INFORM - N. 170 - 15 settembre 2011


CAMERA DEI DEPUTATI

Riforma Comites e Cgie: Franco Narducci (Pd) in Commissione Esteri illustra le linee portanti

 

ROMA - Franco Narducci, deputato Pd eletto nella circoscrizione Europa e vice presidente in  Commissione Affari Esteri, è intervenuto oggi in Commissione in qualità di relatore, nel seguito dell’esame del disegno di legge di riforma dei Comites e del Cgie, già approvata dal Senato. La relazione di Narducci ha evidenziato vari aspetti tecnici e problematici della complessa riforma della rappresentanza degli italiani all’estero.

Prima di entrare nel merito dell’articolato, Narducci ha tenuto a ricordare che “l’esperienza italiana in tema di rappresentanza dei propri cittadini emigrati è stata presa ad esempio da numerose nazioni, sia in sede d’introduzione della normativa sulla rappresentanza sia in caso di riforma e ottimizzazione di quella esistente”. “Lo dico – ha precisato - non per una forma di pur legittimo orgoglio patriottico, bensì per rafforzare il senso dell’importanza che questo provvedimento riveste; esso, infatti, ha a che fare con regole e istituzioni importanti che si occupano della partecipazione democratica degli italiani all'estero ai fatti che li riguardano, ha a che fare con quella comunità italiana che non è in Italia e che è una delle ricchezze importanti del nostro Paese”.

Per quanto attiene la riforma dei Comites Narducci ha sostenuto la necessità di procedere secondo un percorso prestabilito che deve comunque garantire l’indizione delle elezioni per il rinnovo di questo organismo, poiché il regime di proroga attuale è “oramai umanamente e politicamente insostenibile”.

Per la riforma del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, il vicepresidente della III Commissione ha sostenuto che “nel corso dell’esame alla Camera si potranno modificare o aggiungere elementi importanti ma, nell’ottica di una legge per il bene dell’Italia e per il rafforzamento dei legami con le comunità italiane all’estero, occorre prestare la massima attenzione a due elementi chiave di questo iter”. Primo elemento chiave è “il processo di riforma costituzionale delle autonomie locali che prevede l’abolizione delle Province, e la riorganizzazione federalista del nostro ordinamento statale”. Il secondo: “il processo di riforma costituzionale del Parlamento italiano che, stante le intenzioni del Ministro Roberto Calderoli mai formalmente smentite, prevede il dimezzamento del numero dei parlamentari e l’abolizione della circoscrizione estero”.

“Soprattutto con riferimento al secondo punto, è evidente – ha detto il deputato Pd -  che la riforma del CGIE, così come approvata dal Senato, e la contemporanea abolizione della Circoscrizione estero sono due tessere dello stesso mosaico, due vasi comunicanti che reggono in maniera complementare  la rappresentanza degli italiani all’estero e come tali l’indebolimento dell’uno deve prefigurare il rafforzamento dell’altro”.

In conclusione di intervento l’on. Franco Narducci ha ribadito che “occorre fissare un percorso che tenga conto dell’esigenza di procedere all’approvazione della legge garantendo l’indizione delle elezioni per il rinnovo dei Comites e del CGIE entro i termini stabiliti dal decreto di proroga” e che “in questo processo bisogna prevedere alcune audizioni delle parti interessate”. (Inform)

 


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