ITALIANI ALL’ESTERO
Da “Gente d’Italia” del 12.9.2011
L’Italia della memoria
L’archivio digitale sull’emigrazione degli italiani
nel mondo sarà ospitato a Genova
Trenta milioni di noi. Italiani
espatriati, emigrati all’estero, presto rintracciabili sul web. Un archivio
digitale. Schedatura e censimento sono basati e realizzati sulle liste d’imbarco,
su matrici e passaporti, carte private, lettere e foto, fornite da discendenti
di emigrati italiani.
Quei 30 milioni che, in un secolo
e mezzo, andarono a cercare la loro America a bordo dei piroscafi della Cunnard
Line, Hamburg America e Navigazione Generale. Lo scopo è ricostruirne
le biografie, e restituire a tutti loro dignità e riconoscimenti. Lettere dal
mondo: il primo archivio digitale finanziato dalla Compagnia San Paolo, Cisei
è una pregevole straordinaria realizzazione collegata ai principali archivi
dell’emigrazione del mondo. Compreso quello di Ellis
Island, New York.
Diffuso dall’Istituto della Resistenza
e presentato al Museo di Torino, il poderoso archivio digitale sull’emigrazione
degli italiani nel mondo sarà ospitato a Genova, in una prestigiosa struttura:
il complesso di San Giovanni di Prè, ovvero la Commenda
dei Cavalieri di San Giuseppe a Gerusalemme. Aprirà a fine anno. Lo scopo è
ricostruire le biografie degli italiani che in 150 anni cercarono la fortuna
in terra straniera. Oltre 2 milioni dalla seconda metà dell’800. Uno per tutti:
il generale Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei due mondi, costruì la sua personale
leggenda in Uruguay.
Il Cisei,
presieduto Fabio Capoccia, è una banca dati che basa la sua solare evidenza
sulla scambio tra ricercatori e utenti. Da Genova, sede dell’archivio digitale,
si mossero gran parte dei flussi migratori nell’800. Due milioni di emigranti
tra il 1806 e il 1925; 400mila tra il 1926 e il 1939. Il 61% delle emigrazioni
nazionali, un dato incredibile, oggi non più realizzabile. Vicende di dolore,
sogni, speranze, illusioni, disillusioni, fortune. Molti, davvero tanti, ce
l’hanno fatta grande. Persone, uomini e donne, che hanno acquisito all’estero
posizioni di prestigio, cambiando la storia dei Paesi che li hanno accolti e
poi adottati. Imprenditori di successo, persone dimenticate in Italia, ricordate
invece con rispetto nella patria d’adozione. L’archivio digitale, lettera dal
mondo sul web, per ricordarli anche noi e rendere loro onore.
Ma quanti sono, oggi, i nostri
connazionali che risiedono all’estero ormai da anni? Un milione e 300mila in
Uruguay, il 40% della popolazione totale; 20 milioni in Argentina, ovvero il
50% della popolazione, laddove negli States sono 17,8
milioni. Presero posto sui piroscafi dei sogni e delle illusioni. Allora funzionava
così: si doveva partire per le Americhe su “un piroscafo
di vettore di emigranti con biglietto rilasciato in Italia da uffici autorizzati”.
Si doveva quindi rifiutare proposte di agenzie di emigrazione con sede fuori
Italia. Impossibile esimersi per 130 detenuti nelle carceri di Torino, nell’anno
1965: impacchettati e caricati sul brigantino “L’Emilia”, si ritrovarono arruolati
nell’Esercito argentino.
Coprirono itinerari più brevi gli
emigranti che scelsero una sistemazione e un lavoro in Europa: in Austria sono
850mila, il 4% della popolazione, 400mila nel Regno Unito, 290mila in Belgio.
Gli emigranti italiani sparsi nel mondo saranno rintracciabili sul Web, attraverso
il recupero, in parte già avvenuto, di documenti antichi. L’archivio ne aspetta
altri ancora. L’invito vale per tutti: fornisca informazioni chi sa e può, invii
documenti. Destinatario il Cisei di Genova. Utile
a tutti, l’archivio è di tutti. Sono gradite comunicazioni, sotto qualsiasi
forma. Fotografie, passaporti e lettere di italiani dall’altro mondo. L’Italia
della memoria. (Franco Esposito-Gente
d’Italia/Inform)