguiamo con attenzione il caso di Chico Forti e tutti quelli di italiani detenuti all’estero
“Ma il caso Forti è diverso da quello di Amanda Knox”
ROMA
– “Ho letto in questi giorni i tanti appelli e le numerose richieste per un’azione
presso le autorità di giustizia americane tesa a chiedere la liberazione di
Chico Forti. Sono appelli e richieste che seguo
con attenzione e di cui io in prima persona insieme agli uffici competenti
del Ministero degli Esteri ci occupiamo da molti anni. Così come per tutti
i casi di italiani detenuti all’estero”. Lo scrive oggi sul suo blog il ministro
degli Esteri Franco Frattini.
“Ogni
sentenza – prosegue Frattini - ha la sua storia, un suo percorso, ed una portata
di motivazioni rigorosamente circoscritte a quel caso specifico. E trovo quindi
che il voler associare ad ogni costo casi molto diversi tra loro – come ad
esempio la recente sentenza di Perugia su Amanda Knox
ed il caso Chico Forti – possa essere scorretto
e considerato un pericoloso gioco mediatico che, pur di forzare una notizia,
distorce la realtà delle cose e ci allontana da quella necessaria conoscenza
a tutto campo degli atti che casi delicati come questi obbligatoriamente richiedono.
Tra la condotta del Tribunale di Perugia sul caso Meredith ed il caso Forti
c’è innanzitutto – scrive Frattini - un importante punto di distinzione: nel
secondo caso parliamo di una sentenza definitiva passata in giudicato. L’America
– sottolinea il capo della diplomazia italiana - è una grande democrazia e
l’unico passo che non possiamo compiere è quello di un’interferenza politica
e diplomatica nel sistema giudiziario di un Paese democratico che ha saputo
battere con forza ogni tipo di discriminazione ed ingiustizia. Il sistema
giudiziario degli Stati Uniti – prosegue - non è quello raccontato nei
film, al contrario si basa sulla presunzione di innocenza e prevede un ampio
dibattimento. L’unica possibilità che abbiamo, quindi – e che suggerisco anche
a voi amici e supporter di Chico Forti – è quella
di verificare se sussistano nuovi elementi a discarico non emersi e non considerati
nella fase del giudizio, elementi che potranno riaprire il caso, valutare
nuove prove ed accertare la sua responsabilità o meno.
Un
ministro degli esteri – conclude Frattini - non deve smettere mai di
dare speranze ad un suo connazionale, io ho anche la certezza e la prova che
la Farnesina e la sua rete non hanno mai smesso di seguire e lavorare per
la causa di Chico”. (