ITALIANI BRAVA GENTE
La nota di Pietro Schirru per
“La Fiamma” e “Il Globo”
Missione a Roma della ministra per gli Affari Multiculturali
del Sud Australia, Grace Portolesi
Incontri con il sottosegretario agli Esteri Mantica e
il sottosegretario al Lavoro Bellotti
SYDNEY - Speriamo che la tenacia di
una ministra statale eviterà la chiusura del Consolato Italiano di Adelaide,
capitale dello Stato dell’Australia del Sud. Mi riferisco all’azione intrapresa
da circa un anno da Grace Portolesi, ministro che
tra i dipartimenti ha anche la responsabilità di quello degli Affari Multiculturali
del Sud Australia.
Dall’infausto giorno in cui, nel quadro
di una vecchia manovra del governo italiano, venne annunciata la chiusura di
una ventina di Consolati in giro per il mondo, tra i quali quello appunto di
Adelaide (in Australia la scure pende anche sul collo di Brisbane) la ministra
Portolesi ha iniziato un’azione di protesta nei confronti
di una decisione che fa difetto sia per l’alta presenza di connazionali in quello
Stato che per la superficialità con cui è stata presa.
Infatti, secondo quanto previsto dalla
Farnesina, una volta chiuso il Consolato ad Adelaide verrà istituito un cosiddetto
sportello “online” e gli italiani residenti nello Stato dovranno fare riferimento
al Consolato Generale di Melbourne. A proposito dello sportello online è stato
avviato un progetto pilota a Londra ed è qui che si può valutare la superficialità
del provvedimento del ministero degli Esteri. Come si fa a considerare le esigenze
di città come Londra dove la maggior parte dei potenziali utenti sono giovani
e, quindi, con ampia praticità delle operazioni informatiche, con Adelaide dove
la stragrande maggioranza di coloro che necessitano dell’assistenza del Consolato
sono anziani che non hanno nessuna dimestichezza con i computer.
La ministra Portolesi
inizialmente ha fatto presente ai rappresentanti del governo italiano, a mezzo
posta, della inadeguatezza dello sportello online, chiedendo il mantenimento
del Consolato di Adelaide. Ma poiché tutto restava nel vago, l’on. Portolesi ha deciso di andare a Roma ed esporre, a nome sia
del governo del Sud Australia che della collettività italiana le ragioni per
le quali con tanta pertinacia si chiedeva di annullare il provvedimento di chiusura.
A Roma, nei tre giorni del suo viaggio,
ha incontrato il sottosegretario agli Esteri, senatore Alfredo Mantica, reiterando
con il rappresentante della Farnesina le motivazioni sia sociali che umane di
mantenere aperto il Consolato di Adelaide. Il sottosegretario le ha detto che
almeno fino alla fine del 2012 il Consolato resterà attivo e solo dopo aver
valutato i risultati del progetto pilota online di Londra il ministero deciderà
il futuro di Adelaide.
Ma la ministra Portolesi
in Italia ha affrontato anche il problema previdenziale relativo alle molteplici
difficoltà incontrate nell’ultimo anno dai pensionati italiani residenti in
Australia. Si è riferita l’on. Portolesi al problema
dell’accertamento dell’esistenza in vita collegato alla riscossione della pensione
INPS, per almeno un mese, presso uno sportello della Western Union, un ufficio finanziario del quale fino ad allora i nostri
pensionati non sapevano neanche che esistesse. Il problema si è complicato nel
momento in cui ai pensionati veniva imposta la presentazione di un documento
di identità con fotografia, valido. La maggioranza anziana non aveva passaporto
né patente di guida e, pertanto, per poter incassare la pensione dovevano provvedere
a dotarsi di una specie di carta di identità rilasciata dallo stesso ufficio
che rilascia le patenti di guida. Tutto bene, allora? Ma neanche per sogno.
Infatti la nuova tesserina, per tutte le donne sposate, risultava intestata
al nome da sposata mentre la pensione italiana risultava logicamente intestata
al nome da nubile, rendendo inutile il tentativo di riscossione presso gli sportelli
della Western Union.
Ebbene, la ministra Portolesi, durante la sua permanenza a Roma si è incontrata
anche con il sottosegretario al ministero del Lavoro e i Servizi Sociali,
on. Luca Bellotti, e con i funzionari dell’INPS. Questo
incontro era stato preceduto da una intensa corrispondenza per mettere a fuoco
il problema sia da parte della Portolesi, che del
Comites del Sud Australia e dei tanti cittadini italiani
che avevano vivacemente protestato per quel sistema che limitava la riscossione
delle pensioni, anche se poteva essere giustificato per ridurre il numero di
frodi.
Anche in questo caso, la ministra Portolesi, torna a casa con la garanzia che il prossimo anno
non si verificherà più il casino del 2011. Infatti il sottosegretario ha assicurato
l’on. Portolesi e quindi i pensionati italiani che
nel 2012 l’accertamento dell’esistenza in vita verrà semplificato con la richiesta
al titolare di pensione di compilare un modulo bilingue che dovrà essere autenticato
prima di inviarlo alla Banca che ha il compito di emettere i pagamenti e all’INPS.
I nostri complimenti ad un ministro
cui non fa davvero difetto la tenacia e la determinazione quando crede di poter
intervenire a favore degli italiani residenti nel “suo” Stato. (Pietro Schirru -La Fiamma -Il Globo /Inform)
(pschirru@zip.com.au)