INFORM - N. 175 - 22 settembre 2011


IMMIGRAZIONE

Lampedusa – Per il CIR “negli accordi non si è tenuto conto dell’attuale condizione socio-economica della Tunisia”

 

ROMA - Il Consiglio Italiano per i Rifugiati ha espresso preoccupazione per quanto è successo a Lampedusa: “Condanniamo fermamente ogni tipo di violenza che danneggia, innanzitutto, quanti arrivano a Lampedusa in cerca di protezione nel nostro Paese. Ci stiamo domandando dove saranno accolti quelli che arriveranno domani in fuga, magari, dalla Libia”.

Secondo Christopher Hein, direttore del CIR, “Gli accordi fatti dal Governo italiano non hanno considerato la particolare condizione socio-economica della Tunisia in questo momento. Hanno infatti previsto esclusivamente misure restrittive, rimpatri e respingimenti, senza aprire canali di ingresso regolare. La riapertura del decreto flussi sarebbe stato l’unico strumento per accompagnare la Tunisia in questo difficile momento di transizione”.

Il CIR ricorda poi che i migranti che stanno arrivando nell’ultimo periodo dalla Tunisia provengono principalmente da una zona, quella di frontiera con la Libia, la cui economia si è sempre principalmente basata sul traffico commerciale transfrontaliero. Commercio che si è drasticamente interrotto dopo la presa di potere del Comitato di Transizione Libico. Secondo pilastro dell’economia locale era il turismo, pressoché cessato nel periodo estivo.

“Infine ci chiediamo - conclude Christopher Hein - perché non sono stati fatti in tempi brevi i trasferimenti dei migranti da Lampedusa verso la terraferma. Considerando una situazione giorno dopo giorno più tesa, questo elemento è incomprensibile”. (Inform)

 


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