INFORM - N. 183 - 4 ottobre 2011


ITALIANI BRAVA GENTE

La nota di Pietro Schirru per “La Fiamma” e “Il Globo”

Missione a Roma della ministra per gli Affari Multiculturali del Sud Australia, Grace Portolesi

Incontri con il sottosegretario agli Esteri Mantica e il sottosegretario al Lavoro Bellotti

 

SYDNEY - Speriamo che la tenacia di una ministra statale eviterà la chiusura del Consolato Italiano di Adelaide, capitale dello Stato dell’Australia del Sud. Mi riferisco all’azione intrapresa da circa un anno da Grace Portolesi, ministro che tra i dipartimenti ha anche la responsabilità di quello degli Affari Multiculturali del Sud Australia.

Dall’infausto giorno in cui, nel quadro di una vecchia manovra del governo italiano, venne annunciata la chiusura di una ventina di Consolati in giro per il mondo, tra i quali quello appunto di Adelaide (in Australia la scure pende anche sul collo di Brisbane) la ministra Portolesi ha iniziato un’azione di protesta nei confronti di una decisione che fa difetto sia per l’alta presenza di connazionali in quello Stato che per la superficialità con cui è stata presa.

Infatti, secondo quanto previsto dalla Farnesina, una volta chiuso il Consolato ad Adelaide verrà istituito un cosiddetto sportello “online” e gli italiani residenti nello Stato dovranno fare riferimento al Consolato Generale di Melbourne. A proposito dello sportello online è stato avviato un progetto pilota a Londra ed è qui che si può valutare la superficialità del provvedimento del ministero degli Esteri. Come si fa a considerare le esigenze di città come Londra dove la maggior parte dei potenziali utenti sono giovani e, quindi, con ampia praticità delle operazioni informatiche, con Adelaide dove la stragrande maggioranza di coloro che necessitano dell’assistenza del Consolato sono anziani che non hanno nessuna dimestichezza con i computer.

La ministra Portolesi inizialmente ha fatto presente ai rappresentanti del governo italiano, a mezzo posta, della inadeguatezza dello sportello online, chiedendo il mantenimento del Consolato di Adelaide. Ma poiché tutto restava nel vago, l’on. Portolesi ha deciso di andare a Roma ed esporre, a nome sia del governo del Sud Australia che della collettività italiana le ragioni per le quali con tanta pertinacia si chiedeva di annullare il provvedimento di chiusura.

A Roma, nei tre giorni del suo viaggio, ha incontrato il sottosegretario agli Esteri, senatore Alfredo Mantica, reiterando con il rappresentante della Farnesina le motivazioni sia sociali che umane di mantenere aperto il Consolato di Adelaide. Il sottosegretario le ha detto che almeno fino alla fine del 2012 il Consolato resterà attivo e solo dopo aver valutato i risultati del progetto pilota online di Londra il ministero deciderà il futuro di Adelaide.

Ma la ministra Portolesi in Italia ha affrontato anche il problema previdenziale relativo alle molteplici difficoltà incontrate nell’ultimo anno dai pensionati italiani residenti in Australia. Si è riferita l’on. Portolesi al problema dell’accertamento dell’esistenza in vita collegato alla riscossione della pensione INPS, per almeno un mese, presso uno sportello della Western Union, un ufficio finanziario del quale fino ad allora i nostri pensionati non sapevano neanche che esistesse. Il problema si è complicato nel momento in cui ai pensionati veniva imposta la presentazione di un documento di identità con fotografia, valido. La maggioranza anziana non aveva passaporto né patente di guida e, pertanto, per poter incassare la pensione dovevano provvedere a dotarsi di una specie di carta di identità rilasciata dallo stesso ufficio che rilascia le patenti di guida. Tutto bene, allora? Ma neanche per sogno. Infatti la nuova tesserina, per tutte le donne sposate, risultava intestata al nome da sposata mentre la pensione italiana risultava logicamente intestata al nome da nubile, rendendo inutile il tentativo di riscossione presso gli sportelli della Western Union.

Ebbene, la ministra Portolesi, durante la sua permanenza a Roma si è incontrata anche con il sottosegretario al ministero del Lavoro e i Servizi  Sociali, on. Luca Bellotti, e con i funzionari dell’INPS. Questo incontro era stato preceduto da una intensa corrispondenza per mettere a fuoco il problema sia da parte della Portolesi, che del Comites del Sud Australia e dei tanti cittadini italiani che avevano vivacemente protestato per quel sistema che limitava la riscossione delle pensioni, anche se poteva essere giustificato per ridurre il numero di frodi.

Anche in questo caso, la ministra Portolesi, torna a casa con la garanzia che il prossimo anno non si verificherà più il casino del 2011. Infatti il sottosegretario ha assicurato l’on. Portolesi e quindi i pensionati italiani che nel 2012 l’accertamento dell’esistenza in vita verrà semplificato con la richiesta al titolare di pensione di compilare un modulo bilingue che dovrà essere autenticato prima di inviarlo alla Banca che ha il compito di emettere i pagamenti e all’INPS.

I nostri complimenti ad un ministro cui non fa davvero difetto la tenacia e la determinazione quando crede di poter intervenire a favore degli italiani residenti nel “suo” Stato. (Pietro Schirru -La Fiamma -Il Globo /Inform) (pschirru@zip.com.au)   

 


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