ITALIANI ALL’ESTERO
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“
Per 56 giovani è la “Festa delle Superiori
MONTEVIDEO - “Ecco
a voi la generazione 2010!”, si è aperto il sipario, presentando 56 ragazzi,
che hanno finito le superiori nel dicembre 2010. Hanno avuto l’occasione di
festeggiare la fine dei loro studi, venerdì 16 settembre nell’aula magna della
scuola italiana di Montevideo. Una serata piena di emozioni, all’insegna dei
ricordi sia per i ragazzi che per le loro famiglie. La maggior parte degli ex-alunni,
infatti, hanno iniziato a frequentare la scuola da quando avevano i pannolini,
perciò
Erano presenti il Dirigente scolastico Sergio Colella, in rappresentanza del Consolato e dell’Ambasciata, il Presidente della Scuola Italiana Giovanni Costanzelli insieme a tutto il Consiglio Direttivo e Didattico della SIM. Dopo il benvenuto ai presenti e il suono dei due inni nazionali, quello uruguayano e quello italiano, accompagnati inoltre dal coro della scuola, ha parlato per primo il Direttore della Scuola Media, Ricardo Romero. “Il nostro insegnamento ha voluto offrirvi conoscenze per preparavi a vivere in una società mutante, che continua a cambiare. – ha affermato Romero – Spero che, anche se avete concluso i vostri studi, rimarrete comunque legati alla Scuola. Questa sarà sempre la vostra casa, congratulazioni!”, ha salutato infine i ragazzi.
La parola è poi passata al Presidente Costanzelli che ha spiegato l’importanza della finalità e dell’obiettivo della scuola: “Educare e preparare i ragazzi ad una vita adulta e poter essere liberi di scegliere, prendere decisioni ed essere protagonisti in una società dove è sempre più difficile vivere”, sono state alcune delle parole di Costanzelli. Il Presidente è stato uno dei pochi a rivolgersi al pubblico in italiano, così come il Dirigente Scolastico Colella. “Oggi rappresento due autorità, il Ministero degli Esteri e dell’Educazione. Oltre a rivolgervi il saluto della Console e dell’Ambasciatore – ha iniziato il Dott. Colella – e finisco qui il mio discorso come autorità. Vorrei invece parlarvi del futuro che state già affrontando. L’università è un passo per la libertà. Vi spetta un momento emozionante. Fin ora eravate protetti, adesso invece dovete fare le vostre scelte. Da una parte c’è il sogno, dall’altro la realtà. Cercate il vostro cammino, perché se scegliete quello adatto a voi, in fondo troverete la felicità. Quella è la vostra meta, Auguri!”, sono stati i consigli del Dirigente Scolastico.
E’ arrivato poi il momento tanto atteso, dove i protagonisti erano loro, i 56. Un momento speciale per i ragazzi, che attendevano con ansia i loro diplomi. Dopo i primi tre, alle alunne più brave, è seguita la consegna di tutti gli altri diplomi ai restanti, che a poco a poco riempivano il palco. Dopo le foto che scattavano i parenti tanto entusiasmati, hanno preso la parola due ragazzi: Franco e Fiorela. “Io ho frequentato lo scientifico. Per prima cosa vorrei ringraziare le nostre famiglie che tanto ci hanno aiutato e sostenuto, anche se a volte eravamo stanchi o giù di morale”, ha iniziato Franco che ha preparato il suo discorso in un buon italiano. “La scuola mi ha dato tanto. Oltre a imparare, ho fatto amici che sono per me come fratelli. Qui mi sono anche innamorato di tante ragazze, però non tutte allo stesso tempo! – ha esclamato tra le risate di tutti – Però sono riuscito anche a capire l’importanza dell’emigrazione italiana. Per me, avendo frequentato l’indirizzo scientifico, il latino, la storia, la letteratura e la storia dell’arte erano completamente inutili. Invece mi sono dovuto ricredere perche mi hanno aiutato a comprendere l’origine della mia famiglia. Il mio bisnonno, infatti, una volta arrivato in Uruguay, non è riuscito mai più a tornare nella sua madrepatria, cosa che invece ha fatto il suo bisnipote nel gennaio 2011. Oggi ho capito che sono italiano se sono uruguayano e sono uruguayano se sono italiano; se non sono entrambe le cose, non sono nulla”, sono state le appassionanti parole del ragazzo. Fiorela invece ha voluto spiegare la frase “la scuola è la vostra seconda casa”. “Per me lo è stata, lo è e lo sarà. Noi qui arrivavamo alle 8 di mattina e a volte ce ne andavamo a sera inoltrata. Facevamo tante attività, mangiavamo qui e addirittura qualche doccia ce la facevamo pure dopo educazione fisica. Qui abbiamo creato legami che dureranno per tutta la vita, un luogo che ci ha aiutato a crescere. Perciò vorrei ringraziare l’istituzione perché sarà sempre una seconda casa”. Entrambi poi hanno voluto ricordare tutti gli anni trascorsi insieme, imitando frasi celebri dei compagni e dei professori, compreso il Preside Michele Gaglione. “Perché c’è un pezzettino di ognuno di voi, in ognuno di noi”, ha concluso Franco. “Questo è il nostro addio alla scuola. Perciò mi piacerebbe che mettessimo da parte vecchi rancori e odi tra di noi, o se in passato c’è stato qualche litigio. Sarebbe bello che ci portassimo con noi, nel nostro futuro, solo bei ricordi della nostra generazione, perché so che in qualche modo ci ritroveremo”, sono state invece le parole di Fiorela. “Abbiate il coraggio della libertà – ha affermato invece la loro docente di filosofia – Dovete sbagliare, conoscere e imparare; anche a cambiare. Buttatevi, saltate!”. Il professor Lopez invece, ha voluto ricordare figure che non ci sono più, che però hanno sicuramente lasciato un segno nella scuola. “Le utopie esistono, cercatele ragazzi!”, ha concluso.
Dopo le premiazioni a funzionari della scuola che stanno per andare in pensione, il coro della scuola ha intonato due canzoni, una in italiano, “L’amico è” di Dario Baldan Bembo e la versione in spagnolo di “Heroe” di Mariah Carey. Tutte e due appunto con un testo che richiamasse l’amicizia o comunque la crescita.
Infine è seguita
la visione di un video, diviso in tre parti: la prima con messaggi di docenti,
bidelle e membri del consiglio direttivo e didattico; insomma tutte quelle persone
con cui i ragazzi si rapportavano all’interno della scuola. Poi le fotografie
di ognuno dei 56 da piccoli, mentre la terza fase all’interno della scuola o
durante le gite scolastiche, quando i ragazzi si sono conosciuti e hanno creato
le prime amicizie tra di loro. E non è mancata la sorpresa dei genitori. Dopo
un breve discorso di tre mamme emozionate, hanno cantato “Sueña” di Luis Miguel
per i loro figli; dove ovviamente qualche lacrima e stata versata tra abbracci
e baci di mamma e papà ai ragazzi. (Leticia Baz-La Gente d’Italia/