PIANETA AMERICA
Ro Pucci: “Un silenzio che
urla”
Quasi ignorata in America la protesta degli arrabbiati
HOUSTON, Texas – Le previsioni secondo le quali nessun paese sia esente dall'insorgere della protesta popolare quando poteri economici forti e minoritari cercano d'imporre le proprie leggi alla massa della gente hanno avuto una loro conferma ieri in alcune città d'America con le dimostrazioni degli arrabbiati.
S'è trattato di un replay di quanto già visto recentemente in maniera più violenta in Inghilterra e di quanto s'era verificato in Spagna dove questo tipo di movimento ha avuto origine.
Scritte come
quelle lette sui cartelli dei dimostranti di New York “ L'ingordigia ha ammazzato
il sogno americano” diretta agli speculatori ed a Wall
Street non necessitano di commenti e le di
Quando una notizia non arriva alla televisione o alla carta stampata non esiste quindi, ignorare qualcosa di scomodo volutamente ottiene lo scopo di limitare o d'annullare la rilevanza di un evento reale potenzialmente sgradito e dannoso per chi paternalisticamente e poco democraticamente s'arroga il diritto di decidere su cosa si debba presentare o meno all'attenzione popolare. Ormai gli Americani più colti e meno ingenui si sono accorti di come le regole del loro paese vengano scritte e riscritte ad uso e consumo di chi detiene la ricchezza ed il potere. Sono sempre gli stessi che eleggono la classe politica che poi tengono in pugno e manovrano a loro piacimento, che eleggono i presidenti, che fanno pagare il prezzo delle crisi economiche alla gente della strada. E' un paese nel quale da una parte si predica la priorità del privato sullo stato ma poi s'adoperano le tasse dei contribuenti per trarre in salvo corporazioni fallite e che continuano a retribuire con milioni di dollari i loro dirigenti ed i loro amministratori, nonostante abbiano fornito ampia prova d'incompetenza e d'incapacità. Sembra che la regola imposta dall'establishment sia diventata ormai quella di mentire e di mettere nel sacco, una volta dopo l'altra, l'uomo della strada il quale deve solo pagare, rassegnarsi e subire.
Scandali di portata astronomica come quello epocale della Enron, vengono metabolizzati alla svelta e finiscono solo per essere confinati in qualche documentario televisivo che ne accentua la lontananza nel tempo. Si suggerisce così l'idea che si tratta di qualcosa di vecchio e di superato che non vale neppure la pena di ricordare, come se fosse un incidente eccezionale ed irripetibile, mentre invece il carico di tragedie che questo s'è lasciato alle spalle è stato enorme e senza precedenti.
Il grido di protesta che s'alza ora nelle città americane è diretto proprio contro questo sistema che fa pagare sempre gli stessi a discapito dei rapinatori che hanno creato l'ingranaggio del global market e cercano di nascondere manovre antipopolari e liberticide dietro una crisi dello stesso mercato determinata da loro stessi. Dopo questi ultimi fatti sembra, però, che il loro gioco scorretto sia stato scoperto e che venga denunciato proprio a livello globale anche con l'aiuto di un nuovo mezzo di comunicazione che sarà difficile censurare e controllare com'è appunto il mondo del popolo dei blog e di internet.
La primavera mediorientale può essere anche quella della vera democrazia dell'occidente e questa adesso è rappresentata dall'urlo di una donna di New York che ha dovuto rinunciare alla propria casa ed al proprio lavoro per sacrificarli sull'altare di un nuovo ordine mondiale diretto a rendere definitiva la sottomissione di chi lavora.
Si sta facendo passare ovunque in America come in Italia l'idea che bisogna rinunciare a poter pervenire nel corso della propria vita ad una situazione di sicurezza per sé e per i propri figli. Il lavoratore diventa così un oggetto nelle mani di chi gli da un impiego e finisce per vivere nel ricatto di una soggezione continua che incute paura. E' l'affermarsi di un tipo nuovo di schiavitù giustificato dalla necessità di combattere la concorrenza di paesi sovrappopolati dove ci si contenta di lavorare al minimo del salario. In questo modo, popoli che si definiscono democratici si ritengono autorizzati a praticare gli stessi metodi di regimi che avevano etichettati come totalitari. E' evidente ed incontrovertibile che chi adopera gli stessi metodi dei regimi che si criticano e si considerano antitetici, alla fine, non è molto diverso da questi.
Gli Spagnoli, gli Inglesi ed ora gli Americani, però, non sono disposti ad essere trattati con il totale disprezzo dei propri diritti. Se gli arrabbiati di New York, Boston a Washington si sono mossi ed hanno dato inizio alle loro proteste lo hanno fatto perché sono convinti che si può cambiare e che è possibile tornare indietro. I dimostranti che ora sono accampati sotto le tende e che affermano che non sono disposti a mollare credono che l'ingranaggio che li schiaccia sotto il suo peso può essere smontato e rimosso. La loro determinazione è la dimostrazione più evidente che si può ancora ritornare alla vera democrazia che si realizza soltanto quando tutti i cittadini sono veramente uguali davanti alla legge ed hanno la pari dignità che è data dalla possibilità di vivere con decoro la propria vita.
In una società resa volutamente ed artificiosamente povera la vera libertà appartiene invece solo a chi detiene i mezzi per potere permettersi il necessario e la sicurezza sociale indispensabile che ora, dopo secoli di conquiste, si cerca d'eliminare riportando indietro le lancette della civiltà umana e della storia. (Ro Pucci-Italian American Magazine/Inform) http://italianamericanmagazine.com/