NAZIONI UNITE
66esima Assemblea Onu: fitta agenda per l’Italia a New
York
L’intera sessione è dedicata al tema della
“mediazione per la soluzione dei conflitti internazionali”
ROMA - Importante appuntamento per l’Italia quello che si apre ad inizio settimana a New York con la 66esina assemblea delle Nazioni Unite. L’Italia partecipa al fitto calendario di incontri e di interventi previsti per dare il suo contributo alle risposte che il consesso internazionale è chiamato a dare nell’ambito del tema, cui è dedicata l’intera Sessione, “mediazione per la soluzione dei conflitti internazionali”. Il sostegno alla Libia post-Gheddafi, la fragile situazione in Somalia, l'importante focus sul Medio Oriente, ma anche l'impegno per la transizione in Afghanistan ed i diritti umani: questi gli argomenti più significativi.
La delegazione italiana sarà guidata dal ministro degli Esteri Franco Frattini, il cui intervento è previsto per il pomeriggio (ora di New York) di sabato 24, ma saranno all'Onu anche il sottosegretario Vincenzo Scotti e diversi ministri tecnici impegnati negli incontri.
E' fissato già per lunedì 19 il primo appuntamento cui parteciperà Franco Frattini, con un simposio sulla cooperazione internazionale contro il terrorismo, ha riferito il portavoce della Farnesina Maurizio Massari nell'illustrare il programma della delegazione italiana a Palazzo di Vetro, spiegando che l'evento "sarà un'opportunità per ribadire il sostegno italiano alla strategia internazionale dell'Onu e per valorizzare quello fornito alla task force delle Nazioni Unite". Frattini parteciperà in qualità di speaker, su invito del segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, ad un panel su "Law enforcement and capacity building" insieme con il collega francese Alain Juppé e quello turco Ahmet Davutoglu.
‘Primavera araba’
e Libia saranno al centro degli incontri di martedì 20 - quando a New York è
atteso il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - che partiranno da un
incontro a livello ministeriale nell'ambito della 'Dauville Partnership', l'iniziativa
politico-economica lanciata dal G8 nella città francese per assistere i paesi
interessati dall'ondata di rivolte e che "in un primo momento riguardava
solo Egitto e Tunisia, ma che è stato adesso esteso a Libia, Marocco e Giordania",
ha spiegato Massari. Nella stessa giornata si riunirà anche il gruppo dei 'Friends
of Libia', nato dall'iniziativa del vertice a Parigi del primo settembre scorso
e cui parteciperanno circa 80 delegazioni. Si discuterà "cosa fare per
assistere
Mercoledì
"Nonostante i segnali positivi, la situazione della sicurezza resta fragile", ha detto Massari ricordando la questione umanitaria e la costante minaccia della pirateria che, "come a più riprese ha sostenuto Frattini, non va affrontata solo in mare ma soprattutto su terreno favorendo la stabilizzazione del Paese". A New York il Ministro Frattini sarà impegnato anche in varie riunioni politiche dei ministri dell'Unione europea e in una serie di incontri bilaterali, tra cui con Ban Ki-moon e il Segretario Generale della Lega Araba, Nabil el-Araby.
ITALIA-LIBIA -
Numerosi e tempestivi i ‘‘passi ufficiali’’ dell’Italia: è stato il primo Paese
europeo ad aprire un Consolato a Bengasi, Frattini è stato il primo ministro
degli Esteri europeo a recarsi in visita a Bengasi, e l' ambasciatore Buccino
è stato il primo capo missione europeo a ricevere il gradimento dalle autorità
libiche. Dai continui contatti tra il ministro Frattini e la nuova leadership
libica è emersa con chiarezza “la condivisa volontà di mantenere e rafforzare
il primato dell'Italia nei rapporti con
ITALIA- MEDIO
ORIENTE - L'Italia punta a “rilanciare in tempi brevi i negoziati” tra israeliani
e palestinesi, in particolare attraverso un'azione del Quartetto. Lo ha detto
il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari all’indomani delle di
ITALIA-SOMALIA
- La crisi somala ha effetti destabilizzanti nel Corno d’Africa e sul piano
internazionale, e riassume i problemi e le fratture che attraversano il quadrante
geopolitico regionale. Il rapporto con
Nel corso della sua missione nel Corno d’Africa (8-12 luglio), il sottosegretario Alfredo Mantica ha presieduto una riunione IPF ad Addis Abeba che ha avviato un coinvolgimento dell’IPF più decisivo, proattivo ed incisivo nelle problematiche somale ed in particolare nel monitoraggio delle riforme poste in essere dalle Istituzioni Federali Transitorie (IFT) somale fino alla scadenza della transizione (20 agosto 2012).
Sotto il profilo della crisi interna, l’Italia sostiene la ricostruzione della sovranità in Somalia sia partendo da Mogadiscio (e quindi sostenendo le IFT, le forze di sicurezza somale e la missione di peace-keeping dell’Unione Africana, AMISOM) sia le autorità locali che hanno saputo garantire un controllo effettivo del territorio lottando attivamente contro l’insorgenza qaedista, quali il Puntland e il Galgaduud.
L’Italia ha favorito,
anche finanziariamente, l’accordo del 15 marzo 2010 tra ASWJ e il Governo Federale
di Transizione a Mogadiscio, e finanzia l’imminente Conferenza di Abudwak, intesa
a ricompattare il movimento ASWJ attraverso la formazione di una più strutturata
Amministrazione locale. C’è, inoltre, l’impegno politico del ministro Frattini
di riaprire