ITALIANI ALL’ESTERO
A Salsomaggiore Terme, si è riunita
Crisi economica e protagonismo giovanile
in emigrazione i temi affrontati. Relazioni della presidente Bartolini e dell’assessore
regionale Muzzarelli
SALSOMAGGIORE TERME - Più informazione e più progetti per i giovani. Questa la formula della presidente della Consulta Silvia Bartolini, annunciata in apertura della seconda riunione annuale della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, di fronte alla crisi economica che ha tolto e toglierà risorse ad enti locali e regioni”. “Dalla crisi – ha precisato - si esce con sguardo ottimista e progetti più nuovi e creativi” .
“Nella grave situazione economica che attanaglia il paese – ha illustrato - il tema dell’emigrazione rischia di diventare sempre più marginale, di fronte alle priorità di settori come welfare, salute, scuola “. “Le prime avvisaglie a livello nazionale si sono avute con il dimezzamento delle risorse destinate alle sedi consolari e agli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero e soprattutto ai corsi di italiano”. Di fronte a questo quadro, secondo la presidente bisogna reagire riorientando le minori risorse a disposizione sui giovani, "portatori di progettualità, nuove idee ed energie”. I temi quindi su cui puntare sono: l’informazione, la formazione, la memoria, i bandi di idee, e naturalmente l’associazionismo.
La presidente ha sottolineato la crescita delle iniziative di formazione per i giovani e del protagonismo giovanile all’interno delle stesse associazioni e un esempio per tutti è stato quello dell’associazione di Santa Fè in Argentina, dove la presidente “storica”, dopo aver consentito la crescita di un gruppo di giovani discendenti di emiliano-romagnoli, ha lasciato loro la guida dell’associazione.
Tra le iniziative
in via di realizzazione
La presidente Bartolini ha sottolineato anche la necessità di incrementare le iniziative di promozione del turismo emiliano-romagnolo all’estero, come evidenziato anche nella proposta inviata assieme ad APT al ministro Brambilla, per utilizzare i giovani discendenti di emiliano-romagnoli all’estero come “ambasciatori d’affezione”, cioè promotori delle peculiarità della nostra regione: dal turismo all’economia, fino all’università.
La presidente ha concluso dicendo che non ci saranno probabilmente risorse per organizzare una Conferenza mondiale dei giovani ma che le Conferenze d’area dovranno riunire, oltre ai presidenti, anche i giovani, uno per associazione, del continente, che così avranno l’opportunità di confrontarsi tra loro e con le generazioni dell’associazionismo precedenti.
Nella giornata, aperta dal saluto dell’assessore alle politiche sociali del Comune di Salsomaggiore L. Gerra sono intervenuti anche Silvana Mangione, vicesegretario generale del CGIE, Daniele Marconcini, presidente dell´Associazione Mantovani nel mondo, e Centurio Frignani, segretario dell´Aiccre regionale.
Il pomeriggio è stato il turno dell’assessore regionale alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli.
“L’Emilia-Romagna
– ha ricordato l’assessore nel suo intervento – era tra le regioni italiane
più povere e ora è tra le regioni più sviluppate del mondo: questo grazie anche
a quanti hanno deciso con sacrificio di lasciare l’Italia”- “Io lavoravo in
una piccola banca in montagna – ha aggiunto – e ricordo che il lunedì mattina
scambiavo i traveler’s cheque: le rimesse degli emigrati. Lo dico per tutti
coloro che fanno finta di non ricordare o di non conoscere questo aspetto
della nostra storia. Se non fosse stato per
“Gli emiliano-romagnoli nel mondo – ha sottolineato ancora Muzzarelli – sono i nostri primi testimoni, i nostri ‘ambasciatori’. Se abbiamo portato i nostri prodotti all’estero non è solo perché è stata brava l’ICE, ma perché c’è stato chi nei paesi d´arrivo chiedeva i nostri prodotti e li faceva conoscere: i nostri corregionali nel mondo”.
In merito alla
situazione economica l’assessore Muzzarelli ha riferito che la colpa di
questa crisi non è dei lavoratori e nemmeno degli imprenditori, ma "dell’economia
di carta che tanti danni ha fatto”. Per questo secondo Muzzarelli è necessario
un cambiamento culturale per recuperare in credibilità, puntando su: innovazione,
ricerca, internazionalizzazione. “E i nostri corregionali all’estero – ha concluso
– devono continuare con noi a compiere ogni sforzo per far riguadagnare credibilità
al nostro Paese di fronte agli occhi del mondo. (