INFORM - N. 185 - 6 ottobre 2011


PIANETA AMERICA

Ro Pucci:  “Se Obama non fosse stato nero, sarebbe una guida turistica ad Honolulu”

Per Herman Cain gli afroamericani sarebbero sottoposti al “lavaggio del cervello” dai Democratici

 

HOUSTON, Texas – Secondo Rush Limbaugh, guru e molto probabilmente il più potente showman repubblicano, conduttore del “Rush Limbaugh Show”, Obama fu eletto col voto delle minoranze di colore e nel mondo del lavoro, nell'America che si venne a configurare dopo la sua elezione, si e' promossi e si fa carriera perché s'odiano i bianchi. “Nell'America di Obama”, ha affermato il leader mediatico repubblicano che ricorda un venditore di salsicce visto in qualche birreria di Monaco di Baviera,” adesso i ragazzi bianchi sono presi a botte mentre quelli neri esultano...” Dopo alcune altre osservazioni della stessa levatura, e che in qualsiasi altro ambiente di lavoro farebbero licenziare e radiare subito chiunque altro, Limbaugh nel suo show dell'otto giugno giunge alla domanda retorica, ma per questo non meno inquietante: “ Quanti voti prese Obama per il fatto che era nero? Un numero scioccante, gente. Se Obama non fosse stato nero, (adesso) sarebbe una guida turistica ad Honolulu. ”

Divampa la guerra per il voto delle minoranze. E' una guerra che era iniziata all'indomani dell'elezione dell'attuale presidente USA e, come sa anche chi non e' un analista di politica americana, e' noto che quando i Repubblicani videro realizzarsi quello che era forse il peggiore dei loro incubi, come contromisura preventiva si precipitarono subito ad eleggere 64o Presidente del Comitato Nazionale Repubblicano l'afroamericano Michael Steele.

Adesso Herman Cain, un'altra pedina come Steele nella strategia repubblicana studiata per recuperare i voti delle minoranze, ignora evidentemente tutta la spazzatura che come questa  viene rovesciata sopra la sua gente da primedonne del partito nel quale milita.  Presentato dai conservatori come candidato alle presidenziali, con evidenti motivazioni utilitaristiche, ma non per questo meno riconoscente, e' giunto ad affermare che gli afroamericani hanno subito e subiscono il lavaggio del cervello da parte dei Democratici.

In Italia, in altre epoche, politici simili a questo accusati di portare acqua al mulino dei propri carnefici, erano stati etichettati molto efficacemente come “ascari”, le truppe di colore facenti parte di un fenomeno poco edificante, detto appunto ascarismo, che vedeva gli Africani aiutare quelli che combattevano, schiavizzavano ed umiliavano la propria gente. Nella nostra epoca e negli Stati Uniti, tra i Repubblicani che preparano piani di battaglia per le presidenziali del 2012,  s'assiste allo spuntare come funghi di queste star afroamericane anti-Obama che non trovano altro di meglio da fare che dichiarare che  le minoranze sarebbero plagiate dalla sinistra.  Non si pongono il problema di come la maggioranza della gente pagata col minimo salario possa fare a sopravvivere, di come questa farebbe se venisse abolita l'assistenza sanitaria,  e di cosa avverrebbe se venisse implementata l'eliminazione delle regole statali riguardanti le industrie ed i datori di lavoro i quali sposterebbero in numero sempre crescente le loro attività all'estero, mentre dichiarano ipocritamente di voler eliminare la disoccupazione che, probabilmente, e' quella cinese o  quella indiana.

Intanto il candidato repubblicano afroamericano Herman Cain, sulla cui presa di posizione si discute in queste ore, sembra essere in perfetta sintonia di vedute col collega di partito, congressman della Florida Allen West, il quale nel corso dell' “O'Reilly Factor” su Fox News, dichiarava che la gente alla quale egli stesso appartiene non sarebbe in grado di pensare autonomamente. La minoranza nera, infatti, sarebbe stata tenuta dai Democratici “in una piantagione”. Sarebbe stata dimenticata, umiliata ed abbandonata ed ora, leader repubblicani come lui, si starebbero assumendo la missione d'infrangere le loro catene facendola fuggire dalla schiavitù in analogia con quanto avvenne durante il periodo della Guerrra di Secessione.

I propositi di questi novelli liberatori sono certamente lodevoli e nobili ma, forse, per essere più credibili ed autentici dovrebbero essere sostenuti da un'evidenza, anche minima, d'iniziative legislative dirette a beneficiare la minoranza afroamericana e tutte le altre minoranze americane in genere. In effetti, la presa di posizione degli Sherpa repubblicani  rimane solo uno tentativo per-elettorale squallido quanto ingenuo per creare divisione nel mondo delle minoranze a tutto beneficio dei candidati conservatori di primo piano come Perry e Romney. In questo momento i due candidati in pole position, naturalmente, esultano per le difficoltà di Obama e non sono per nulla preoccupati della possibilità che ritengono remota che un altro afroamericano, anche del loro partito, possa entrare nuovamente ed a breve termine alla Casa Bianca. Per questo motivo, procedono indisturbati secondo la propria agenda e non pensano neanche a lamentarsi per l'aiuto gratuito fornito loro da  colleghi generosi delle minoranze come Herman Cain. (Ro Pucci-Italian American Magazine/Inform)  http://italianamericanmagazine.com/

 


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