ITALIANI ALL’ESTERO
Nardi (Cgie- Uim) su rappresentanza, riduzione dei finanziamenti
pubblici e soppressione della circoscrizione Estero
“A causa della maggioranza di governo vi è il rischio
che crollino velocemente gli organismi elettivi conquistati con fatica dai nostri
connazionali nel mondo”
ZURIGO – Dino
Nardi, consigliere del Cgie e coordinatore della Uim Europa interviene su varie
tematiche di stretto interesse per gli italiani nel mondo. “A proposito di italiani
all’estero – scrive Nardi sulla questione della filiera della rappresentanza
- è opportuno ricordare, in particolare ai più giovani, che i nostri emigrati
e le loro associazioni fin dalla seconda metà dell’Ottocento hanno dovuto lottare
per un secolo prima di ottenere dallo Stato italiano l’attuale filiera di rappresentanza.
Infatti solo grazie al DPR 18 del 1968 vennero costituiti i primi Comitati Consolari
di Coordinamento (Co.Co.Co.), peraltro di nomina consolare, poi sostituiti dai
Comitati degli Emigrati Italiani (Co.Em.It) ed infine dagli attuali Comitati
degli Italiani all’Estero (Com.It.Es.) democraticamente eletti dagli iscritti
all’AIRE. Nel 1989 venne poi istituito il Consiglio Generale degli Italiani
all’Estero (Cgie) eletto da una assemblea di grandi elettori (Comites ed associazioni).
Tuttavia, nonostante queste conquiste, gli emigrati italiani avevano, da sempre,
come principale obiettivo il voto all’estero ed una loro rappresentanza diretta
nel Parlamento italiano. Pertanto, - prosegue Nardi - non solo l’associazionismo,
ma anche gli stessi Comites e soprattutto il Cgie hanno continuato a perseguire
con tenacia quell’obiettivo fino a raggiungerlo nel 2001 con la legge nr. 459
ottenendo di avere nel Parlamento italiano sei senatori e dodici deputati. Oggi
si può così affermare che la filiera della rappresentanza istituzionale degli
italiani all’estero è completata: i Comites a livello locale di circoscrizione
consolare, l’InterComites a livello di singoli Stati, il Cgie a livello mondiale
e
“Nel frattempo
– prosegue Nardi - l’attuale maggioranza parlamentare di centrodestra sta cercando
di far approvare una nuova legge sui Comites e Cgie a dispetto della contrarietà
degli stessi Comites e Cgie e di gran parte degli eletti all’estero. Peraltro,
poiché al peggio (come al meglio) non c’è limite, ecco che un collega dell’onorevole
Razzi, il ministro leghista Roberto Calderoli, uno dei più autorevoli membri
del governo Berlusconi, nel pieno della bufera estiva anti Casta, per dare un
segnale al popolo italiano che anche
Nardi conclude la sua riflessione sottolineando amaramente come, dopo un secolo di lotte portate avanti dagli italiani all’estero per la conquista di una serie di organismi elettivi di rappresentanza democratica, si rischi oggi, a causa dell’attuale maggioranza di governo, di far crollare velocemente quanto costruito con fatica dai nostri connazionali nel passato. (Inform)