INFORM - N. 180 - 29 settembre 2011


SENATO DELLA REPUBBLICA

Interrogazione Pd ai ministri Sacconi, Frattini e Tremonti

Micheloni e Pegorer: Migliorare il trattamento pensionistico degli italiani che hanno lavorato in Svizzera

“Rivalutare contributi versati all’assicurazione vecchiaia svizzera e trasferiti all’Inps”

 

ROMA - “Chiediamo al Governo cosa intenda fare al fine di garantire un adeguato miglioramento  del trattamento pensionistico dei cittadini italiani che hanno  svolto la propria attività lavorativa nella Confederazione  Svizzera e se non ritenga opportuno, nell`ambito della negoziazione degli accordi Italo - Svizzeri in materia di  cooperazione nel campo fiscale, chiedere la rivalutazione  monetaria dei contributi dei cittadini italiani versati all`assicurazione vecchiaia e superstiti svizzera e trasferiti all'INPS, risorse che serviranno a migliorare le loro condizioni di vita”.

E’ quanto si legge nell’interrogazione rivolta dai senatori Pd Claudio Micheloni (eletto nella circoscrizione Europa) e Carlo Pegorer al ministro del Lavoro e Politiche sociali Maurizio Sacconi, al ministro degli Affari Esteri Franco Frattini e al ministro dell’Economia e Finanze Giulio Tremonti.

Micheloni e Pegorer nell’interrogazione ricordano che “i nostri connazionali avevano la facoltà di chiedere il trasferimento alle assicurazioni sociali del nostro Paese dei contributi versati da loro stessi e dai loro datori di lavoro in Svizzera qualora non avessero beneficiato di alcuna prestazione dell`assicurazione  vecchiaia, superstiti e invalidità svizzera” e che “i nostri  connazionali che avevano svolto la propria attività lavorativa nella Confederazione elvetica, maturato il pensionamento avrebbero avuto diritto previo trasferimento all'INPS alla contribuzione svizzera secondo leggi italiane”.

I due senatori Pd parlamentari sottolineano che “alcuni servizi della televisione locale hanno posto in evidenza  l`esiguità delle pensioni  corrisposte dall'INPS ai lavoratori italiani rispetto alle

retribuzioni percepite durante la loro vita lavorativa nel paese d'oltralpe, di entità tale da non garantire un adeguato rapporto di sostituzione tra retribuzione e reddito e  la possibilità per  tali soggetti di condurre una vita libera dal bisogno. E' stato  però omesso – rilevano - che la Confederazione Svizzera nel corso degli anni aveva trasferito all'INPS solo il valore nominale dei contributi senza provvedere ad alcuna rivalutazione (tutte quelle a carico dell'Inps) e, soprattutto, sul fatto che i soggetti interessati  ricorrendo al trasferimento dei contributi hanno ottenuto la  possibilità di accedere al pensionamento secondo la legge  italiana, con un anticipo in taluni casi anche di 15 anni  rispetto a quanto previsto dalla legislazione elvetica”. (Inform)

 

 


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