INFORM - N. 185 - 6 ottobre 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Il connazionale in Usa è stato condannato all’ergastolo per omicidio e dal 2000 è in carcere a Miami  

Frattini: Seguiamo con attenzione il caso di Chico Forti e tutti quelli di italiani detenuti all’estero

“Ma il caso Forti è diverso da quello di Amanda Knox”

 

ROMA – “Ho letto in questi giorni i tanti appelli e le numerose richieste per un’azione presso le autorità di giustizia americane tesa a chiedere la liberazione di Chico Forti. Sono appelli e richieste che seguo con attenzione e di cui io in prima persona insieme agli uffici competenti del Ministero degli Esteri ci occupiamo da molti anni. Così come per tutti i casi di italiani detenuti all’estero”. Lo scrive oggi sul suo blog il ministro degli Esteri Franco Frattini.

“Ogni sentenza – prosegue Frattini - ha la sua storia, un suo percorso, ed una portata di motivazioni rigorosamente circoscritte a quel caso specifico. E trovo quindi che il voler associare ad ogni costo casi molto diversi tra loro – come ad esempio la recente sentenza di Perugia su Amanda Knox ed il caso Chico Forti – possa essere scorretto e considerato un pericoloso gioco mediatico che, pur di forzare una notizia, distorce la realtà delle cose e ci allontana da quella necessaria conoscenza a tutto campo degli atti che casi delicati come questi obbligatoriamente richiedono. Tra la condotta del Tribunale di Perugia sul caso Meredith ed il caso Forti c’è innanzitutto – scrive Frattini - un importante punto di distinzione: nel secondo caso parliamo di una sentenza definitiva passata in giudicato. L’America – sottolinea il capo della diplomazia italiana - è una grande democrazia e l’unico passo che non possiamo compiere è quello di un’interferenza politica e diplomatica nel sistema giudiziario di un Paese democratico che ha saputo battere con forza ogni tipo di discriminazione ed ingiustizia. Il sistema giudiziario degli Stati Uniti – prosegue -  non è quello raccontato nei film, al contrario si basa sulla presunzione di innocenza e prevede un ampio dibattimento. L’unica possibilità che abbiamo, quindi – e che suggerisco anche a voi amici e supporter di Chico Forti – è quella di verificare se sussistano nuovi elementi a discarico non emersi e non considerati nella fase del giudizio, elementi che potranno riaprire il caso, valutare nuove prove ed accertare la sua responsabilità o meno. 

Un ministro degli esteri – conclude Frattini -  non deve smettere mai di dare speranze ad un suo connazionale, io ho anche la certezza e la prova che la Farnesina e la sua rete non hanno mai smesso di seguire e lavorare per la causa di Chico”. (Inform)

 


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