INFORM - N. 180 - 29 settembre 2011


IMPRESE ITALIANE ALL’ESTERO

Alla Farnesina il Rapporto Ance sulla presenza delle imprese di costruzione italiane nel mondo

Il mercato estero rappresenta da due anni più della metà del fatturato delle imprese e continua ad aumentare a tassi più alti rispetto a quello prodotto in Italia. Anche il Mae, con la nuova Direzione generale per la Promozione del Sistema Paese, sostiene l’internazionalizzazione

 

ROMA – Le imprese di costruzione italiane continuano ad operare con successo sul mercato estero, che si conferma tanto più importante per il settore quanto più la domanda interna è stagnante a causa delle gravi ripercussioni della crisi economica e finanziaria. E’ quanto emerge nel Rapporto curato dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) per il 2011, presentato stamattina alla Sala Conferenze internazionali della Farnesina a Roma. Presenti all’evento esponenti dell’Ance, del Mae e del governo, ma anche gli ambasciatori dei Paesi esteri in Italia.

Secondo i dati del rapporto, le attività svolte all’estero contribuiscono al 54% del fatturato globale prodotto (quantificato complessivamente in oltre 7,4 miliardi di euro), dato in continua crescita dal 2004 (anno in cui il fatturato all’estero contribuiva al 30% del totale, circa 3 miliardi di euro), anche se a ritmi meno sostenuti nell’ultimo anno.

“Oggi presentiamo la quarta edizione di un Rapporto i cui risultati sono anche parte della collaborazione tra Ance e ministero degli Affari esteri, che è attualmente impegnato nel sostegno all’internazionalizzazione delle imprese, specie nei Paesi che trainano la crescita economica – ha affermato Maurizio Melani, direttore generale per la Promozione del Sistema Paese del Mae, segnalando come la presenza delle nostre imprese abbia importanti ricadute in loco. “Il know-how e la tecnologia sviluppata in Italia possono contribuire allo sviluppo di Paesi emergenti – ha detto Melani, - ma la presenza internazionale può consentire di sviluppare una competitività utile anche in Italia”. Il direttore si dichiara certo del fatto che “se la domanda proveniente dal mercato interno continuerà a diminuire, il fatturato estero non potrà che mantenere questo ruolo di primo piano per le aziende”, e segnala, tra i Paesi ancora poco valorizzati ma ricchi di potenzialità di investimento, in particolare l’area asiatica.  

Il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, in controtendenza rispetto ad alcune proteste sollevate ieri da una parte dell’Assemblea associativa nei confronti dell’intervento del ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, sottolinea come il governo abbia fornito appoggio e assistenza alle imprese italiane orientate ai mercati esteri. “Moltissime sono state negli ultimi anni le missioni imprenditoriali, mentre prima le aziende si trovavano a volte da sole – precisa Buzzetti, segnalando anche un accordo sottoscritto con il ministero dello Sviluppo economico e l’Ice – istituto oggi assorbito dal Mae – per favorire il sostegno all’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese. Pmi che soffrono di più il rallentamento della dinamica del fatturato all’estero, secondo i dati del Rapporto, ma che spesso affiancano grandi aziende impegnate in commesse e concessioni, traendo quindi beneficio dall’affidamento di queste ultime ad imprese di più grandi dimensioni (in particolare, 5 sono le nuove concessioni acquisite nel 2010 per un corrispettivo di circa 7 miliardi di euro, mentre a fine 2010 erano 17 i contratti di concessione per 25 miliardi di euro). Il presidente dell’Ance confida nel futuro, in particolare per quanto riguarda i rapporti con l’area nord-africana: “al di là del difficile momento attuale, ci auguriamo sviluppi positivi che possano accrescere ulteriormente i rapporti. Siamo determinati – conclude Buzzetti – a mantenere ed accrescere questo nostro grande impegno all’estero”.

Il sottosegretario di Stato agli Affari esteri, Vincenzo Scotti, ha illustrato il sostegno messo in campo dal Mae all’internazionalizzazione delle imprese: “il Mae è fortemente interessato a sostenere l’internazionalizzazione, specie nei Paesi con economie emergenti in rapido sviluppo, e su questo impegno è improntata anche la riforma dell’azione della nostra diplomazia. Proprio la nuova Direzione generale per la Promozione del Sistema Paese è frutto di questa azione strategica, - ha detto Scotti, - e assicura coerenza e unitarietà a quella promozione che deve saper coinvolgere non solo l’economia, ma anche il settore culturale e l’interno patrimonio italiano per risultare efficace e competitiva in un contesto globale che sta subendo profonde trasformazioni”. Si inserisce in quest’ottica l’organizzazione di missioni, eventi e conferenze, come la Conferenza nazionale Italia-America latina in programma i prossimi 5 e 6 ottobre alla Farnesina, “un incontro – precisa il sottosegretario - che si è trasformato da foro politico a foro di cooperazione su progetti concreti da mettere in campo”.

A illustrare i dati del Rapporto il vice presidente dell’Ance, Giandomenico Ghella, che ha segnalato come la crisi economica possa evidenziare a volte anche delle opportunità: “i Paesi colpiti hanno risposto in modo molto variegato alle difficoltà – ha detto Ghella, - quanti hanno potuto in termini di risorse hanno incrementato gli investimenti in infrastrutture e l’aumento di acquisizioni registrato attesta come le imprese italiane abbiano colto così opportunità di crescita”. L’importo delle nuove acquisizioni nel 2010 risulta infatti essere quasi il doppio rispetto al 2006 (le nuove commesse acquisite nel 2010 sono 250 per 18,4 miliardi di euro complessivi). Gli importi più rilevanti riguardano le ferrovie, gli impianti idroelettrici, strade, ponti, metropolitane, opere idrauliche, e interessano soprattutto l’America latina, l’Africa sub sahariana e il Nord Africa (ma le imprese italiane sono presenti in ben 88 Paesi). Il valore delle concessioni in essere ha superato i 25 miliardi di euro, il 92% dei quali localizzati in Sud America. Le autostrade rappresentano oltre il 90% dei contratti di concessione, seguono edilizia non residenziale (complessi ospedalieri), la generazione elettrica e le reti idriche.

Il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Roberto Castelli, ha concluso l’incontro ricordando come il successo delle imprese di costruzione italiane all’estero sia dovuto principalmente a tre fattori: “le grandissime capacità delle nostre imprese, il brand Italia che continua ad essere molto forte e la forte accelerazione che governo e Mae hanno dato al supporto dell’internazionalizzazione delle imprese, con risultati – ha aggiunto – che si cominciano a vedere”.

“Molto importante è anche il supporto dato dalle aziende italiane in termini di infrastrutture immateriali, ossia il nostro know-how, un valore aggiunto che genera ricadute positive nei Paesi in cui si opera – ha affermato Castelli, segnalando inoltre come “l’Italia stessa è un Paese in cui vi sono grandi possibilità di investimento”. “Le procedure italiane per la costruzione delle infrastrutture sono complesse – ha concluso il vice ministro - ma il governo intende varare presto un decreto legge per semplificarle e attrarre capitali per la costruzione di grandi opere come ferrovie e metropolitane”. (Viviana Pansa – Inform)

 

 

 


Vai a: