ITALIANI ALL’ESTERO
“Trovare un dialogo con la maggioranza che ci consenta
di mettere in sicurezza il voto per corrispondenza. E’
chiaro il no del Partito democratico alla riforma degli organi di rappresentanza
approvata al Senato”
ROMA – Per quanto
riguarda gli
Entrerà
presto nel vivo al Senato il dibattito sulle proposte di modifica della legge
ordinaria che regolamenta il voto degli italiani all’estero. Qual è la posizione
del Pd in proposito?
Pensiamo innanzitutto di trovare un dialogo con la maggioranza che ci consenta di arrivare velocemente alla riforma del voto per corrispondenza degli italiani all’estero, attuando così quelle modifiche che servono per metterlo in sicurezza. Tutto questo dovrebbe avvenire attraverso il normale iter delle Commissioni e del voto in aula, nel caso in cui la legislatura duri fino alla scadenza naturale. Se invece vi saranno le elezioni anticipate queste modifiche alla legge sul voto all’estero diverranno più urgenti per evitare che si ripetano alle prossime consultazioni i problemi che si sono verificati nelle precedenti tornate elettorali. E a maggior ragione in questo caso servirebbe una posizione comune fra maggioranza ed opposizione che faccia almeno quelle poche cose che rendano più sicuro il voto.
Un altro
provvedimento di stretto interesse per gli italiani all’estero verrà presto
discusso in Parlamento. Sto parlando del disegno di riforma dei Comites e del
Cgie, già approvato dal Senato, e che a giorni inizierà il suo iter alla Camera.
Anche in questa sede il Pd confermerà la sua valutazione negativa sul provvedimento?
Su questa riforma
il gruppo al Senato del Pd ha votato no. Quindi mi pare chiarissima la posizione
del Partito democratico: è un no. Poi nessuno nega che il Cgie vada riformato,
tanto è vero che anche nell’altra legislatura avevamo avviato un’ipotesi di
riforma. L’importante è però che si faccia una nuova legge che tenga conto delle
più ampie riforme che si stanno mettendo in campo in Italia. Si parla addirittura
di riforma costituzionale e di superamento del bicameralismo, e nella bozza
Calderoli pare che non vi sia più nemmeno
Lavorerete
comunque in Commissione per emendare questo disegno di legge?
Questo è l’ultimo
passo. Bisogna però prima riflettere su cosa bisogna fare e capire se