INFORM - N. 179 - 28 settembre 2011


PARTITI

A Zurigo la riunione del Coordinamento di Sinistra Ecologia e Libertà in Svizzera

 

Nel documento di sintesi le conclusioni sui temi discussi: situazione politica italiana, voto e rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero, accordo bilaterale in materia fiscale e prossime elezioni in Svizzera

 

 

ZURIGO – Numerosi i temi affrontati nel corso della riunione del Coordinamento di Sinistra Ecologia e Libertà in Svizzera, svoltasi domenica scorsa a Zurigo, le cui conclusioni sono state raccolte in un documento di sintesi.

Ai lavori del Coordinamento ha partecipato anche Grazia Francescato, responsabile del settore “Beni comuni” e membro della presidenza nazionale di Sel.

Sul fronte di politica interna italiana, il documento ribadisce la contrarietà del partito alla manovra economica del governo. “Una manovra miope  - si legge, - che scarica i costi della crisi sulle fasce più deboli della società senza intaccare privilegi e rendite finanziarie e senza affrontare i nodi strutturali dell’economia italiana”. Sel annuncia una mobilitazione nazionale in proposito, prevista per il 1° ottobre a Roma, e formula proposte alternative al provvedimento che includono il taglio delle spese militari, la riformulazione di un nuovo sistema di protezione sociale, il reperimento di risorse per le nuove generazioni e la tutela dei ceti sociali più deboli. No anche all’ipotesi di un governo tecnico: “la via d’uscita – ribadisce il documento - passa per la strada maestra delle elezioni anticipate, con l’obiettivo di un governo vero che restituisca dignità e ruolo alla politica”.

Tra i temi affrontati anche il voto in Svizzera, il cui esito si teme possa essere condizionato da forze di destra che “spingono pericolosamente verso l’isolamento della Svizzera rispetto all’Europa”, alimentando derive xenofobe. L’appello rivolto ai doppi cittadini di origine italiana è quello di “esprimere a livello locale preferenze per quei candidati di partiti di sinistra che più e meglio di altri si fanno carico dei bisogni delle comunità immigrate ed operano per un’estensione sostanziale della cittadinanza”. Un particolare sostegno viene espresso nei confronti delle “candidature dei Secondo, che hanno il merito – riporta il documento - di dare rappresentanza e protagonismo alle generazioni di giovani immigrati nati e cresciuti in questo Paese”.

Sel continuerà a condurre l’iniziativa politica a favore delle nostre comunità all’estero, - si legge a proposito dei connazionali residenti in Svizzera e non solo, - avendo come stella polare le politiche dei diritti e l’estensione della cittadinanza. Diritti e cittadinanza sono il filo che collega in una battaglia comune gli italiani all’estero e i cittadini immigrati in Italia. Troppo poco sinora è stato fatto dalle rappresentanze degli italiani all’estero per ricordare i tanti tratti di sofferenza che accomunano le storie di chi lascia il proprio Paese per andare altrove a trovare lavoro e fortuna – sottolinea il Coordinamento, evidenziando apprezzamento e disponibilità a collaborare con quelle iniziative che promuovono in Italia una riforma delle norme sulla cittadinanza intesa a favorire la naturalizzazione automatica dei figli degli immigrati.

In merito all’ipotesi di accordo bilaterale italo-svizzero in materia fiscale, Sel evidenzia la complessità della materia e chiede ai parlamentari “la più assoluta trasparenza ed un confronto con le varie rappresentanze politiche ed associative degli italiani in Svizzera”, richiamando gli eletti in rappresentanza degli italiani all’estero ad operare per l’interesse nazionale.

Annunciata infine per i prossimi mesi anche una riflessione sul voto all’estero e sulle varie ipotesi di riforma in proposito. “Ci auguriamo di farlo nel contesto di una nuova legge elettorale – conclude il documento, segnalando l’adesione mostrata alla richiesta di un referendum abrogativo dell’attuale legge elettorale in vigore in Italia. L’auspicio è di “riconsiderare criticamente l’attuale esperienza, i risultati carenti che essa ha prodotto e il rapporto che si è instaurato tra le espressioni associative ed elettive della nostra collettività e i parlamentari”. (Inform)

 

 


Vai a: