ESTERI
Il sottosegretario Mantica interviene al convegno “Iraq,
ricostruzione di un paese”
“L’Italia sta lavorando per far si che l’Iraq raggiunga
a breve termine la posizione internazionale che merita di grande potenza regionale”
ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica ha preso parte al convegno “Iraq, ricostruzione di un paese”, che ha avuto luogo ieri presso la sede dell’Ambasciata dell’Iraq a Roma. L’incontro è stato organizzato da L’Interprete Internazionale in collaborazione con il ministero degli Affari Esteri, l’ambasciata irachena a Roma, Ansa Med e Radio Radicale.
Nel suo intervento Mantica ha in primo luogo sottolineato la necessità di valutare la grande esperienza dell’Iraq anche in rapporto alle “primavere arabe” in atto in diversi paesi dell’area. Percorsi di libertà, questi ultimi, che, per il sottosegretario, possono essere accompagnati dalle democrazie occidentali, lasciando però alle varie nazioni le decisioni sul come, quando e in che modo porre in essere tutto questo.
“Noi abbiamo un
dialogo politico molto stretto con l’Iraq. – ha ricordato Mantica- Vi è infatti
una Commissione mista italo- irachena che si riunisce spesso, l’ultima riunione
ha avuto luogo nel giugno del 2011.
“La prima operazione che abbiamo affrontato – ha puntualizzato Mantica - è stata quella di ricostruire la capacità della macchina statale irachena. Siamo quindi molto presenti nella formazione dei funzionari dello Stato, delle forze dell’ordine e degli esperti dei beni culturali. Su questo punto rivendico per il nostro paese un ruolo molto importante nel recupero dei musei iracheni, come ad esempio quello di Bagdad, che durante la guerra sono stati colpiti o distrutti. Il nostro paese è inoltre molto attivo nella formazione, anche attraverso corsi che hanno luogo ogni anno in Italia, dei diplomatici e dei magistrati iracheni. Un impegno, quello della ricostruzione del sistema giudiziario, che va portato avanti con molta attenzione visto che ci troviamo di fronte ad una cultura giuridica, una storia e una realtà molto diversa dalla nostra”.
Il sottosegretario
dopo aver ricordato l’ottimo lavoro svolto dai nostri carabinieri per la formazione
della polizia irachena e la professionalità degli italiani che hanno operato
per il recupero dei beni archeologici, si è soffermato sula fitta rete di relazioni
commerciali che intercorrono fra l’Italia e l’Iraq. “In termini di interscambio
commerciale complessivo – ha puntualizzato Mantica - siamo tornati ad essere
il primo partner di Baghdad, mentre l’importazione di idrocarburi dal paese
copre il 12% del nostro fabbisogno nazionale. Oggi siamo presenti in Iraq con
le nostre aziende sia nel settore delle infrastrutture che delle energie e numerose
imprese italiane vincono le commesse del governo iracheno…Possiamo quindi
dire che siamo molto legati alla realtà irachena anche se ci rendiamo conto
che il ruolo dell’Iraq è condizionato, a causa del contesto in cui si trova,
da alcuni fattori come ad esempio la preoccupazione del mondo occidentale
verso l’Iran, il problema dei paesi del Golfo, la questione della pace arabo
– israeliana e la situazione in Siria. Noi crediamo molto – ha proseguito il
sottosegretario - nell’evoluzione dell’Iraq e nel suo inserimento a pieno
titolo nel contesto internazionale. Lo facciamo con grande apertura, lealtà
ed amicizia dal momento il cui cadde il regime si Saddam Hussein. Oggi – ha
concluso Mantica – l’Iraq gioca un importante ruolo e noi al fianco di questo
paese potremo anche sviluppare una grande operazione di stabilità e di pace
nell’area, questo è l’augurio più grande che noi facciamo oggi al popolo iracheno
e al governo dell’Iraq”. (G. M./