INFORM - N. 171 - 16 settembre 2011


POLITICA ESTERA

Il sottosegretario agli Esteri  intervistato dal Secolo d’Italia

Mantica: nuovo ruolo della Turchia sullo scenario internazionale e riserve italiane sul riconoscimento dello Stato palestinese all’Onu

 

ROMA – In un’intervista della giornalista Annamaria Gravino, pubblicata sul Secolo D’Italia, il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica parla del nuovo ruolo della Turchia sullo scenario internazionale e della complessa questione palestinese. “La Turchia, - spiega Mantica – sull’onda del suo grande successo economico e della sua forza politica, si sta proponendo come leader del mondo islamico. Islamico, e non arabo come spesso si dice. Se dici arabo a un turco quello ti picchia, e poi il mondo islamico è più ampio di quello arabo. .. Nel suo viaggio in Egitto Erdogan  - ha ricordato Mantca - si è presentato come il capo di un Paese moderno, democratico, laico. Ha posto il tema della laicità con forza, dicendo ‘io sono islamico, ma lo Stato turco è laico’. Con questa affermazione dà anche a noi una chiave di lettura, dice che la modernità di uno Stato islamico è la laicità. E questo, tradotto in termini costituzionali, significa che uno Stato laico islamico basa la sua legittimità sul riconoscimento della cittadinanza, al di là della religione. È un modello molto distante da tutti gli altri Stati che basano la loro legittimità sulla sharia, e quindi sull'appartenenza religiosa”. Per quanto riguarda poi il difficile rapporto fra Turchia e Israele Mantica puntualizza come questo rischi di isolare lo Stato ebraico e faccia parte di una strategia che intende  presentare la Turchia come leader del mondo islamico.

Per quanto concerne il  riconoscimento dello Stato palestinese all’Onu Mantica ha spiegato come su questo punto manchi una posizione ufficiale italiana in attesa che il prossimo 20 settembre a Bruxelles si tenga una riunione volta a cercare una posizione comune europea. “Aspettiamo quella data. Il tentativo si fa, - ha aggiunto Mantica - ma mi sembra molto difficile che si possa arrivare a un accordo che soddisfi. Vorrei vedere chi è questo Giuseppe di Arimatea che riesce a mettere d’accordo tutti. Quale sia la nostra posizione, comunque, è noto. Noi riteniamo che sia un errore e continuiamo a chiedere che il negoziato prosegua, ma questa potrebbe essere l’occasione per l’Onu per invitare Israele e Palestina a riprendere con maggiore convinzione il negoziato”. Un no al riconoscimento  allo Stato Palestinese in sede Onu che per Mantica appare giustificato dal fatto che “ da parte palestinese e, soprattutto, da parte araba nessuno ha mai riconosciuto la necessità dell’esistenza dello Stato di Israele e il suo diritto alla sicurezza. Essendo noi tradizionalmente amici di Israele e non avendo verificato questo, siamo contro ogni forzatura. Ma al momento – puntualizza il sottosegretario  - Israele nel Consiglio di sicurezza può contare sul solo voto degli Stati Uniti e se la richiesta dell'Anp va in assemblea almeno i due terzi dei voti sono a favore. Significa 130-140 voti su 190, e francamente diventa un fatto che politicamente non può essere ignorato, anche se non ha rilevanza giuridica”. (Inform)

 

 


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