INFORM - N. 170 - 15 settembre 2011


FORMAZIONE

Simonetti (Centro “Nino Calice”): al via corsi per assistenti domiciliari per 200 lavoratrici immigrate in Basilicata

 

POTENZA – Basilicata: dal 19 settembre circa 200 lavoratrici, prevalentemente immigrate, parteciperanno ai corsi di formazione per assistenti domiciliari banditi dalla Regione e gestiti dalle amministrazioni provinciali, tramite le agenzie formative. Lo comunica Pietro Simonetti, coordinatore del Centro “Nino Calice”.

“La misura - spiega - decisa nel 2010, e coordinata dal Dipartimento Sicurezza sociale, Ufficio Immigrazione, è uno dei progetti sperimentali, con una posta finanziaria di circa 500.000 euro, del pianno annuale 2009/10 per i migranti. I partecipanti, 3/4 residenti nella provincia di Potenza, saranno impegnati per oltre cento ore”.“Alle famiglie dalle quali dipendono – prosegue Simonetti - sarà corrisposto un bonus corrispondete al numero delle ore formative che saranno compensate per la sostituzione delle lavoratrici. Le stesse riceveranno il bonus al termine della formazione, incentratta sui contenuti lavorativi e delle lingue. Si tratta di un intervento sperimentale molto importante che segna,una svolta nell'approccio alla condizione lavorativa dei migranti impegnati nei lavori di cura in Basilicata. Da questa esperienza il Centro Calice utilizzerà dati e documenti che saranno molto utili nella messa a punto di idonee iniziative di studio e di proposta, in particolare sui flussi migratori in entrata e nella sezione emigrazione al femminile, in stretto collegamento con la Commissione regionale per le Pari opportunità. Non solo elementi di ricerca – sottolinea Simonetti - ma anche proposte relative agli interventi nel reclutamento, con apposita strumentazione cosi come hanno fatto altre Regioni, e misure per combattere il lavoro nero. In Basilicata sono presenti oltre 20.000 assistenti domiciliari, in gran parte in nero. Oltre alla necessità di innovare sul terreno normativo è urgente utilizzare i fondi europei per attività formative per migliaia di lavoratori, per andare oltre il progetto sperimentale. Il quadro demografico locale e quello nazionale reclamano un piano di ripopolamento con il riutilizzo delle case sfitte nei centri urbani e per stabilizzare la forza lavoro in agricoltura, nell'edilizia e nel lavoro di cura. si tratta – conclude Simonetti - anche di rifinanziare gli sportelli migranti che svolgono un ruolo importate”. (Inform)

 


Vai a: