RICORDO
Steve Jobs, “il folle sognatore se n’è andato”
All'Apple Store sulla Quinta Strada a New York i fan
si sono radunati lasciando fiori e candele accese. “I love Steve” è una delle scritte sulle
impalcature che avvolgono l'Apple Store in via di ristrutturazione. Anche i
fan cinesi dell'Apple hanno voluto dare omaggio alla sua memoria. Fin da bambino
si era messo in luce per le sue capacità scientifiche, diplomandosi a soli 17
anni, nel 1972, alla Homestead High School di Cupertino. Nello stesso anno si
iscrisse al Reed College di Portland, per specializzarsi in informatica, ma
dopo un semestre decise di abbandonare l'università, continuando però a seguirne
alcuni corsi. Due anni dopo, nel 1974, coinvolse Steve Wozniak, grande amico
e compagno di liceo, con il quale, il primo aprile del 1976 fondò Apple Compute,
rivoluzionando il mondo della comunicazione.
E’ morto ieri a soli 56 anni Steve Jobs, colui che
ha ripetuto sempre una frase emblematica, che diceva a tutti di essere affamati
e folli e che dopo una infanzia difficile, passando da una famiglia adottiva
all’altra, ha costruito un impero basato su un sogno. L’amico e partner Wozniak,
dopo un incidente aereo nel 1983, lasciò Apple e Jobs arruolò l'allora presidente di Pepsi, John Sculley.
Una mossa pessima: a seguito dell'insuccesso del lancio di Apple III e degli
attriti con Sculley nel 1985, Jobs lasciò la società per fondare Next Computer.
Il 1995 è l'anno più difficile della storia di Apple. Il nuovo amministratore
delegato Gil Amelio offrì in licenza il sistema operativo di Apple ad altri
produttori di pc, per poi farsi da parte. Jobs dovette tornare alla guida ,
della società nel dicembre 1996 e, da lì in poi, fu un successo crescente: nel
2002 è la volta dell'iPod e dello sviluppo della piattaforma Itunes, il più
grande mercato virtuale legalizzato di musica. Negli anni successivi arrivano
l'iBook (2004), il MacBook (2005) ed il G4 (2003/2004), poi l'iPhone e l'iPad.
Era ammalato dal 2004, ma aveva lottato sempre, fino alla fine.
Lo scorso 25 agosto aveva annunciato le dimissioni
irrevocabili da a.d. dell'azienda che ha fondato, lasciato (perché costretto)
e rilanciato, consegnandola come una
delle stelle più brillanti della tecnologia. Il suo spirito creativo era così
strettamente legato alle fortune di Apple che la sua morte ha sollevato domande
sulla capacità dell'azienda di mantenere la produzione di prodotti che hanno
trasformato il mondo come ha fatto finora. "Come analista tecnologico,
sono dispiaciuto per la sua morte. Era Apple di Jobs, non Jobs di Apple",
dice Kim Young-chan, analista di Shinhan Investment a Seoul. Gli AD di società
rivali come Samsung Electronics, Amazon, Google e Sony hanno pianto la scomparsa
di Jobs, un segno di rispetto per la leggenda della Silicon Valley. Gli investitori
sapevano della lunga battaglia di Jobs contro un tumore al pancreas, che ad
agosto si è dimesso lasciando le redini nella mani Tim Cook. In Asia, le fortune
di Samsung sono strettamente legate ad Apple e, secondo gli analisti, il gruppo
sudcoreano è uno dei giganti meglio piazzati per fornire qualcosa di fresco
ed eccitante per competere con Apple. Le due società competono nel mondo dei
tablet e in quello degli smartphone, avendo superato Nokia, leader del mercato
per l'ultimo decennio, nel secondo trimestre. Oggi, le azioni di Samsung sono
salite del 3,9%, quelle di LG Electronics del 6,6% e quelle di Sony del 3,6%
Certamente, dopo la sua morte, Apple affronta grosse
sfide per conservare la supremazia in un mercato liquido e in continua evoluzione.
Ma Jobs guarda tutto questo dalla calma del cielo. (Carlo Di Stanislao-Inform)