STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Intervista de L’Eco d’Italia al console
italiano a Moron, Massimiliano Gori
Attenzione al fattore umano e lavoro
di squadra le linee guida dell’attività del console messe in luce nell’intervista
curata da Alessandro Cario
BUENOS AIRES – Uno dei richiami più
frequenti di collettività italiana residente all’estero e stampa nei confronti
del ministero degli Affari esteri, qualunque sia il governo in carica, è la
mancanza di un’analisi della realtà sociale e politica e delle caratteristiche
del’associazionismo locale precedente all’assegnazione dei consoli. Una mancanza
che affida al caso l’arrivo di una persona capace di cogliere le caratteristiche
di una collettività italiana particolare come quella residente in Argentina.
Un anno e mezzo fa, la fortuna è stata
al nostro fianco, con l’arrivo di Massimo Gori, console
d’Italia a Moron, il quale ha dimostrato di essere
una persona capace e idonea a guidare correttamente una circoscrizione consolare
che comprende oltre 50.000 connazionali residenti.
Massimiliano Gori ci accoglie nel suo ufficio, comodo, ordinato, ampio. Come
sempre, con il sorriso e un’attenzione straordinaria, dice: “non voglio un’intervista,
ma una semplice chiaccherata”, affermando la sua personale convinzione che sia
“il fattore umano, in ogni tipo di relazioni, ad essere il più importante”.
“Quando mi hanno proposto lavorare con la collettività italiana in Argentina
non ho dubitato nemmeno un attimo. Le comunità italiane in Sudamerica – sottolinea
il console - hanno delle caratteristiche particolari che hanno arrichito considerevolmente
la mia esperienza”.
“Uno dei problemi più grandi che ho riscontrato al mio arrivo è stato che
il connazionale arrivava al Consolato senza la documentazione corretta per
poter uscire con la pratica svolta, e così si originavano alcuni problemi soltanto
per la mancanza d’informazione - spiega Gori, illustrando la soluzione trovata.
“Abbiamo riunito il Comites, i patronati e le associazioni – afferma, - per
fare in modo che il connazionale disponesse di una corretta informazione prima
di recarsi al Consolato e lavorando insieme la situazione è migliorata moltissimo”.
Oltre al credere nel lavoro di squadra, Gori ha dimostrato una spiccata sensibilità
nei confronti degli italiani residenti in loco. “Per me il fattore umano è imprescindibile
– dice, soffermandosi su un tema delicato come l’assistenza sociale. “In questi
casi dobbiamo essere molto attenti perché se molti vengono a chiedere aiuto,
altri non lo fanno per vergogna ed è soprattutto questi ultimi che dobbiamo
saper raggiungere”. “Vi sono soglie differenziate di stato di necessità, ed
ogni volta che abbiamo dovuto aiutare qualcuno i soldi non sono mancati – ha
precisato Gori, spiegando come i tagli ancora non abbiano inciso in modo determinante
sul Consolato.
Altro servizio che è migliorato è il rilascio dei passaporti. “Le questure
stanno lavorando senza problemi e in due o tre settimane inviano ai consolati
la risposta. Noi abbiamo inoltre creato un sistema di appuntamenti programmati
via telefono con i connazionali – spiega il console italiano.
Ad ogni problematica, Massimiliano Gori ha trovato una soluzione coerente
che può essere d’esempio alla comunità perchè indica nel lavoro di squadra tra
consolato, Comites, patronati e associazioni il modo migliore per risolvere
i problemi. (Alessandro Cario – L’ Eco d’Italia/ Inform)