INFORM - N. 183 - 4 ottobre 2011


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Intervista de L’Eco d’Italia al console italiano a Moron, Massimiliano Gori

Attenzione al fattore umano e lavoro di squadra le linee guida dell’attività del console messe in luce nell’intervista curata da Alessandro Cario

 

BUENOS AIRES – Uno dei richiami più frequenti di collettività italiana residente all’estero e stampa nei confronti del ministero degli Affari esteri, qualunque sia il governo in carica, è la mancanza di un’analisi della realtà sociale e politica e delle caratteristiche del’associazionismo locale precedente all’assegnazione dei consoli. Una mancanza che affida al caso l’arrivo di una persona capace di cogliere le caratteristiche di una collettività italiana particolare come quella residente in Argentina.

Un anno e mezzo fa, la fortuna è stata al nostro fianco, con l’arrivo di Massimo Gori, console d’Italia a Moron, il quale ha dimostrato di essere una persona capace e idonea a guidare correttamente una circoscrizione consolare che comprende oltre 50.000 connazionali residenti.

Massimiliano Gori ci accoglie nel suo ufficio, comodo, ordinato, ampio. Come sempre, con il sorriso e un’attenzione straordinaria, dice: “non voglio un’intervista, ma una semplice chiaccherata”, affermando la sua personale convinzione che sia “il fattore umano, in ogni tipo di relazioni, ad essere il più importante”.    

“Quando mi hanno proposto lavorare con la collettività italiana in Argentina non ho dubitato nemmeno un attimo. Le comunità italiane in Sudamerica – sottolinea il console - hanno delle caratteristiche particolari che hanno arrichito considerevolmente la mia esperienza”.

“Uno dei problemi più grandi che ho riscontrato al mio arrivo è stato che il connazionale arrivava al Consolato senza la documentazione corretta per  poter uscire con la pratica svolta, e così si originavano alcuni problemi soltanto per la mancanza d’informazione - spiega Gori, illustrando la soluzione trovata. “Abbiamo riunito il Comites, i patronati e le associazioni – afferma, - per fare in modo che il connazionale disponesse di una corretta informazione prima di recarsi al Consolato e lavorando insieme la situazione è migliorata moltissimo”.

Oltre al credere nel lavoro di squadra, Gori ha dimostrato una spiccata sensibilità nei confronti degli italiani residenti in loco. “Per me il fattore umano è imprescindibile – dice, soffermandosi su un tema delicato come l’assistenza sociale. “In questi casi dobbiamo essere molto attenti perché se molti vengono a chiedere aiuto, altri non lo fanno per vergogna ed è soprattutto questi ultimi che dobbiamo saper raggiungere”. “Vi sono soglie differenziate di stato di necessità, ed ogni volta che abbiamo dovuto aiutare qualcuno i soldi non sono mancati – ha precisato Gori, spiegando come i tagli ancora non abbiano inciso in modo determinante sul Consolato.

Altro servizio che è migliorato è il rilascio dei passaporti. “Le questure stanno lavorando senza problemi e in due o tre settimane inviano ai consolati la risposta. Noi abbiamo inoltre creato un sistema di appuntamenti programmati via telefono con i connazionali – spiega il console italiano.

Ad ogni problematica, Massimiliano Gori ha trovato una soluzione coerente che può essere d’esempio alla comunità perchè indica nel lavoro di squadra tra consolato, Comites, patronati e associazioni il modo migliore per risolvere i problemi. (Alessandro Cario – L’ Eco d’Italia/ Inform)

 


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