PSICOLOGIA
Alejandra Daguerre:
“Nel cielo le stelle, nel campo le spine ...”
BUENOS AIRES - Quando ero una bambina
e vivevo ancora in un paesino, ebbi una discussione con il mio amico Edgardo.
Avevamo un legame fortissimo, di quelli che nascono dal "crescere insieme".
Una fratellanza nata non solo come compagni di classe a scuola, ma anche dallo
stare vicini, passando pomeriggi interi in viaggio per le strade della vita
tra il karting e la bicicletta.
Durante una tranquilla notte d'estate,
mentre guardavamo il cielo e ci sentivamo esperti della materia, gli dissi che
le stelle brillavano perché erano "le candele degli angeli”. Edgardo non
solo mi rise in faccia, ma dimostrandomi il suo alto livello di raziocinio
sull’argomento, cominciò a spiegarmi la verità delle cose dicendo: “no
no ...non è così…"Le stelle sono i buchi da dove
piove"; poi passa per lì, l'acqua che viene dall'alto, dal cielo,
e poi bagna le piante per far crescere il grano ...capisci?
Quella sera ci lasciammo prima del
solito e ognuno tornò a casa sua ... Ci eravamo letteralmente afferrati a verità
diverse. Per prima volta ci trovavamo di fronte ad una rottura delle nostre
relazioni diplomatiche, perché io e lui - immersi in un sepolcrale silenzio
- volevamo difendere "la nostra verità individuale". Quel fatto rappresentò
il nostro primo disaccordo e dissenso forte…Ora, ricordo questo con grande tenerezza;
ma dopo un’analisi più a fondo, credo si tratti di un vero modello di ciò che
ci succede quando ci chiudiamo davanti agli altri, pensando di essere padroni
della verità.
Quante volte la nostra verità è così
assoluta che non ammette revisioni? Quante volte abbiamo discusso (con qualcuno
che emotivamente c’interessa molto!) solo perché noi non tolleravamo il suo
punto di vista diverso? Quante volte nessuno dei due aveva ragione, ma non siamo
riusciti a "relativizzare" la nostra posizione?
Vedete? Un dolce ricordo d'infanzia
è riapparso sotto forma di disaccordo coniugale e mi ha segnalato una zona di
allarme ... Noi donne elaboriamo spesso approfondimenti romantici e idilliaci.
E dal centro della nostra sensibilità (quasi-ormonale)
crediamo che si tratti dell'unica spiegazione possibile. Gli uomini d’altro
canto elaborano processi mentali e ci rispondono dal punto di vista della razionalizzazione
estrema, annullando altre possibilità solo perché non hanno il supporto del
fatto, credendo che la supremazia della ragione sia l'unica strada. Non so quale
sia la verità, so solo che nessuno possiede la certezza assoluta e tanto meno
ha il diritto d’imporla.
Propongo (e mi propongono anche) di
lavorare per creare buoni collegamenti, di diventare autori di "rapporti
con le stelle", di occuparsi e concordare con i nostri affetti, di godere
e celebrare insieme la vita. Dalla nostra orgogliosa rigidezza cerchiamo solo
di sostenere e convalidare la nostra verità, verità cieca e assoluta che squalifica,
vanità dell’ego che ci rende sordi. Dalla superbia dell'ego non ascoltiamo e
quando ce ne renderemo conto, sarà probabilmente troppo tardi e ci saremo già
persi fra le stelle! (Alejandra Daguerre*-Inform)
*Psicologa e psicoterapeuta, Buenos Aires