CAMERA DEI DEPUTATI
Riforma Comites e Cgie: Franco Narducci (Pd) in Commissione
Esteri illustra le linee portanti
ROMA
- Franco Narducci, deputato Pd eletto nella circoscrizione
Europa e vice presidente in Commissione Affari Esteri, è intervenuto
oggi in Commissione in qualità di relatore, nel seguito dell’esame del disegno
di legge di riforma dei Comites e del Cgie, già approvata dal Senato. La relazione di Narducci ha evidenziato vari aspetti tecnici e problematici
della complessa riforma della rappresentanza degli italiani all’estero.
Prima
di entrare nel merito dell’articolato, Narducci
ha tenuto a ricordare che “l’esperienza italiana in tema di rappresentanza
dei propri cittadini emigrati è stata presa ad esempio da numerose nazioni,
sia in sede d’introduzione della normativa sulla rappresentanza sia in caso
di riforma e ottimizzazione di quella esistente”. “Lo dico – ha precisato
- non per una forma di pur legittimo orgoglio patriottico, bensì per rafforzare
il senso dell’importanza che questo provvedimento riveste; esso, infatti,
ha a che fare con regole e istituzioni importanti che si occupano della partecipazione
democratica degli italiani all'estero ai fatti che li riguardano, ha a che
fare con quella comunità italiana che non è in Italia e che è una delle ricchezze
importanti del nostro Paese”.
Per
quanto attiene la riforma dei Comites Narducci ha sostenuto la necessità di procedere secondo un
percorso prestabilito che deve comunque garantire l’indizione delle elezioni
per il rinnovo di questo organismo, poiché il regime di proroga attuale è
“oramai umanamente e politicamente insostenibile”.
Per
la riforma del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, il vicepresidente
della III Commissione ha sostenuto che “nel corso dell’esame alla Camera si
potranno modificare o aggiungere elementi importanti ma, nell’ottica di una
legge per il bene dell’Italia e per il rafforzamento dei legami con le comunità
italiane all’estero, occorre prestare la massima attenzione a due elementi
chiave di questo iter”. Primo elemento chiave è “il processo di riforma costituzionale
delle autonomie locali che prevede l’abolizione delle Province, e la riorganizzazione
federalista del nostro ordinamento statale”. Il secondo: “il processo di riforma
costituzionale del Parlamento italiano che, stante le intenzioni del Ministro
Roberto Calderoli mai formalmente smentite, prevede il dimezzamento del numero
dei parlamentari e l’abolizione della circoscrizione estero”.
“Soprattutto
con riferimento al secondo punto, è evidente – ha detto il deputato Pd -
che la riforma del CGIE, così come approvata dal Senato, e la contemporanea
abolizione della Circoscrizione estero sono due tessere dello stesso mosaico,
due vasi comunicanti che reggono in maniera complementare la rappresentanza
degli italiani all’estero e come tali l’indebolimento dell’uno deve prefigurare
il rafforzamento dell’altro”.
In
conclusione di intervento l’on. Franco Narducci
ha ribadito che “occorre fissare un percorso che tenga conto dell’esigenza
di procedere all’approvazione della legge garantendo l’indizione delle elezioni
per il rinnovo dei Comites e del CGIE entro i termini
stabiliti dal decreto di proroga” e che “in questo processo bisogna prevedere
alcune audizioni delle parti interessate”. (