INFORM - N. 182 - 3 ottobre 2011


PARTITI

Gianni Farina (Pd) in un’intervista pubblicata dal periodico svizzero “Realtà Nuova”

“Superare la crisi della politica con più politica, quella vera”

L’esponente democratico interviene sugli scenari politici europei ed italiani, sulla tenuta del governo e sul futuro della rappresentanza parlamentare eletta dai connazionali all’estero

 

ZURIGO - Gianni Farina, deputato eletto per il Pd nella ripartizione Europa, interviene in un’intervista pubblicata dal periodico democratico svizzero “Realtà Nuova” sull’avanzare del sentimento di disaffezione dei cittadini alla politica, sui nuovi scenari europei ed italiani, sulla tenuta del governo nazionale e sulle prospettive relative alla rappresentanza parlamentare eletta dai connazionali residenti all’estero.

Per Farina pesa sul coinvolgimento dei cittadini alle politica l’insuccesso nella gestione del presente. “La globalizzazione planetaria ha posto tutti, governanti e governati, nazioni e popoli, di fronte a nuove sfide. Manca la capacità di affrontarle – afferma l’esponente democratico. - Nuovi modelli di sviluppo, difesa dell’ambiente e ricerca di una nuova qualità della vita, sviluppo universale della democrazia, rapporti tra popoli dalle molteplici tradizioni religiose, sociali e umane. Il tutto ci dice che vi è bisogno di più politica: una politica che agisca per allargare i campi del sapere; di politici ricchi di visioni innovative, che sappiano affrontare i problemi elevando lo sguardo oltre i confini delle rispettive origini nazionali. Alla politica non vi è alternativa se non la deriva separatista e autoritaria del tutto contro tutti”.

Una crescente disaffezione viene segnalata anche in Svizzera, dove il 23 ottobre i cittadini saranno chiamati alle urne per il rinnovo del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati. Farina prospetta una partecipazione al voto di circa il 50% degli aventi diritto. “Si mobilitano i gruppi di interesse legati ai poteri forti per quanto riguarda i partiti cosiddetti borghesi della destra economica e affaristica, i sindacati  e le organizzazioni sociali in appoggio alle forze della sinistra generalmente rappresentate dai partiti di ispirazione socialista  democratica. Poco o nulla cambierà – sostiene l’esponente democratico, anche se, aggiunge “i democratici italiani in Svizzera cercano di accendere qualche fiammella partecipativa presso l’estesa comunità di origine italiana e i tanti doppi cittadini sui quali fondiamo le nostre speranze di un futuro protagonismo in ogni campo: economico, sociale, culturale e politico”. “Ci muoviamo in un campo minato e il rischio sta nel perpetuarsi di una parodia democratica che nulla cambia. A livello cantonale e comunale è pur scoccata qualche scintilla. A noi, - afferma Farina - la responsabilità di trasformarle in nuove passioni partecipative e democratiche”.

Per quanto riguarda Spagna, Francia e Germania, il parlamentare eletto nella ripartizione Europa parla di ascesa dei partiti socialisti e socialdemocratici. “La destra – dice, - chiusa nei suoi egoismi nazionali, appare impotente di fronte ad una stagnazione economica generale alla quale si accompagna una drammatica crisi finanziaria. La sinistra e il campo riformista vinceranno se sapranno lanciare il messaggio di una nuova Europa. Un’Unione europea che sappia parlare, all’interno e al mondo, ad una sola voce: nel campo politico, sociale, a difesa della pace e della democrazia”.

A proposito invece delle ipotesi di riforma costituzionale italiana e del recente dibattito sui costi della politica, Farina si dice contrario al dimezzamento del numero dei deputati. “Dimezzare la Camera dei deputati vorrebbe dire, a mio parere, andare verso un’assemblea di censo, articolata in estese circoscrizioni elettorali, praterie per ricchi politicanti lontani dalle attese e dagli interessi popolari – sostiene l’esponente democratico, che non esclude tuttavia una parziale riduzione del numero degli eletti, tale da garantire alla Camera una “consistenza simile ai grandi paesi europei occidentali come Francia, Germania e Gran Bretagna”. Anche guardando ad un Senato delle Regioni, Farina parla di un discussione del “sistema elettivo, partendo dalla pari dignità delle autonomie regionali, come è previsto, per fare un esempio significativo, dal Senato federale tedesco, di soli 69 componenti”. “I costi si devono e possono ridurre, - precisa Farina - togliendo privilegi in ogni campo: nel pubblico e nel privato. Colpendo l’intreccio tra politica e affari, cancro che ammorba la vita della Repubblica. Nella politica come nell’imprenditoria. Al vertice in Parlamento, come a livello regionale, provinciale e comunale”.

Alla domanda sulla possibilità che la rappresentanza parlamentare eletta dalla circoscrizione Estero possa saltare, l’esponente democratico non esclude una possibile, anche “se non auspicabile”, “limitata correzione nel numero, al seguito di una riforma parlamentare”. “La Francia, con meno della metà di suoi cittadini nel mondo, si appresta ad eleggere undici rappresentanti all’assemblea nazionale, oltre ai dodici senatori già presenti. Altri paesi, pure – segnala Farina. - Altro è discutere del loro ruolo, e di una pur breve esperienza che presenta diversi aspetti negativi. Su ciò si riflette e si rifletterà per cercare assieme, anche per quanto riguarda la legge istitutiva del voto all’estero, i necessari correttivi”.

Nonostante la gravità della crisi economica, e “l’assenza di una guida di governo di alto profilo politico e morale a cui si accompagna l’enorme debito pubblico nazionale, l’Italia è tuttora ricca di straordinarie potenzialità: nel campo dell’imprenditoria, a livello inventivo e umano – afferma Farina, dell’avviso che “l’Italia non affonderà se saprà, come penso, rimettere in campo le sue energie migliori”.

Un risveglio a cui può contribuire anche un rinnovamento del Pd “liberato dai dubbi e dai sospetti. Unito e ricco delle sue e tante tradizioni riformiste e democratiche. Un partito di uomini e donne che si rispettano, coscienti della loro funzione democratica e nazionale. Il partito – conclude Farina - delineato dalla bellissima definizione di Pier Luigi Bersani: “Il partito di patrioti, autonomisti e riformatori” per il bene e l’avvenire dell’Italia”. (Inform)

 


Vai a: