INFORM - N. 173 - 20 settembre 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Turchia: nessun italiano coinvolto nell’esplosione ad Ankara

Farnesina: “Non si possono escludere attentati anche a istituzioni o strutture frequentate da stranieri”. Le raccomandazioni ai connazionali

 

ROMA – Attentato nel centro di Ankara: una bomba in un’automobile è esplosa causando tre morti e quindici feriti. Non ci sono italiani fra loro. Nella capitale turca ci sono circa 180 italiani residenti e un numero imprecisato di turisti. L’Ambasciata italiana ad Ankara, ha spiegato l’ambasciatore Gianpaolo Scarante, ha contattato “tutti i principali ospedali” della città e non risultano italiani coinvolti, anche se era “improbabile” visto che la capitale turca non è una nota meta turistica: c’è dunque la “ragionevole certezza che nessun italiano, anche di passaggio sia stato ferito” dall’esplosione, “molto forte”, che è stata udita anche dalla sede dell’Ambasciata italiana. Scarante ha riferito anche che sta bene l’unico connazionale che risulta abitare e lavorare “molto vicino” alla zona in cui si è verificata l’esplosione.

L’unità di Crisi della Farnesina sul sito www.viaggiaresicuri.it avverte i connazionali che in Turchia “non si può escludere il verificarsi di ulteriori atti terroristici che potrebbero colpire anche istituzioni o strutture frequentate da stranieri” . “Le Autorità turche – si legge sul sito - seguitano ad adottare rafforzate misure di sicurezza - in particolare a tutela dei turisti - e mantengono un esteso monitoraggio soprattutto nelle aree orientali e sud-orientali della Turchia, in cui potrebbero anche aver luogo manifestazioni pubbliche potenzialmente esposte a rischi sotto il profilo della sicurezza”. E “anche in relazione alla ripresa delle attività terroristiche di matrice curda e degli scontri con le forze armate turche” la Farnesina consiglia di “evitare viaggi nelle zone a ridosso del confine con l'Iran e l'Iraq” e raccomanda di “adottare in tutto il Sud-Est accresciute misure di cautela”. La Farnesina raccomanda infine di “evitare i luoghi dove si svolgano manifestazioni politiche e le vicinanze delle installazioni militari”. (Inform)

 


Vai a: