LOTTA ALLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA
Commercianti tedeschi e turchi incontrano “Mafia?
Nein danke!” e Tano Grasso
Laura Garavini: Imparare dall’antiracket
della comunità italiana di Berlino
BERLINO - Il
racket non conosce nazionalità. È un problema in ombra, ma presente anche
nelle realtà tedesche e turche. Per questo, a Berlino, esponenti della Camera
di commercio tedesca e rappresentanti della comunità turca si sono incontrati
con l'associazione italiana Mafia? Nein danke! e con il presidente della Fai, Tano Grasso. “È molto
positivo che la comunità italiana di Berlino venga considerata, dai tedeschi
e dalle altre comunità straniere, un punto di riferimento per affermare
L'incontro si è realizzato dopo che la polizia tedesca aveva espresso l'augurio che l'eperienza di Mafia? Nein danke! venisse presa a modello anche da altre comunità. Un auspicio espresso da Bernd Finger, capo del Dipartimento contro la criminalità organizzata della polizia di Berlino, riferendosi all'operazione che nel 2008 portò all'arresto di due estorsori camorristi proprio grazie alle denunce di tanti ristoratori italiani coinvolti in Mafia? Nein danke!.
Mafia? Nein danke! è nata su iniziativa
di Laura Garavini dopo l'attentato di Duisburg, nella convinzione che Italia non significhi Mafia,
come qualche giornale in Germania aveva sostenuto, ma che l'italianità s’identifichi
nella lotta contro le mafie. Con
“L'esempio di
Mafia? Nein Danke! Può
fare scuola”, ha di
“In Germania
sono diverse le organizzazioni criminali attive a livello nazionale” ha precisato
Laura Garavini. “Promuovendo la più grande ribellione
contro il pizzo mai avvenuta fuori dai confini italiani, Mafia? Nein danke! ha dimostrato
che la società civile può giocare un ruolo importante. Fa piacere, in un periodo
in cui all'estero non si parla bene dell’Italia, che i connazionali all'estero
contribuiscano a dare una buona immagine dell'italianità”. (