INFORM - N. 185 - 6 ottobre 2011


LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE ALIMENTARE

Antonio Razzi sul danno al made in Italy quantificato dall’Eurispes

“Una truffa che supera di due volte e mezzo l’attuale valore delle esportazioni italiane dei prodotti agroalimentari. E’ ora di provvedere in maniera radicale e risolutiva”

 

ROMA – “I dati forniti dall’Eurispes circa le truffe perpetrate dalle contraffazioni alimentari ai danni dei prodotti tipici italiani “Doc” allarmano ed è ora di provvedere in maniera radicale e risolutiva - ha dichiarato Antonio Razzi, deputato eletto nella ripartizione Europa per Idv, oggi nel gruppo Popolo e Territorio e consigliere particolare del ministro delle Politiche agricole e forestali per le problematiche connesse alla lotta alla contraffazione.

Le preoccupazioni maggiori, secondo Razzi, sarebbero da attribuire oltre che “all’enorme fatturato illegale, circa  13 miliardi di euro sottratti al mercato nel 2010, 5 miliardi in più rispetto al 2009, all’estrema specializzazione di livello industriale della produzione, vere e proprie agromafie”. “Il fenomeno non si limita alla sola contraffazione del marchio e della provenienza dei prodotti made in Italy – precisa Razzi. - In molti casi gli alimenti per la confezione del prodotto finito sono in cattivo stato di conservazione e ciò, oltre all’economia, mette in gioco anche la salute pubblica dei consumatori.”

Razzi stima in 60 miliardi di euro il danno procurato al settore alimentare da tutta la gamma di prodotti contraffatti che utilizzano la cosiddetta “Italian sounding”, vestendo indebitamente del marchio made in Italy senza averne le benché minime caratteristiche. “Non è più accettabile subire passivi l’attacco all’immagine della qualità italiana famosa in tutto il mondo – prosegue Razzi. -  Si tratta, secondo il rapporto Eurispes, di una cifra che supera di due volte e mezzo l’attuale valore delle esportazioni italiane dei prodotti agroalimentari”.

Il parlamentare ha quindi assicurato il proprio impegno “di concerto con le autorità di vigilanza e di controllo preposte, in particolare N.A.S. e N.A.C. dei Carabinieri, per una strategia volta a combattere ed a sconfiggere il fenomeno della contraffazione alimentare anche, se fosse possibile, con inasprimento sensibile delle pene dei reati a queste connessi”. (Inform)

 


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