INFORM - N. 175 - 22 settembre 2011
SENATO DELLA REPUBBLICA
Riunito il Comitato per
le Questioni degli Italiani all’Estero
L’audizione dell’amministratore delegato di Rai World
Claudio Cappon
A rischio di chiusura, alla luce della difficile situazione
economica, il canale internazionale della Rai “Yes Italia” dedicato al made
in Italy. Gli interventi del presidente Firrarello e dei senatori Fantetti (Pdl)
e Micheloni(Pd)
ROMA - Nell’ambito
dell’indagine conoscitiva sulle politiche per i cittadini italiani nel mondo si
è svolta al Senato, presso il Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero,
l’audizione dell’amministratore delegato di Rai World Claudio Cappon, e del
direttore dell’area commerciale Giovanni Celsi. Il dibattito è stato introdotto
dal presidente del Comitato Giuseppe Firrarello che precisato come il tema dell’informazione
sia di primaria importanza per il mantenimento dei collegamenti tra l’Italia
e le collettività italiane nel mondo ed ha ricordato l’audizione, svoltasi il
17 giugno 2009, del direttore di NewCo Rai
International Malesani. Partendo da quell’incontro Firrarello
ha sottolineato come l’audizione odierna possa costituire una preziosa
occasione per valutare cosa sia cambiato in questo arco di tempo e per avere
da Rai World, che è subentrata a NewCo Rai
International, un aggiornamento sulle sue attività.
“In particolare,
- ha precisato Firrarello - nel corso della precedente audizione si era fatto
riferimento alla costituzione, da parte del servizio pubblico radiotelevisivo,
di una società per la produzione, la distribuzione e la trasmissione di programmi
radiotelevisivi all’estero, finalizzati alla conoscenza e alla valorizzazione
della lingua, della cultura e dell’impresa italiane. Si era altresì svolto un
dibattito sulle modalità di diffusione del segnale del canale TV Raitalia, anche
dal punto di vista della commercializzazione nei differenti continenti mediante
appositi pacchetti”.
In apertura di
intervento Cappon ha subito precisato come Rai International si
occupi della responsabilità della programmazione, Rai World gestisca l’attività
di promozione e distribuzione dei canali Rai nel mondo, e la Rai garantisca l’attività
di supporto tecnico in senso stretto. L’amministratore delegato ha inoltre sottolineato
come la qualità del servizio pubblico sia strettamente correlata all’assetto
organizzativo e agli stanziamenti economici. “Rispetto agli esempi francese,
tedesco e britannico, - ha puntualizzato Cappon - il sistema italiano non vede
l’attribuzione di risorse a strutture autonome, e soffre di un deficit rispetto
all’entità dei finanziamenti. Stante la difficile situazione economica, - ha
aggiunto - uno dei tre canali televisivi dell’offerta internazionale della Rai,
‘Yes Italia’, dedicato alla promozione del made in Italy, probabilmente cesserà
di essere trasmesso, e proseguiranno solo gli altri due canali Raitalia e Rai
News”.
Cappon ha inoltre
evidenziato come i contratti di distribuzione del segnale siano invece in fase
di rinnovo, in previsione della prossima scadenza, ed abbiano sinora dato buoni
risultati in termini di introito. Per Cappon Rai Italia, a differenza dei
canali internazionali di altri paesi, appare poi limitato, nella sua ipotetica
platea di spettatori, dal fatto di rivolgersi interamente in italiano alle sole
comunità dei nostri connazionali nel mondo. “L’introduzione del digitale terrestre
e la più ampia offerta di canali in alta definizione – ha proseguito l’amministratore
delegato - pone un’ulteriore sfida competitiva per i canali italiani rispetto ai
nuovi canali stranieri, i quali trasmettono oltre che nella lingua nazionale
anche in inglese e in alcuni casi in arabo. Nella programmazione italiana, solamente
il canale Yes Italia è realizzato in italiano con sottotitoli in inglese e spagnolo”.
Ha poi preso la
parola il senatore del Pdl Raffaele
Fantetti, eletto nella ripartizione Europa, che ha chiesto
chiarimenti sugli effetti dell’introduzione del digitale terrestre rispetto
alla programmazione destinata all’estero. Fantetti ha evidenziato come, alla
luce della crescente domanda di corsi di italiano in Europa, la programmazione
televisiva dovrebbe sostenere la cultura italiana. Il senatore ha inoltre chiesto
sia le ragioni della prospettata chiusura di “Yes Italia”, un canale che al
momento svolge un importante ruolo di promozione dell’eccellenza e del turismo
italiano nel mondo, sia un raffronto tra il sistema della Rai e quello delle
principali emittenti pubbliche europee, nonché chiarimenti sui rapporti esistenti
tra Rai World ed Euronews e sul fatto che la Rai sia l’unico azionista di
Rai Word.
Il vice presidente
del Comitato Claudio Micheloni (Pd), dopo aver ricordato la riduzione delle
risorse destinate agli insegnamenti di lingua e cultura italiana all’estero
che ha portato alla chiusura di numerosi corsi. ha chiesto lumi sui contratti
di distribuzione dei canali Raitalia e Yes Italia, rilevando inoltre come la
problematica del criptaggio di taluni programmi Rai sia particolarmente avvertita
in Europa. Per quanto poi riguarda la questione della chiusura di Yes Italia
Micheloni ha ricordato come Raitalia abbia già una missione più ampia. Per il
senatore del Pd sarebbe quindi auspicabile un intervento sulla programmazione
di questo canale volto a trovare spazio per programmi di più ampia promozione
del sistema italiano nel mondo, a discapito delle repliche delle trasmissioni
televisive trasmesse sul territorio nazionale.
In sede di replica
Cappon ha spiegato come la parcellizzazione tra distinti enti dei compiti che
concorrono alla programmazione destinata all’estero ponga delicate problematiche
che potrebbero essere affrontate con successo qualora si individuasse un unico
referente complessivo. Per quanto riguarda il problema del criptaggio Cappon
ha precisato come questa questione, la cui soluzione prevede costi aggiuntivi
e una revisione degli accordi di distribuzione, e la selezione dei programmi
da replicare, facciano parte della programmazione e quindi rientrino nelle competenze
di Rai Internazionale. In qualità di vice presidente dell’Unione Europea di
Radiodiffusione (EUR) Cappon ha poi sottolineato come l’esperienza degli
altri Paesi, che individuano strutture televisive con risorse e competenze autonome,
rappresenti un esempio che potrebbe essere seguito anche in Italia. Cappon ha
anche spiegato come l’introduzione del digitale terrestre abbia notevolmente
ampliato il ventaglio dei canali distribuiti, creando una maggiore concorrenza
a livello di spettatori per i
canali tradizionali delle emittenti pubbliche nazionali dei
singoli paesi. Quanto allo spazio dedicato alla promozione della lingua e cultura
italiana, Cappon ritiene che sia una problematica di competenza della Rai nel
suo complesso e delle linee editoriali generali. Inoltre per l’amministratore
delegato il principale limite del canale Yes Italia, che viene distribuito senza
ulteriori costi con il medesimo sistema concordato per Raitalia, è rappresentato
dall’affidamento della gestione ad un ente di ridotte dimensioni, non compreso
nel più ampio sistema della Rai generalista. Cappon ha poi segnalato sia l’effettiva
e intera appartenenza alla Rai di Rai World, sia la presenza in Francia, Germania
e Inghilterra di emittenti pubbliche per l’estero che sono destinatarie di ampie
strutture, rese necessarie dall’attività produttiva oltre che distributiva,
e di fondi ad hoc. Cappon ha infine precisato come non vi sia alcun rapporto
tra Euronews e Rai World e che il progetto di ristrutturazione della proiezione
all’estero della Rai è ancora in fase di definizione.
Dal canto suo
il direttore dell’area commerciale Giovanni Celsi ha parlato di un’offerta Rai
in Europa molto più ampia rispetto al resto del mondo, basata anche sulla distribuzione
via satellite di tutti i canali Rai visibili in Italia. Celsi ha altresì ricordato
come anche la televisione privata si trovi ad affrontare il medesimo problema
del criptaggio dei programmi trasmessi all’estero in dipendenza degli accordi
di distribuzione territoriale dei prodotti. Celsi ha infine puntualizzato come
le ridotte disponibilità economiche non consentano ulteriori evoluzioni dell’offerta
televisiva per le comunità italiane all’estero. (Inform)