INFORM - N. 177 - 26 settembre 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Conclusa a Salsomaggiore Terme la riunione della Consulta degli Emiliani romagnoli nel mondo

Il testo del documento approvato all’unanimità

 

SALSOMAGGIORE TERME - Nel secondo giorno di riunione della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, è proseguito in mattinata l’esame dei temi proposti dalla relazione della presidente Silvia Bartolini, tra i quali il contenimento del budget assegnato alla Consulta a fronte della grave crisi economico-finanziaria, e il conseguente ri-orientamento delle risorse a favore delle iniziative destinate ai giovani emiliano-romagnoli nel mondo. E’ stato poi affrontato il tema degli scambi di studenti tra Università estere e Università della regione, con particolare riferimento all’esperienza positiva dell’università del Litoral di Santa Fe in Argentina, che ha siglato un accordo con l’Università di Bologna. Altro argomento affrontato è stato quello della realizzazione dei corsi di lingua italiana all’estero.

La Consulta ha quindi redatto un documento che replica agli attacchi che le sono stati rivolti da alcuni consiglieri regionali. Questo il documento approvato all’unanimità.

“I componenti della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo stigmatizzano le affermazioni di chi cerca di infangare il quotidiano lavoro di volontariato svolto dalle associazioni regionali, legittimamente costituite all’estero, dedite a garantire il legame dell’Emilia–Romagna con le nuove generazioni e mantenere perduranti relazioni con gli esponenti dell’emigrazione tradizionale, anche attraverso gli ottimi strumenti di informazione cartacea, radiofonica ed elettronica predisposti dalla Consulta, e al contempo ad offrire un sostegno alle attività culturali, economiche e commerciali della Regione.

L’art. 2, comma g, dello Statuto della Regione Emilia-Romagna sancisce che gli emiliano-romagnoli nel mondo e le loro comunità sono componente importante della società regionale e risorsa da valorizzare, e sono quindi parte viva e vitale della popolazione della Regione, anche se risiedono lontano dai suoi confini, e fattori fondamentali  della sua internazionalizzazione, poiché, fra l’altro, fanno parte di realtà di servizio e di Camere di Commercio bilaterali, lavorano nell’informazione locale, insegnano nelle Università e nelle scuole straniere, costruendo contatti con gli atenei regionali e programmi di scambio fra giovani, favoriscono investimenti in campo industriale, promuovono lo sviluppo della ricerca, la nuova imprenditoria, il turismo, la presentazione di autori e artisti dell’Emilia-Romagna all’estero, la diffusione dell’immagine e il dialogo della Regione con le massime autorità dei loro Paesi di accoglienza. Tutto ciò non sarebbe possibile senza il quotidiano, attento, esperto lavoro della struttura amministrativa della Consulta e della sua Presidenza. A fronte di tutto questo, ci sembra molto meschino citare a sproposito l’entità dei finanziamenti o rinfacciare alla Consulta il costo di qualche colazione di lavoro, nel corso delle quali si sono definiti i dettagli di interventi utili alla realizzazione dei progetti presentati e approvati ai sensi delle leggi e delle delibere consiliari, e portati a termine nella massima trasparenza e onestà, con resoconti contabili precisi al centesimo e certificati, e con il personale contributo di tempo e denaro di consultori e volontari, dieci volte superiore alle spese stanziate per la Consulta, che hanno subito gli stessi tagli devastanti di tutti i capitoli di bilancio regionali e nazionali.  

Per tutte queste ragioni, alla luce dell’esperienza costruita in quasi quarant’anni di recupero e messa in rete del bacino di presenze emiliano-romagnole nel mondo, dato che le iniziative della Consulta riguardano tutti i campi di interesse e pertanto coinvolgono tutti gli assessorati di volta in volta competenti, la Consulta ha chiesto ed ottenuto di essere incardinata nella Presidenza della Giunta regionale e questa deve rimanere la sua collocazione per consentirle di continuare a svolgere il suo lavoro con successo.

Ricordiamo a tutti che le riunioni della Consulta sono aperte e che la Consulta è pronta a fornire qualunque chiarimento sia richiesto in buona fede, nel rispetto dei rapporti istituzionali e della correttezza delle dichiarazioni alla stampa, senza soggiacere alla crescente tendenza al pericoloso distacco dell’Italia dagli italiani all’estero, dal loro associazionismo e dai loro organismi di rappresentanza, che produce gravissimi danni per l’intero Paese”.

Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con la presentazione della home page della Casa della memoria degli emiliano-romagnoli nel mondo, il sito in cui verranno inserite la storia, l’esperienza e i nuovi sviluppi dell’emigrazione emiliano-romagnola, linkabile dal portale www.emilianoromagnolinelmondo.it. Il nuovo sito sarà strutturato come una casa in cui ogni stanza accoglierà i materiali di quasi quarant’anni di attività della Consulta, dalle pubblicazioni (destinate alla libreria) alle musiche (nella stanza della musica) dalle ricette culinarie (che finiranno in cucina) alle vicende familiari e collettive di emigrazione. Ogni associazione di emiliano-romagnoli nel mondo (107 in tutto) delegherà un giovane a raccogliere e a inserire materiali video, audio, fotografici e cartacei provenienti o prodotti dalla propria comunità.

I lavori sono terminati alla fine del dibattito che ha impegnato i consultori anche nella discussione e approvazione della prima bozza di programma delle attività per il 2012 e ad esprimere un parere sulla bozza del piano triennale 2012-2014 delle attività relative agli emiliano-romagnoli all’estero. (Inform)

 

 


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