INFORM - N. 181 - 30 settembre 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Nardi (Cgie- Uim) su rappresentanza, riduzione dei finanziamenti pubblici e soppressione della circoscrizione Estero

“A causa della maggioranza di governo vi è il rischio che crollino velocemente gli organismi elettivi conquistati con fatica dai nostri connazionali nel mondo”

 

ZURIGO – Dino Nardi, consigliere del Cgie e coordinatore della Uim Europa interviene su varie tematiche di stretto interesse per gli italiani nel mondo. “A proposito di italiani all’estero – scrive Nardi sulla questione della filiera della rappresentanza - è opportuno ricordare, in particolare ai più giovani, che i nostri emigrati e le loro associazioni fin dalla seconda metà dell’Ottocento hanno dovuto lottare per un secolo prima di ottenere dallo Stato italiano l’attuale filiera di rappresentanza. Infatti solo grazie al DPR 18 del 1968 vennero costituiti i primi Comitati Consolari di Coordinamento (Co.Co.Co.), peraltro di nomina consolare, poi sostituiti dai Comitati degli Emigrati Italiani (Co.Em.It) ed infine dagli attuali Comitati degli Italiani all’Estero (Com.It.Es.) democraticamente eletti dagli iscritti all’AIRE. Nel 1989 venne poi istituito il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (Cgie) eletto da una assemblea di grandi elettori (Comites ed associazioni). Tuttavia, nonostante queste conquiste, gli emigrati italiani avevano, da sempre, come principale obiettivo il voto all’estero ed una loro rappresentanza diretta nel Parlamento italiano. Pertanto, - prosegue Nardi - non solo l’associazionismo, ma anche gli stessi Comites e soprattutto il Cgie hanno continuato a perseguire con tenacia quell’obiettivo fino a raggiungerlo nel 2001 con la legge nr. 459 ottenendo di avere nel Parlamento italiano sei senatori e dodici deputati. Oggi si può così affermare che la filiera della rappresentanza istituzionale degli italiani all’estero è completata: i Comites a livello locale di circoscrizione consolare, l’InterComites a livello di singoli Stati, il Cgie a livello mondiale e la Circoscrizione Estero con i 18 eletti nel Parlamento nazionale. Senza dimenticare i vari organismi (Consulte, Consigli, Comitati, ecc.), di rappresentanza a livello regionale, costituitisi con l’avvento delle Regioni dal 1970 in poi”. Dopo aver elencato le conquiste ottenute dai nostri connazionali nel mondo Nardi ricorda però come nel 2006 uno dei deputati eletto nella circoscrizione Estero, Antonio Razzi, chiese l’abolizione del Cgie.  Un attacco al Consiglio Generale, che secondo Nardi “ è stranamente coinciso  con una riduzione, anno dopo anno, del finanziamento dello Stato italiano alle politiche rivolte agli italiani all’estero: meno soldi per i Comites, meno soldi per il Cgie, meno soldi per la difesa e la promozione della lingua italiana, meno soldi per l’assistenza agli indigenti e meno uffici consolari e quindi meno servizi per gli italiani all’estero. E chissà – si chiede Nardi - cosa accadrà ancora dopo la recente manovra finanziaria approvata dal Parlamento italiano visto e considerato che, tra l’altro, contiene ulteriori tagli per miliardi di euro anche ai vari ministeri e, se tanto mi dà tanto, quello in quota parte di cui dovrà farsi carico il Mae lo pagheranno sicuramente ancora una volta soprattutto le politiche per gli italiani all’estero! Scommettiamo?”

“Nel frattempo – prosegue Nardi - l’attuale maggioranza parlamentare di centrodestra sta cercando di far approvare una nuova legge sui Comites e Cgie a dispetto della contrarietà degli stessi Comites e Cgie e di gran parte degli eletti all’estero. Peraltro, poiché al peggio (come al meglio) non c’è limite, ecco che un collega dell’onorevole Razzi, il ministro leghista Roberto Calderoli, uno dei più autorevoli membri del governo Berlusconi, nel pieno della bufera estiva anti Casta, per dare un segnale al popolo italiano che anche la Casta intende contribuire al risanamento del Paese cosa si va ad inventare? L’abolizione del voto all’estero! Una proposta, quella del ministro Calderoli, che, peraltro, non sembra abbia suscitato grandi sollevazioni popolari tra le comunità italiane nel mondo, né tra i loro vari rappresentanti più o meno istituzionali bensì unicamente da parte dei soliti noti, tra cui il sottoscritto. Al contrario – aggiunge Nardi - la proposta di abolire la Circoscrizione Estero ha avuto invece qualche consenso, anche autorevole, con in primis quello dello stesso Sottosegretario agli Esteri con delega agli emigrati (sic!), senatore Alfredo Mantica. D’altra parte, di fronte all’oggettiva impotenza degli eletti all’estero che si trovano all’opposizione dell’attuale governo ed all’incapacità di quelli, sempre eletti all’estero, che sostengono il governo di rappresentare e difendere gli interessi degli emigrati, non è che gli italiani all’estero siano ancora molto convinti dell’utilità di avere dei propri eletti nel Parlamento italiano. Anzi, tutt’altro!”.

Nardi conclude la sua riflessione sottolineando amaramente come, dopo un secolo di lotte portate avanti dagli italiani all’estero per la conquista di una serie di organismi elettivi di rappresentanza democratica, si rischi oggi, a causa dell’attuale maggioranza di governo, di far crollare velocemente quanto costruito con fatica dai nostri connazionali nel passato. (Inform)

 


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