INFORM - N. 184 - 5 ottobre 2011


CONVEGNI

All’Aquila, a chiusura del XII Festival internazionale di musica “Pietre che cantano”

 “Archeologia del passato, archeologia del futuro”

 

L’AQUILA - Si è tenuto, l’1 e 2 ottobre, al Monastero di S. Spirito d’Ocre, il convegno “Archeologia del passato, archeologia del futuro”, che ha chiuso la XII stagione del Festival internazionale di Musica Pietre che cantano”,  

Il direttore artistico del festival, la pianista Luisa Prayer, nel commentare gli esiti del convegno, ha messo in rilievo la profonda relazione di simbiosi tra musica e patrimonio artistico, sviluppata dal festival, nell’arco di dodici edizioni: i concerti sono stati sempre presentati nelle sedi di maggior rilevanza artistica ed architettonica del territorio aquilano, con l’intento di far conoscere e valorizzare l’arte abruzzese.

Nonostante gli sforzi fatti dopo il terremoto - ha poi osservato la Prayer - manca all’appello dei beni recuperati la gran parte del patrimonio artistico e architettonico, che rendeva il paesaggio della conca aquilana unico nel suo genere.  Per evidenziare il rapporto profondo che lega l’individuo e la qualità della sua vita al paesaggio identitario, abbiamo, già dallo scorso anno, aperto il profilo facebook “Missing/Disperso” dove ognuno ha potuto raccontare quanto la rovina del patrimonio artistico e architettonico incida sul suo quotidiano, sul suo star bene o male. E dare voce al timore di veder trasformato improvvisamente ciò che abbiamo abitato sino a ieri  in paesaggio archeologico del passato. Da qui il titolo provocatorio dato al convegno “Archeologia del passato, archeologia del futuro”.

Una ininterrotta e fertile attività della comunità scientifica e sociale è stata una caratteristica di questi due anni post-sisma - ha affermato Luisa Prayer nel corso di una lunga intervista, ricordando tra l’altro l’appello di Goffredo Palmerini, condiviso dal moderatore della seconda giornata del convegno, il giornalista Niccolò d’Aquino corrispondente del maggior quotidiano italiano negli Stati Uniti, “America Oggi”: “che si intessa un vero dialogo con la generosa comunità degli italiani all’estero, che coltivano fortemente il sentimento di identità e appartenenza. La nostra è in definitiva una comunità che ha bisogno di sentirsi unita e partecipe della grande sfida dei prossimi anni, e che dimostra anche di avere grandi riserve di energie da mettere in campo”. (Inform)

 

 


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