ITALIANE
ALL’ESTERO
Da “Migrantes online”
In Svizzera il Convegno delle suore missionarie italiane
ENGELBERG (Svizzera) - Quaranta suore missionarie italiane,
alcune laiche collaboratrici, d. Marco Guarnieri,
della diocesi di Piacenza, hanno partecipato all’annuale convegno nazionale
organizzato dalla delegazione delle religiose italiane operanti in Svizzera.
L’evento, posto ogni anno all’inizio di settembre e, appena avviate le attività
pastorali, ha voluto offrire alle religiose momenti formativi ed informativi
sulla vita religiosa in Italia e in Svizzera.
Il convegno, suddiviso in due parti, una dedicata
alla formazione con lo scopo di incentivare la riflessione sulla donne alla
sequela di Gesù; l’altra allo scambio e al dialogo. Gli interventi sono stati
affidati a sr. Filippa
Castronovo, biblista appartenente alla congregazione
delle figlie di S. Paolo, la quale con entusiasmo e aderenza al testo biblico
ha approfondito, richiamando ogni parallelo biblico, il tema “Le donne del
Vangelo seguono Gesù e Lo annunciano”; alcune figure bibliche femminili e
la risurrezione di Gesù sono l’icona di riferimento per il discepolato femminile.
Una figura biblica in particolare ha attirato l’attenzione
delle partecipanti, la donna siro- fenicia (Mc 7,
25-30). Questa donna straniera e pagana risponde alla domanda se i beni messianici
siano esclusivi per i giudei o se includano anche i pagani e gli emarginati.
Ella provoca questo chiarimento fondamentale.
Gesù riconosce il ‘bel parlare’ di questa donna. Benché
straniera ha capito l’agire di Dio del quale Gesù è la presenza. Marco in
questa narrazione vuole mostrare l’inclusività della
salvezza. Gesù và in terra di frontiera perché la considera terra di missione.
La donna siro-fenicia fa emergere l’orizzonte universale
della salvezza che Gesù annuncia. Egli etnicamente straniero, perché fuori
dalla sua terra, incontra una straniera nel senso religioso (non giudea) e
da questo incontro si manifesta la volontà di Dio che a tutti dona salvezza.
Come eliminare i confini di cultura, di razza, di stato sociale, che creano
emarginazione? Si può usare l’inganno, la violenza, la demagogia, ma si può
usare il dialogo franco e rispettoso che ad ognuno riconoscere la propria
identità, posizione e diritto alla vita. In questo dialogo la donna fa sì
che la salvezza raggiunga la sua figlia e il messaggio di Gesù, a sua volta
si fa universale! Le frontiere sono cadute! Nella missione evangelizzatrice
ci sono molti confini da abbattere: religiosi, culturali, linguistici, sociali,
ma, il più difficile da abbattere è quello che ognuno porta dentro di sé,
come pregiudizio, razzismo che non lascia emergere il dialogo e il confronto
rispettoso e franco.
Con Sr. Etra Modica, scalabriniana
responsabile dell’ufficio mobilità Etnica (Usmi
–Migrantes) si è dialogato, invece, sull’inquietudine apostolica
che nasce dalla chiusura di comunità religiose femminili anche in Svizzera;
infatti, proprio lo scorso due settembre la Congregazione delle Suore Maestre
Pie Filippini con sede a Basilea ha chiuso la comunità, dopo oltre 40 anni
e, purtroppo, in novembre anche le Suore Orsoline di Somasca
lasceranno Chaux-De-Fonds, rientrando per sempre
in Italia. Età avanzata, diminuzione numerica, stanchezza, restrizioni da
parte della chiesa locale; vari sono i motivi del pessimismo che aleggia,
ma anche se tante discussioni e rammarichi non porteranno a soluzioni effettive,
si ha la convinzione che questo momento di passaggio storico è l’occasione
per cominciare a raccogliere i frutti spirituali ed ecclesiali, maturati negli
anni con la presenza intrisa di dedizione e a volte lungimirante.
Dando uno sguardo all’assemblea presente, che ha sì il
volto di una vita religiosa matura, segnata da qualche ruga, tuttavia nella
sua saggezza e maturità, non si accontenta più dei luoghi comuni sulle religiose
ma, testimonia la stabilità del dono, nel tempo, al Signore e ai migranti.
Da oltre 100 anni, religiose e laiche consacrate italiane, segnano la loro
presenza missionaria tra gli immigrati italiani in Svizzera scrivendo pagine
di storia fatte di tanta generosità e attaccamento alla patria, entrano quindi
a pieno merito a far parte della storia dei 150 anni dell’Unità d’Italia,
che stiamo celebrando in questo 2011, e che porta alla luce tante storie delle
migrazioni e conferma che, la missionaria, nonostante l’età ha ancora la forza
della mitezza, dell’affabilità e della gratuità. Non dimentichiamo, ha affermato
mons. Leandro Tagliaferro, coordinatore nazionale delle Missioni Cattoliche
Italiane in Svizzera, nel suo saluto alle suore, che le religiose in emigrazione
ricordano la presenza di Cristo. In un tempo marcato dalla chiusura di comunità
religiose, che genera apparentemente dispersione anche in Svizzera, le missionarie
assumono un valore simbolico, così ha ribadito l’Incaricata nazionale Sr.
Ermelinda Pettenon, scalabriniana,
esortando le religiose a continuare a vivere la loro missione senza lasciarsi
trascinare dalla paura dell’età.
Alle religiose presenti è stato affidato un compito,
quello di continuare a scrivere la storia delle loro presenze in Svizzera,
una raccolta di memorie, non una memoria nostalgica rivolta al passato, ma
scritti che interroghino e facciano riflettere anche sui nuovi modelli pastorali
da utilizzare in campo migratorio; ricordare per interrogarci con la chiesa
locale su quanto la positività della presenza dei migranti determina una configurazione
di chiesa cattolica, nel senso evangelico del termine.
La preghiera, lo scambio, l’intercongregazionalità,
la riflessione, tutto distribuito con equilibrio ha contribuito a creare un
clima spontaneo, interessato e vivace! Resta ancora una missione alle religiose
italiane, occuparsi nella quotidianità dell’educazione dei bambini nella scuola
materna, nella pastorale diretta, negli ospedali, nelle case di riposo e continuare
a mediare con “la nostra gente “ … è così che chiamano le persone a cui rivolgono
il loro servizio: cercare di inventare soluzioni originali e creative per
traghettare nella comunità ecclesiale locale i fratelli emigrati. (E.M.-Migrantes
on line/