CAMERA
DEI DEPUTATI
Gli eletti Pd nella circoscrizione Estero: “Nel Decreto
sulla stabilizzazione finanziaria spuntano altri punti critici per gli italiani
all’estero”
ROMA - “Nel Decreto sulla stabilizzazione finanziaria
spuntano altri punti critici per gli italiani all’estero”, avvertono i deputati
del Pd eletti nella circoscrizione Estero Gino Bucchino,
Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Franco
Narducci, Fabio Porta, che hanno hanno
diramato un comunicato congiunto.
“In attesa di sapere in quale misura la riduzione di
dodici miliardi di euro nella dotazione dei Ministeri si riverserà sul Ministero
degli Affari Esteri e come questi ulteriori tagli incideranno sulle politiche
per gli italiani all’estero, la conversione dell’ultimo decreto del Governo
per il contenimento del debito pubblico due brutte notizie le ha già recapitate”
commentano i deputati Pd eletti dagli italiani all’estero.
E spiegano: “La prima riguarda il rischio che la rete
consolare subisca un’altra dose di “razionalizzazione” nel quadro della revisione
della spesa da realizzare con il metodo dello spending
review, la seconda la tassazione del 2% sui trasferimenti
Italia/estero fatti da soggetti che non hanno la cittadinanza di uno dei paesi
europei e una posizione formalmente aperta presso l’INPS”.
Il comunicato dei deputati prosegue: “Per quanto riguarda
la revisione della spesa legata all’organizzazione delle strutture della nostra
amministrazione, siamo d’accordo naturalmente sull’esigenza di abbandonare
la deprecata pratica dei tagli lineari, che hanno prodotto vere devastazioni
in settori delicati e importanti, e di aprire una fase di ragionata e selettiva
revisione della spesa. L’inclusione della rete consolare tra i settori da
“rivisitare”, visto che ci sono tutti gli altri, in linea di principio non
comporterebbe alcuno scandalo se si stabilisse in partenza una condizione
di parità. Ma, purtroppo, non è così. Sono ormai tre anni che la rete consolare
è stata pesantemente “razionalizzata” e sono più di venti le strutture che
sono state chiuse e accorpate ad altre sedi. Senza parlare degli Istituti
di cultura, delle sedi ENIT, dell’ICE e di altre quisquilie”.
“L’apertura di un altro giro di tagli sarebbe letale”
sostengono i deputati Pd.
“Per questo – continuano - abbiamo chiesto con un apposito
emendamento presentato in commissione (primo firmatario Narducci)
di escludere la rete consolare dall’insieme dell’intervento, non per fare
parzialità, ma semplicemente perché essa ha già dato oltre il necessario.
La maggioranza, manco a dirlo, ha respinto. Poiché su questa revisione di
spesa c’è la delega al Governo, dobbiamo tutti continuare a rappresentare
la situazione reale, e cioè che quello che si richiede per gli altri rami
della pubblica amministrazione, per la rete consolare è già avvenuto. Per
la tassazione del 2%, invece, non si è riflettuto sul fatto che vi sono molti
connazionali nati in Italia e che conservano ancora proprietà familiari o
qualche forma di reddito, pur avendo perduto per varie ragioni la cittadinanza,
che possono essere interessati a godere del legittimo frutto dei loro beni
nei luoghi dove vivono. La polpetta avvelenata della Lega lanciata agli immigrati
non ancora regolarizzati, è stata buttata nel recinto sbagliato. Anche su
questo abbiamo presentato un emendamento (primo firmatario Fedi), purtroppo
respinto”.
“Ormai, le azioni che colpiscono gli italiani all’estero
si stanno moltiplicando con la regolarità con cui le onde si arenano sulla
spiaggia. Il Paese è in un grave passaggio, ma noi – assicurano i deputati
Pd dell’estero - non smetteremo di dire che mantenere viva la rete dei rapporti
con le comunità che vivono nel mondo serve all’Italia perché l’aiuta a ritrovare
la via dello sviluppo e la proietta oltre le sue attuali difficoltà”. (