PARTITI
E’ uscito il
n. 9 di PD/Cittadini nel mondo, notiziario del Partito Democratico per gli italiani
all’estero
L’editoriale
- Italiani all’estero: il governo italiano affossa ogni tentativo di dialogo
ROMA -
Riprendono, dopo la pausa di agosto, le pubblicazioni del nostro notiziario, che
già si presenta ricco di notizie ed eventi. A settembre, infatti, si è tenuta
la bella e partecipata Festa de l'Unità europea in Lussemburgo e abbiamo organizzato
due importanti tavole rotonde in Italia.
La prima,
alla Festa nazionale dell’informazione del PD, che si è tenuta a Firenze e nella
quale si è discusso dello stato attuale del settore internazionale della Rai e
della necessità di un suo riordino e rilancio, a cominciare da Rai International.
Oltre ai vari relatori hanno avuto modo di discutere di Rai International anche
i direttori di alcune testate specializzate, Ferretti, Porpiglia e Filosa, presenti
a Firenze per seguire i nostri lavori.
La seconda,
come ogni anno da più di dieci anni, tenutasi l’ultimo giorno della Festa nazionale
del PD, quest’anno a Pesaro, nella quale si è parlato di riforma elettorale, voto
e politiche degli italiani all’estero.
Le due
iniziative, alle quale hanno partecipato anche interlocutori indipendenti e parlamentari
del PDL e di cui si trovano notizie nelle pagine interne, confermano come il Partito
Democratico sia l’unico partito in grado di ragionare con serietà e impegno sulle
diverse questioni che riguardano gli italiani nel mondo, proporre discussioni
e riflessioni, sensibilizzare l’opinione pubblica e il mondo politico italiano,
avanzare proposte serie e credibili.
Siamo
in grado di farlo perché abbiamo un partito radicato sul territorio, fatto di
migliaia di militanti e centinaia di dirigenti locali; perché questi militanti
e dirigenti locali lavorano quotidianamente con gli italiani nel mondo. E molti
di questi militanti e dirigenti erano presenti a Pesaro, dove hanno potuto intervenire
alla tavola rotonda e dove hanno avuto la possibilità di fare anche una riunione
sul PD Europa.
Ma nonostante
gli sforzi del nostro partito per discutere insieme all’attuale maggioranza, per
trovare soluzioni comuni o lanciare proposte politiche, continuiamo a scontrarci
con la difficoltà di avere nella maggioranza una interlocuzione credibile. Salvo
la buona volontà, infatti, di alcuni interlocutori, dobbiamo registrare che nel
PDL non vi è alcuna considerazione per i temi affrontati.
È passato
infatti solo qualche giorno dalla tavola rotonda di Pesaro e abbiamo riletto sulle
agenzie che
Ma di
tutto ciò il Governo non parla e, se ne parliamo noi, non ci ascolta.
D’altronde
in un contesto in cui il Governo azzera i capitoli di spesa verso gli italiani
all’estero, chiude o declassa molti consolati, vorrebbe abolire anche
Sarebbe
opportuno, dunque, che prima di tutto il Parlamento mettesse in sicurezza il sistema
ordinario di voto all’estero, per poi fare chiarezza su quale ruolo hanno gli
italiani nel mondo nel nuovo assetto che si vorrebbe dare allo Stato italiano
e alle sue Camere e che decidesse come e quanto investire nel rapporto con i nostri
connazionali all’estero e nella proiezione del sistema italiani nel mondo, oltre
che nel mettere fine a discriminazioni come quella appena citata sulla cittadinanza.
Infine, sarebbe ora che il Responsabile per gli italiani nel mondo del PDL e Consigliere
del Presidente Berlusconi dicesse se i famosi 10 milioni di euro annunciati a
dicembre 2010 facevano parte degli “impegni politici – mai rinnegati – nei confronti
di tutti gli Italiani all’estero” dal Governo, oppure se non costituiscono alcun
impegno politico verso gli elettori e quindi ci dobbiamo rinunciare. (PD Cittadini
nel mondo n. 9, 30 settembre 2011)
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