ASSEMBLEA ONU
Il contributo dell’Italia ai temi al centro
del dibattito
L’intervento del ministro Frattini previsto
il 24 settembre
NEW YORK - Incontri bilaterali, partecipazione al dibattito sui temi in agenda continuano a caratterizzare il lavoro della delegazione italiana, guidata dal ministro degli Esteri Franco Frattini il cui intervento all’Assemblea dell’Onu, che si è aperta a New York lunedì scorso, è previsto il 24 settembre.
Frattini ha partecipato
al vertice dei ministri degli
Riforma del Consiglio di sicurezza, lotta al terrorismo e tutela delle minoranze religiose: sono questi - riferisce la Farnesina - i temi dell'incontro tra Frattini e la collega pachistana Hina Rabbani Khar. In vista della riunione del 23 settembre del gruppo Uniting for consensus - di cui l'Italia è uno dei Paesi leader e che auspica un ampliamento del Consiglio, puntando sulla dimensione regione e con mandati per i membri non permanenti più estesi di quelli attualmente previsti -, i due ministri hanno sottolineato la necessità di coesione e di convergenza sulla strategia da adottare in Assemblea. Coesione e convergenza già emerse in occasione della conferenza internazionale tenutasi il 16 maggio scorso alla Farnesina. Durante il colloquio con il capo della diplomazia di Islamabad, Frattini ha rinnovato il sostegno dell'Italia nella lotta al terrorismo e ribadito l'importanza del dialogo sul rispetto dei diritti delle minoranze religiose.
"Non risparmieremo
alcuno sforzo per liberare i vostri ostaggi". Lo ha assicurato il primo
ministro somalo Abiwely Mohamed Ali al ministro Frattini che lo ha incontrato
a New York a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu per la firma di un accordo
che stabilisce lo sblocco di fondi pari a 15 milioni di euro da parte dell'Italia
a favore della Somalia, fondi rimasti bloccati dal 1988. Un impegno verso il
quale Frattini ha manifestato grande fiducia, motivato anche dal fatto che -
ha spiegato - "loro conoscono assai bene le realtà territoriali, i villaggi
e le coste, conoscono luoghi e persone e probabilmente anche le tribù".
In particolare rispetto al primo ministro somalo, il capo della diplomazia italiana
ha sottolineato che "viene tra l'altro dal Puntland quindi conosce in modo
speciale