INFORM - N. 167 - 12 settembre 2011

 


UNDICI SETTEMBRE

Da “America Oggi”

Memoriale italiano inaugurato nella Monmouth County

 

HIGHLANDS (NJ). In questa cittadina della Monmouth County che trasuda di storia italiana nei secoli, oggi (11 settembre, ndr) viene inaugurato The Memoria Project fortemente voluto dalla popolazione di Highlands per ricordare le vittime dell'11 settembre 2001, realizzato esclusivamente con donazioni private e un grande impegno della comuntià.

E' il punto più alto della costa dal Texas al Maine (690 metri sul livelloi del mare), descritto da Giovanni Da Verrazzano nel 1524, dove sorge il primo e più importante faro elettrico della costa east inaugurato nel 1862 e dove Guglielmo Marconi nel 1899 fece la prima dimostrazione pratica della radio.

Il Memoria Project è il primo tributo alle vittime degli attacchi terroristici alle Torri Gemelle interamente creato dalla comunità di Highlands che quel giorno fungeva da centro di accoglienza per gli scampati che arrivavano coi battelli.

Il tributo è stato creato da migliaia di abitanti che hanno contribuito fino a ieri in mille modi: a livellare il suolo, a lucidare le pietre e ripulire il parco da sterpaglie e si sono portati dietro anche i bambini per farli partecipi all'evento.

"La creazione del Memoria Project è stata la parte più facile. La nostra comunità aveva bisogno di rimarginare la ferita dopo la devastazione, per ricordare i nostri amici e parenti che sono scomparsi senza dire addio" ha detto il president del progetto, l'artista Stephen Shaheen che ha lavorato al progetto dal 2002.

L'architetto che ha progettato l'installazione e vice president del Memoria, James Fox ha raccontato di avere iniziato ad interessarsi quando i lavori sembravano stagnanti a tre anni dall'inizio dell'idea.

"La comunità locale ha fatto sentire la sua voce attraverso petizioni e riunioni in consigio comunale, fino a quando il progetto ha ripreso il volo" ha raccontato l'architetto.

"Allora - ha proseguito - mi sono impegnato a ridisegnare la piazzetta dove sono poi state posate le statue nella loro collocazione finale" ha aggiunto Fox, il quale ha precisato che la spinta è venuta proprio dalla gente che ha partecipato con donazioni private e tante ore di volontariato.

Fino ad un paio di giorni fa la cittadina era ancora inondata dall'acqua lasciata dalle piogge e da Irene, tanto che arrivava al bacino, ma ieri, con il sole che faceva capolino donne, uomini e bambini sono scesi in gruppo provvisti di utensili e scope per rendere ancora più attraente la piazza che s'affaccia sul mare.

Ground Zero in linea d'aria dista solo 26 miglia da Highlands, da qui quando il cielo è limpido si vede il sud di Manhattan da dove 10 anni fa la gente vide levarsi in cielo una nube che non lasciava dubbi su quanto stave accadenso a poca distanza.

Stephen Shaheen risiede a Brooklyn, ha studiato in Italia con artisti di grande talento in prossimità di Siena ed attualmente è insegnante presso la Lyme Academy of Fine Arts, è direttore del programma artistico Tuscan Study in Italia e ai suoi lavori sono state dedicate 5 mila New York City Metrocard.

"Abbiamo ricevuto donazioni per oltre 100 mila dollari in materiali da parte di aziende italiane. La loro generosità e il grande entusiasmo nella partecipazione a questo progetto sono davvero motive di ispirazione. E' la sola ragione che ci ha consentito di riuscire in questa impresa" ha dichiarato l'artista.

Con un budget limitato i volontari sono riusciti a realizzare due statue di marmo bianco del Vermont dell'altezza di 4 metri e del peso di 9 tonnellate ciascuna, oltre a 5 blocchi di granito nero da 14 tonnellate su cui sono scolpiti i nomi delle 2.983 vittime degli attacchi terroristici.

Il marmo è stato donato dall'azienda Red Graniti di Carrara entusiasta del progetto della Memoria, che ha estratto il marmo delle Vermont Quarries e il granito dalle cave Virginia Mist.

Ma il rapporto con l'Italia non finisce qui, in quanto l'artista durante i suoi studi nel nostro paese ha trovato l'ispirazione nell'arte nostrana. "Venivo da un ambiente dove ero circondato dale più straordinarie sculture in marmo della storia dell'arte. L'influenza che gli scultori italiani esercitano sui giovani emergenti - ha consluso l'artista - è indescrivibile".

La recente donazione di un progetto illuminotecnico con 28 apparecchi di illuminazione per il Memoria Project è stato offerto dall'azienda Reggiani Lighting Usa, una iniziativa arrivata peraltro del tutto inaspettata nelle fasi finali del progetto.

Matteo Reggiani, vice presidente dell'azienda di Milano con sede a Carlstadt nel New Jersey non ha esitato a offrire il sostegno della propria azienda.

"La nostra missione è di migliorare la qualità della vita attraverso l'illuminazione. La comunità di Highlands ci ha offerto questa possibilità, attraverso la realizzazione di questo grandioso progetto per ricordare le migliaia di uomini, donne e bambini innocenti che hanno perso la vita in quel giorno sciagurato. Siamo molto onorati di aver potuto dare il nostro contributo". (Riccardo Chioni-America Oggi, 11 settembre/Inform)

 


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