ASSEMBLEA ONU
A New York incontri bilaterali del ministro
Franco Frattini sulle “aree di crisi”
NEW YORK - Il ministro degli Esteri Franco Frattini, in un incontro bilaterale a New York a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu, ha ribadito al segretario generale della Lega Araba Nabil el Araby il forte impegno dell'Italia per mantenere la coesione della posizione Ue sul processo di pace in Medio Oriente, con l'obiettivo di un rilancio negoziale e ha ricordato la convinzione con cui l'Italia sostiene l'obiettivo di uno Stato palestinese. "L'Italia - ha detto Frattini - sostiene con forza e convinzione la statualità palestinese e sta lavorando per questo obiettivo in un contesto di rilancio negoziale". E a conferma dell'impegno italiano ha ricordato che lo scorso maggio l'Italia ha elevato la rappresentanza diplomatica a Roma, guidata ora da un ambasciatore. Il 'quartetto' per il Medio Oriente (formato da Stati Uniti, Russia, Unione Europea e Nazione Unite) è al lavoro per continuare ad elaborare un documento che possa servire da base per far ripartire il negoziato di pace israelo-palestinese.
Nell’incontro
con il segretario generale della Lega Araba , Frattini ha sottolineato come
"una netta presa di posizione di condanna del regime siriano da parte della
Lega araba sarebbe particolarmente utile" ed ha spiegato che tale condanna
"sarebbe importante anche in chiave di ownership nella regione". L'incontro
di Frattini con El Araby è stata anche l'occasione per parlare dell'evoluzione
della situazione in Libia, alla luce della recente decisione della Lega Araba
di riammettere
Il dialogo e la cooperazione regionale sono la strada indispensabile per arrivare al successo in Afghanistan, ovvero alla sicurezza e alla stabilità nel Paese. E' quanto ha sottolineato Frattini durante l'incontro ristretto a livello ministeriale su 'New Silk Road' (La nuova via della seta) copresieduto da Stati Uniti, Afghanistan e Germania. "L'elemento chiave per il funzionamento di ogni rapporto è la fiducia - ha detto Frattini.- Come in passato la fiducia ha contribuito al raggiungimento di accordi, l'incremento dei rapporti commerciali e gli scambi culturali, così oggi un rafforzato dialogo e maggiore fiducia sono i fattori trainanti di ogni cooperazione regionale". - La stabilizzazione interna all'Iraq e la difesa delle minoranze religiose, sono stati i temi al centro dell'incontro bilaterale tra il ministro Frattini ed il suo omologo iracheno Hosyhar Zebari. E' stata confermata l'eccellente collaborazione" così come è stato confermato l'impegno dell'Italia nell'assistenza in vari settori. Particolare attenzione è stata posta anche alla collaborazione per la protezione dei diritti delle minoranze: l'Italia sta costruendo case per cittadini e coppie di minoranze cristiane in particolare nel Kurdistan, dove tra l'altro l'Italia si appresta ad aprire una rappresentanza diplomatica. Proprio a questo proposito si erano visti la scorsa domenica a Baghdad l'ambasciatore italiano in Iraq Gerardo Carante, il vice ministro degli Esteri iracheno Labid Abbawi, il nunzio apostolico Giorgio Lingua e il vescovo ausiliario di Baghdad Shlemon Warduni, per discutere della possibilità di utilizzare una parte del credito d'aiuto italiano per l'Iraq di 400 milioni di euro per il finanziamento di due progetti, del valore complessivo di 70 milioni di dollari, per la realizzazione di un centro per i popoli cristiani di Mosul e un'università nel Kurdistan iracheno.
Frattini si è pure incontrato con la collega pachistana Hina Rabbani Khar. I due ministri hanno sottolineato la necessità di coesione e di convergenza sulla strategia da adottare in Assemblea. Coesione e convergenza già emerse in occasione della conferenza internazionale tenutasi il 16 maggio scorso alla Farnesina. Durante il colloquio con il capo della diplomazia di Islamabad, Frattini ha rinnovato il sostegno dell'Italia nella lotta al terrorismo e ribadito l'importanza del dialogo sul rispetto dei diritti delle minoranze religiose.
“Non risparmieremo
alcuno sforzo per liberare i vostri ostaggi”, ha assicurato il primo ministro
somalo Abiwely Mohamed Ali a Frattini in occasione della firma di un accordo che stabilisce lo
sblocco di fondi pari a 15 milioni di euro da parte dell'Italia a favore della
Somalia, fondi rimasti bloccati dal 1988. Un impegno verso il quale Frattini
ha manifestato grande fiducia, motivato anche dal fatto che - ha spiegato -
"loro conoscono assai bene le realtà territoriali, i villaggi e le coste,
conoscono luoghi e persone e probabilmente anche le tribù". Nelle mani
dei pirati somali ci sono al momento 11 italiani, cinque a bordo della Savina
Caylyn sequestrata l'8 febbraio con 22 uomini di equipaggio e sei a bordo della
Rosalia D'Amato. Sulla loro liberazione Frattini ha affermato: "Lavoriamo
con discrezione, senza fare annunci". (