CAMERA
DEI DEPUTATI
Marco Fedi (Pd): Riforma di Comites
e Cgie, ancora non parte il vero dibattito
ROMA – “La Commissione Affari Esteri della Camera
ha iniziato l’esame della proposta di riforma di Comites
e Cgie in concomitanza con l’annuncio da parte del
Governo di una proposta di riforma costituzionale che abrogherebbe la Circoscrizione
estero. La bozza Calderoli quindi prende la forma di una proposta del centro-destra,
ancora da verificare naturalmente, mentre alla Camera – nelle relazioni di
maggioranza e minoranza sulla riforma della rete di rappresentanza di base
– si parte dal presupposto che sia necessaria una riforma proprio in virtù
dell’esistenza della rappresentanza parlamentare eletta all’estero. Devo confessare
che non si tratta di un buon inizio”. Lo ha detto Marco Fedi, deputato
del Pd eletto nella circoscrizione Estero – rip. Africa, Asia, Oceania, Antartide
e segretario alla Commissione Esteri.
“Nel confronto che avremo nei prossimi giorni – prosegue
l’on. Fedi - alcune considerazioni vanno fatte. Ritengo indispensabile, infatti,
per arrivare ad una legge di riforma della rappresentanza delle comunità italiane
nel mondo che non sia privata dell'apporto della Camera dei Deputati, dove
sono altrettanto numerose le proposte di legge presentate dai diversi gruppi
parlamentari, vedere garantiti adeguati spazi di discussione ed anche i necessari
approfondimenti. Credo si possa riconoscere che esistono giuste preoccupazioni,
peraltro espresse anche dal Governo, rispetto ai tempi di approvazione della
riforma ma che occorra individuare un percorso politico senza sacrificare
spazi di confronto. Le ragioni per un confronto sono molteplici – sottolinea
Fedi - La prima considerazione è di natura strettamente politica. In entrambe
le relazioni si parte dall’assunto che sia necessario modificare la legislazione
in materia di rappresentanza degli italiani all’estero perché è intervenuta
la Circoscrizione estero. Completare e riformare il quadro normativo tenendo
conto della novità. Bene. La bozza o proposta Calderoli di riforma Costituzionale,
propone l’abrogazione della circoscrizione estero. In ogni caso, ove non proponesse
la sua abrogazione, conterrebbe comunque un generale ripensamento della Circoscrizione
estero in una ricomposizione di tutta la rappresentanza parlamentare nel nostro
Paese. Mi chiedo: è ragionevole partire da una riforma Comites
e Cgie, giustificata con l’esistenza della Circoscrizione
estero, cosa ribadita nelle relazioni introduttive, se questa viene rimessa
in discussione? La seconda considerazione – spiega il deputato Pd - concerne
la riforma della legge ordinaria, la 459 del 2001, non solo auspicata ma ritenuta
necessaria da tutte le forze politiche. Si tratterà di semplici accorgimenti
tecnici o di modifiche strutturali a seguito della riforma costituzionale?
Il testo approvato al Senato è infarcito di riferimenti normativi, diretti
e indiretti, alla 459 del 2001. Ultima considerazione concernente il testo
approvato dal Senato. Non innova – dice Fedi - Non rende più efficienti
gli organismi di rappresentanza, in una condizione di oggettiva ridefinizione
delle risorse che, come indicato dal Governo, potrebbe colpire anche la rete
di rappresentanza. Non rafforza il legame con le comunità e non consente al
Consiglio Generale degli Italiani all’Estero di esercitare il compito di rappresentanza
con maggiore autorevolezza istituzionale. Possiamo scrivere insieme una legge
che ottenga questi risultati.
Credo – conclude l’on. Marco Fedi - sia utile acquisire,
oltre al testo proposto, gli orientamenti generali del Governo e della maggioranza
sull’impianto complessivo della riforma Costituzionale e dell’esercizio in
loco del diritto di voto, sperando vi si arrivi con le necessarie tempestività
e chiarezza”. (