IMPRESE ITALIANE
ALL’ESTERO
Alla Farnesina il Rapporto Ance sulla presenza delle
imprese di costruzione italiane nel mondo
Il mercato estero rappresenta da due anni più della metà
del fatturato delle imprese e continua ad aumentare a tassi più alti rispetto
a quello prodotto in Italia. Anche il Mae, con la
nuova Direzione generale per la Promozione del Sistema Paese, sostiene l’internazionalizzazione
ROMA – Le imprese di costruzione italiane continuano
ad operare con successo sul mercato estero, che si conferma tanto più importante
per il settore quanto più la domanda interna è stagnante a causa delle gravi
ripercussioni della crisi economica e finanziaria. E’ quanto emerge nel Rapporto
curato dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) per il 2011, presentato
stamattina alla Sala Conferenze internazionali della Farnesina a Roma. Presenti
all’evento esponenti dell’Ance, del Mae e del governo,
ma anche gli ambasciatori dei Paesi esteri in Italia.
Secondo i dati del rapporto, le attività svolte all’estero
contribuiscono al 54% del fatturato globale prodotto (quantificato complessivamente
in oltre 7,4 miliardi di euro), dato in continua crescita dal 2004 (anno in
cui il fatturato all’estero contribuiva al 30% del totale, circa 3 miliardi
di euro), anche se a ritmi meno sostenuti nell’ultimo anno.
“Oggi presentiamo la quarta edizione di un Rapporto i
cui risultati sono anche parte della collaborazione tra Ance e ministero degli
Affari esteri, che è attualmente impegnato nel sostegno all’internazionalizzazione
delle imprese, specie nei Paesi che trainano la crescita economica – ha affermato
Maurizio Melani, direttore generale per la Promozione
del Sistema Paese del Mae, segnalando come la presenza
delle nostre imprese abbia importanti ricadute in loco. “Il know-how
e la tecnologia sviluppata in Italia possono contribuire allo sviluppo di Paesi
emergenti – ha detto Melani, - ma la presenza internazionale
può consentire di sviluppare una competitività utile anche in Italia”. Il direttore
si di
Il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti,
in controtendenza rispetto ad alcune proteste sollevate ieri da una parte dell’Assemblea
associativa nei confronti dell’intervento del ministro delle Infrastrutture,
Altero Matteoli, sottolinea come il governo abbia fornito appoggio e assistenza
alle imprese italiane orientate ai mercati esteri. “Moltissime sono state negli
ultimi anni le missioni imprenditoriali, mentre prima le aziende si trovavano
a volte da sole – precisa Buzzetti, segnalando anche
un accordo sottoscritto con il ministero dello Sviluppo economico e l’Ice
– istituto oggi assorbito dal Mae – per favorire il sostegno all’internazionalizzazione
delle piccole e medie imprese. Pmi che soffrono di
più il rallentamento della dinamica del fatturato all’estero, secondo i dati
del Rapporto, ma che spesso affiancano grandi aziende impegnate in commesse
e concessioni, traendo quindi beneficio dall’affidamento di queste ultime ad
imprese di più grandi dimensioni (in particolare, 5 sono le nuove concessioni
acquisite nel 2010 per un corrispettivo di circa 7 miliardi di euro, mentre
a fine 2010 erano 17 i contratti di concessione per 25 miliardi di euro). Il
presidente dell’Ance confida nel futuro, in particolare per quanto riguarda
i rapporti con l’area nord-africana: “al di là del difficile momento attuale,
ci auguriamo sviluppi positivi che possano accrescere ulteriormente i rapporti.
Siamo determinati – conclude Buzzetti – a mantenere
ed accrescere questo nostro grande impegno all’estero”.
Il sottosegretario di Stato agli Affari esteri, Vincenzo
Scotti, ha illustrato il sostegno messo in campo dal Mae all’internazionalizzazione delle imprese: “il Mae è fortemente interessato a sostenere l’internazionalizzazione,
specie nei Paesi con economie emergenti in rapido sviluppo, e su questo impegno
è improntata anche la riforma dell’azione della nostra diplomazia. Proprio la
nuova Direzione generale per la Promozione del Sistema Paese è frutto di questa
azione strategica, - ha detto Scotti, - e assicura coerenza e unitarietà a quella
promozione che deve saper coinvolgere non solo l’economia, ma anche il settore
culturale e l’interno patrimonio italiano per risultare efficace e competitiva
in un contesto globale che sta subendo profonde trasformazioni”. Si inserisce
in quest’ottica l’organizzazione di missioni, eventi e conferenze, come la Conferenza
nazionale Italia-America latina in programma i prossimi 5 e 6 ottobre
alla Farnesina, “un incontro – precisa il sottosegretario - che si è trasformato
da foro politico a foro di cooperazione su progetti concreti da mettere in campo”.
A illustrare i dati del Rapporto il vice presidente dell’Ance,
Giandomenico Ghella, che ha segnalato come la crisi
economica possa evidenziare a volte anche delle opportunità: “i Paesi colpiti
hanno risposto in modo molto variegato alle difficoltà – ha detto Ghella, - quanti hanno potuto in termini di risorse hanno
incrementato gli investimenti in infrastrutture e l’aumento di acquisizioni
registrato attesta come le imprese italiane abbiano colto così opportunità di
crescita”. L’importo delle nuove acquisizioni nel 2010 risulta infatti essere
quasi il doppio rispetto al 2006 (le nuove commesse acquisite nel 2010 sono
250 per 18,4 miliardi di euro complessivi). Gli importi più rilevanti riguardano
le ferrovie, gli impianti idroelettrici, strade, ponti, metropolitane, opere
idrauliche, e interessano soprattutto l’America latina, l’Africa sub sahariana
e il Nord Africa (ma le imprese italiane sono presenti in ben 88 Paesi). Il
valore delle concessioni in essere ha superato i 25 miliardi di euro, il 92%
dei quali localizzati in Sud America. Le autostrade rappresentano oltre il 90%
dei contratti di concessione, seguono edilizia non residenziale (complessi ospedalieri),
la generazione elettrica e le reti idriche.
Il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti,
Roberto Castelli, ha concluso l’incontro ricordando come il successo delle imprese
di costruzione italiane all’estero sia dovuto principalmente a tre fattori:
“le grandissime capacità delle nostre imprese, il brand
Italia che continua ad essere molto forte e la forte accelerazione che governo
e Mae hanno dato al supporto dell’internazionalizzazione
delle imprese, con risultati – ha aggiunto – che si cominciano a vedere”.
“Molto importante è anche il supporto dato dalle aziende
italiane in termini di infrastrutture immateriali, ossia il nostro know-how,
un valore aggiunto che genera ricadute positive nei Paesi in cui si opera –
ha affermato Castelli, segnalando inoltre come “l’Italia stessa è un Paese in
cui vi sono grandi possibilità di investimento”. “Le procedure italiane per
la costruzione delle infrastrutture sono complesse – ha concluso il vice ministro
- ma il governo intende varare presto un decreto legge per semplificarle e attrarre
capitali per la costruzione di grandi opere come ferrovie e metropolitane”.
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