SENATO DELLA
REPUBBLICA
Interrogazione Pd ai ministri Sacconi, Frattini e Tremonti
Micheloni e Pegorer:
Migliorare il trattamento pensionistico degli italiani che hanno lavorato in
Svizzera
“Rivalutare contributi versati all’assicurazione vecchiaia
svizzera e trasferiti all’Inps”
ROMA - “Chiediamo al Governo cosa intenda fare al fine
di garantire un adeguato miglioramento del trattamento pensionistico dei
cittadini italiani che hanno svolto la propria attività lavorativa nella
Confederazione Svizzera e se non ritenga opportuno, nell`ambito della
negoziazione degli accordi Italo - Svizzeri in materia di cooperazione
nel campo fiscale, chiedere la rivalutazione monetaria dei contributi
dei cittadini italiani versati all`assicurazione vecchiaia e superstiti svizzera
e trasferiti all'INPS, risorse che serviranno a migliorare le loro condizioni
di vita”.
E’ quanto si legge nell’interrogazione rivolta dai senatori
Pd Claudio Micheloni (eletto nella circoscrizione
Europa) e Carlo Pegorer al ministro del Lavoro e Politiche
sociali Maurizio Sacconi, al ministro degli Affari Esteri Franco Frattini e
al ministro dell’Economia e Finanze Giulio Tremonti.
Micheloni e Pegorer
nell’interrogazione ricordano che “i nostri connazionali avevano la facoltà
di chiedere il trasferimento alle assicurazioni sociali del nostro Paese dei
contributi versati da loro stessi e dai loro datori di lavoro in Svizzera qualora
non avessero beneficiato di alcuna prestazione dell`assicurazione vecchiaia,
superstiti e invalidità svizzera” e che “i nostri connazionali che avevano
svolto la propria attività lavorativa nella Confederazione elvetica, maturato
il pensionamento avrebbero avuto diritto previo trasferimento all'INPS alla
contribuzione svizzera secondo leggi italiane”.
I due senatori Pd parlamentari sottolineano che “alcuni
servizi della televisione locale hanno posto in evidenza l`esiguità delle
pensioni corrisposte dall'INPS ai lavoratori italiani rispetto alle
retribuzioni percepite durante la loro vita lavorativa
nel paese d'oltralpe, di entità tale da non garantire un adeguato rapporto di
sostituzione tra retribuzione e reddito e la possibilità per tali
soggetti di condurre una vita libera dal bisogno. E' stato però omesso
– rilevano - che la Confederazione Svizzera nel corso degli anni aveva trasferito
all'INPS solo il valore nominale dei contributi senza provvedere ad alcuna rivalutazione
(tutte quelle a carico dell'Inps) e, soprattutto, sul fatto che i soggetti interessati
ricorrendo al trasferimento dei contributi hanno ottenuto la possibilità
di accedere al pensionamento secondo la legge italiana, con un anticipo
in taluni casi anche di 15 anni rispetto a quanto previsto dalla legislazione
elvetica”. (